La disoccupazione,in particolare quella giovanile,è oggi la principale emergenza nazionale. L’attuale governo di larghe intese lo ha messo al primo posto nella sua agenda. Per risolvere il problema della disoccupazione non esistono ricette miracolistiche.
I giovani devono mettere in soffitta le obsolete attività da scrivania cui puntavano un tempo i loro genitori e guardare al mondo del lavoro con attenzione per capire quali occupazioni tirano.
E’ banale dire che se le politiche occupazionali puntassero sul turismo,sul paesaggio e sul patrimonio artistico e monumentale,risorse di cui è ricco il nostro Paese,si potrebbero creare migliaia di posti di lavoro?
Non è una domanda retorica. Tutti noi lo sappiamo. Ma perché non si fa nulla in tal senso ora e non lo si è fatto in passato?
Al lettore la risposta,che non è certo facile. Basterebbe usare un po’ di buon senso,merce rara oggi.
Nel frattempo,esistono attività lavorative che offrono sbocchi? Insomma quali sono i lavori del futuro?
Certamente non gli avvocati e gli architetti, non ce ne vogliano questi. Possibilità lavorative in vista vi sono al contrario per cuochi,badanti,giardinieri,infermieri,pizzaioli e panificatori.
Per essere più concisi i servizi alla persona.
Sono queste le conclusioni di una ricerca svolta per il periodo fino al 2018.
I settori trainanti per le assunzioni insomma sono tutti concentrati in quella sfera di attività di servizio che molti di coloro in possesso del famoso “pezzo di carta” non considerano nobili né significativamente remunerative.
Senza dimenticare il lavoro manuale che può rilanciare l’occupazione,perché non va dimenticato che nel nostro Paese esiste una storia di tradizioni artigianali che,unita alla nostra creatività e al gusto(basti pensare alla moda italiana),può creare nuova occupazione anziché andare perduto.