Furti di rame. Il caso delle marine leccesi di San Cataldo e Frigole portato innanzi all’AGCOM

Le comunicazioni d’intere aree d’Italia isolate dai furti di rame. Ilcaso delle marine leccesi di San Cataldo e Frigole. Basta cittadini diseria A e di serie B Da mesi lo “Sportello dei Diritti” ha avviato una campagna nazionaleper evidenziare i pericoli per la collettività connessi all’escalationdi furti per ottenere metalli quali rame, bronzo e ferro. Dopo aver indicato una serie di ricette per cercare di arginare ilfenomeno, è il caso di dirlo, non è arrivato ancora alcun segnale edanzi continuano ad arrivarci segnalazioni da tutta Italia in meritoall’isolamento nelle comunicazioni, ma anche per la correnteelettrica, di intere zone più o meno grandi del Paese. Da evidenziare ed emblematico è il caso delle marine leccesi di SanCataldo e Frigole dove da mesi è svanita la rete telefonica e quellaAdsl con conseguenti gravissimi disagi per un notevole numero dinuclei familiari residenti nella fascia costiera del comune capoluogodella provincia di Lecce. La colpa, secondo gli addetti lavori, sarebbe nei furti dei cavi dirame d’intere linee aeree che non verrebbero sostituite dalla Telecom,almeno a detta dei diversi operatori di telefonia, per i notevolicosti non contraccambiati da altrettanti benefici economici per ilgestore della rete che, si ricordi non è più monopolista da anni equindi non avrebbe un interesse prioritario ad investire, poiché lezone non sarebbero ad alta densità di popolazione. Insomma, Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”,sottolinea che ancora una volta anche nel caso esemplare delle duefrazioni di Lecce, viene a dimostrarsi il notevole digital divide cheaffligge l’Italia nell’era delle telecomunicazioni e che amplifica ledifferenze tra cittadini di Serie A e di Serie B sol perché si èresidenti in un punto piuttosto che in un altro di un comune Una situazione che non si può più tollerare per la quale non bastaprendere carta e penna e scrivere a Telecom, solo per segnalare quelloche appare così come un semplice disservizio ma che nasconde problemidi natura politico-amministrativa più complessi, come ha fatto ilsindaco della città di Lecce, Perrone, certamente pressato dacentinaia di cittadini costretti a subire i disagi connessi. È anche in questo che si può misurare come un’amministrazione comunaleguardi al futuro e cerchi di risolvere il problema della connessioneverso il mondo dei suoi concittadini, per esempio attraverso larealizzazione in collaborazione con società che si occupano di questo,di reti a banda larga a copertura delle aree più disagiate utilizzandole infrastrutture esistenti quali i tralicci per la ripetizione delsegnale televisivo e della telefonia cellulare con tecnologie wirelessdiverse da quelle della rete mobile (come richiesto dal sindaco). Ma se un governo cittadino pensa che una lettera possa risolvere unproblema che quasi certamente si ripeterà sinché le linee rimarrannoaeree e continueranno i furti di rame, riteniamo che nel caso dispecie l’iniziativa del sindaco sia stata solo strumentale e mediaticaanche perché per come rilevato anche dall’AGCOM (Autorità per leGaranzie nelle Comunicazioni) tutte le “eventuali problematicheriguardanti le infrastrutture di telecomunicazioni (pali, antenne,cavi, etc.) sia su suolo pubblico che privato sono di competenza (art.86 del D.Lgs. 295/2003) degli organi locali di gestione del territorio(Regioni, Province, Comuni)”.

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