SISTEMA ELETTORALE COSTITUZIONALE

” Il Parlamento e’ eletto a suffragio universale e diretto”. dicevamo pochi giorni. Il proporzionale secco con preferenza era l’ unico sistema elettorale che rispecchiava la nostra Costituzione, non occorreva e non occorre, attingere ad altre costituzioni e non basta una ritoccatina al porcellum o un ritorno al mattarellum, per risolvere l’ attuale crisi istituzionale. Un sistema elettorale democratico e moderno deve rispecchiare, rappresentativita’, proporzionalita’ e individualita’, con l’ attuale legge elettorale, viene meno sia l’ una che l’ altra. Con il voto all’ estero, il mattarellum e il porcellum e’ venuto meno un sistema elettorale costituzionale, basato sugli articoli 3 / 48 / 56 / 58, della nostra Costituzione” .

Il terzo articolo perche’ come tutti sappiamo, “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Per chi non lo sapesse le “condizioni personali”, riguarda la residenza dei cittadini e quindi gli italiani all’ estero e gli immigrati regolari in Patria. Il 48, perche’ il voto deve essere personale ed eguale, libero e segreto. Eguale, significa un unico sistema elettorale a tutte le consultazioni parlamentari e amministrative, dentro e fuori i confini. Libero, significa semplicemente scelta tra uno o piu’ candidati. Personale, voto diretto dal cittadino al legislatore. Segreto, perche’ il legislatore non deve sapere chi l’ ha votato, onde evitare lobbysmi e quindi conflitti d’ interessi di varia natura. Il 56 e il 58, non solo dettano il voto a suffragio universale e diretto, ma anche il metodo democratico di assegnazione dei seggi.

Il presidenzialismo? Immaterializzabile, perche’ la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale. Anche perche’ quello che l’ attuale governo sta proponendo, non e’ solo l’ elezione a suffragio universale e diretto del Capo dello Stato, ma un ridimensionamento dei suoi poteri, passandoli al Presidente del Consiglio, come decretazioni, nomina e revocata dei ministri e richiesta di scioglimento delle camere.

Ripeto, si tratta del disegno di legge costituzionale rivisitato del 2005, votato dall’ allora maggioranza di centro destra, bocciato da un referendum confermativo. E’ come se qualcuno in questa legislatura presentasse un nuovo disegno legge per reintrodurre il nucleare o privatizzare l’ acqua. Chi sin’ ora si e’ lamentato che non ha avuto poteri sufficienti per governare il Paese, lo sostiene solo perche’ non e’ stato in grado di saper governare.

Io dopo un ventennio, ancora non riesco a capire, come si sia potuto passare da un sistema elettorale costituzionale, come il proporzionale secco con preferenza al porcellum e da un semipresidenzialismo equilibrato, all’ attuale caos istituzionale e delegittimato potere legislativo. Oggi si parla tanto di limitare i mandati politici, ieri col la preferenza, i mandati li decideva direttamente il cittadino, il parlamentare durante il suo mandato non dimostrava valenza, dopo 5 anni non veniva rieletto. Quel rapporto diretto tra cittadino e legislatore, oggi non esiste piu’ e con le riforme istituzionali preannunciate dall’ attuale governissimo, temo che si stia andando incontro ad un nuovo, che sa molto di vecchio immobilismo legislativo Faccio un esempio/ riflessivo e concludo, con il proporzionale secco e le preferenze, la carriera politica di Silvio Berlusconi, nel 94 non sarebbe nemmeno partita, perche’ in un Paese democratico moderno, sarebbe stato ineleggibile a prescindere.

Carla Zaga

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