PROGRAMMA (e non solo) DEL PROGETTO PIE

Premessa e Focus Retroattivo: “La Costituzione italiana rimane, in ogni caso, la bibbia del P.I.E. Ogni dettato presente nella Carta sarà la nostra guida nelle decisioni politiche ed organizzative relative agli italiani tutti uguali nella esazione dei diritti e nell'attuazione dei doveri ovunque essi siano residenti nel mondo. Salute, libertà, pari dignità, uguaglianza nei riguardi della legge ecc. saranno principi imprescindibili da ogni azione politica in quanto tale. Gli Italiani residenti all'estero dovranno poter votare per corrispondenza a tutti gli appuntamenti elettorali in Italia e non solo ridotti alla Circoscrizione estero. Per il PIE questo è, infatti, il punto di partenza per ogni vera riforma.”

Il Partito degli Italiani dall'Estero si presenta fuori dalle vecchie convenzioni politiche che le hanno viste protagoniste dal dopo guerra ad oggi. Dall'Estero per l'Italia. Un Partito per tutti gli Italiani ovunque si trovino. Una vera grande novità per la Nazione italiana.
È stato calcolato che gli Italiani e gli oriundi Italiani all'estero siano circa 60 milioni (più degli Italiani residenti in Italia). L'altra metà della Nazione italiana comprende: 40 mila imprese a conduzione italiana iscritte nelle Camere di Commercio estere; circa 200 radio e televisioni; 400 quotidiani; 385 Parlamentari di origine italiana nei vari Parlamenti nel mondo.
Appare quindi evidente che è nell'interesse di tutti gli Italiani valorizzare quest'altra metà della Nazione in grado di accrescere notevolmente il peso internazionale dell'Italia dal punto di vista politico, economico, sociale e culturale. Occorre trasformare la grande esperienza maturata dagli Italiani all'estero, i loro legami internazionali, la loro energia, il loro entusiasmo, il loro incondizionato amore per la Patria in una nuova linfa vitale capace di rigenerare l'intero sistema politico e sociale italiano. Per il PIE, ovunque ci sia un Italiano c'è un interesse italiano da seguire e valorizzare.
Dopo il famoso boom economico degli anni sessanta che altro non fu che “qualcosa” sul nulla e non realizzazione di un progetto organizzato, abbiamo conosciuto solo e quasi unicamente crisi economiche. Ciò sta a significare che l'incapacità di saper governare la cosa pubblica con l’impegno e l’efficienza di gestione che contraddistingue il buon padre di famiglia e i Paesi della U.E. occidentale, è divenuto un male endemico, con la conseguenza di una scarsa osservanza dei diritti del cittadino, mettendo cosi in forse il concetto di democrazia.

Bene si fa a porre questioni morali, di etica, di trasparenza, ma queste restano solo proposte di carattere tuttora propagandistico prive, e si vede, di qualsiasi volontà di reale attuazione. La scuola, la formazione giovanile, l'indirizzo educativo a tutti i livelli della nostra società, l'assoluta incapacità e mancanza di competenze e di organizzazione, conclama risultati deleteri e non realizza né prospetta soluzioni programmatiche positive.
La gestione delle istituzioni non deve più essere inquinata da interessi privati o di clan, ma deve fare riferimento agli stessi valori positivi che sono corredo di tante società europee avanzate. Per arrivare a tanto occorre una rifondazione della società su basi europee, quindi sulla coerenza, dirittura, capacità professionale, impegno, precisione e qualità.
Inutile sottolineare che è proprio il concetto stesso di politica che debba cambiare. Sino ad oggi, politica ha significato mezzo attraverso il quale, strumentalizzando le problematiche della Nazione, si possano raggiungere obiettivi personalistici o di clan. Occorre invece risolvere, presto e bene, gli annosi problemi di un Paese ingessato, mai risolti per l’assenza di moderni metodi di lavoro e la rarità delle capacità professionali, con una gestione professionale, disinteressata ed efficiente, con la dedizione al lavoro e l’interesse per il raggiungimento degli obiettivi. Cosa ottenibile con la responsabilizzazione e la formazione dei funzionari, che non dovranno essere abbandonati a sé stessi ma lavorare responsabilmente in un quadro di metodi e procedure chiare e semplici.
Il nostro nuovo partito si propone proprio questo: scardinare i meccanismi che hanno reso e rendono sclerotico il sistema chiuso a qualunque proposta di cambiamento anche sotto forma di evoluzione. Non si accetta, con miriadi di giustificazioni politiche e filosofiche per quinta essenza retoriche, di ammettere una presa d'atto che non lascia alternative se si vuole uscire non tanto dalla crisi contingente di turno, ma di riorganizzare il paese per debellare quella malattia endemica di cui sopra.
Gli obiettivi primari che il P.I.E si pone sono quelli di approntare un nuovo patto sociale attraverso il quale salvare il Paese dalla deriva sicura nella quale si è diretto. Promuovere ogni sistema utile ad educare alla organizzazione intesa come ordine contemporaneamente pratico e morale che faccia da guida nel lavoro della gestione della cosa pubblica a tutti i livelli.
La introduzione di una classe dirigente d’eccellenza, con responsabilità e capacità, insieme alla risoluzione del conflitto di interessi di parte, è un primo strumento necessario per il salto di qualità. Un secondo strumento è l’adeguata formazione dei funzionari pubblici, che devono lavorare nelle chiarezza e nell’impegno.. Un terzo strumento è la fondazione di una società nazionale (finora assente; abbiamo invece i clans) che operi per gli interessi nazionali e sulla base di valori positivi di riferimento, che devono essere pubblici e conosciuti. Per arrivare a tanto, non si puo’ evitare una chiara e trasparente catarsi la quale motivi le persone tutte ad uccidere i tarli esistenti nel tessuto sociale, allo scopo di far nascere quelle stesse capacità civili che sono diffuse in Europa, e rendere le istituzioni capaci di realizzare, nella realtà, i diritti dei cittadini.
I dicasteri con portafoglio sono di fatto divenuti oggi sistemi di arricchimento partitico e di concessione. Questi hanno prodotto e producono quel sottobosco nascosto evidenziato dalle intercettazioni telefoniche, corruzioni e concussioni, elargizione di appalti, conflitti di interesse assurti a norma: cassieri-esattori, guardie-ladri ecc.
Fuori dalle convenzioni, dunque, il P.I.E propone un programma che per certi versi ripudia i vecchi schemi e si pone fuori soprattutto dalla prassi tuttora in auge di eterna propaganda politica che approfitta del governo del Paese. Il programma del PIE non vuole, tuttavia, essere un programma omnicomprensivo. Esso intende, piuttosto, soffermarsi su alcuni aspetti e problemi che spesso sono stati trascurati.
La Costituzione italiana rimane, in ogni caso, la bibbia del P.I.E. Ogni dettato presente nella Carta sarà la nostra guida nelle decisioni politiche ed organizzative relative agli italiani tutti uguali nella esazione dei diritti e nell'attuazione dei doveri ovunque essi siano residenti nel mondo. Salute, libertà, pari dignità, uguaglianza nei riguardi della legge ecc. saranno principi imprescindibili da ogni azione politica in quanto tale. Gli Italiani residenti all'estero dovranno poter votare per corrispondenza a tutti gli appuntamenti elettorali in Italia e non solo ridotti alla Circoscrizione estero. Per il PIE questo è, infatti, il punto di partenza per ogni vera riforma.
Voto Diretto e Rappresentanze all'Estero
Premessa
Solo cinque su venticinque sono i Paesi dell'Unione Europea che costringono i propri cittadini residenti all'estero a tornare a casa per votare alle elezioni politiche: Cipro, Grecia, Irlanda, Malta e Slovacchia. In compenso già esiste uno Stato dove si può votare col proprio computer, comodamente seduti in poltrona in un qualunque posto del mondo: l'Estonia.
– Il PIE ritiene fallimentare l'esperienza della Circoscrizione estero. Una sparuta truppa di rappresentanti degli Italiani all'estero (limitata per legge a 18 deputati e Senatori), per di più divisa tra i vari partiti della maggioranza e dell'opposizione, non può e non ha potuto incidere minimamente sul panorama politico italiano.
– Il P.I.E si batterà con tutte le proprie forze per ottenere che tutti gli italiani possano votare per corrispondenza o per via telematica, proprio come si fa in Estonia.
– Il PIE è per l'abolizione del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE), organismo ormai del tutto pletorico, estremamente costoso e inefficiente. Il PIE intende esercitare un severo controllo sulla correttezza, sull'efficienza e sulla trasparenza delle nostre rappresentanze all'estero (Ambasciate, Consolati, Uffici Commerciali, Istituti di Cultura, Camere di Commercio, ecc). La lotta agli sprechi e ai soprusi andrà a beneficio di tutti gli italiani.
– Il PIE è per la riorganizzazione dei vecchi Comites con sistemi elettivi trasparenti sotto il controllo preventivo del dipartimento estero e con la possibilità, una volta alleggeriti dall'elefantismo dei CGIE, di poter incaricare, con nomine ufficiali, delegati governativi che organizzino le operazioni di voto con funzioni ispettive e di controllo. Questi nuovi organismi faranno da strutture locali per le esigenze degli Italiani ivi residenti.
I compiti dei Comites debbono restare ben distinti da quello dei Consolati. I Presidenti dei Comites vanno eletti direttamente e non scelti dai Consiglieri. Il compito del Presidente, sarà quello di coordinatore senza diritto di voto, mentre il potere decisionale resterebbe ai Consiglieri a maggioranza relativa con voto segreto.

Per evitare ulteriori sprechi occorre spostare le sedi e le segreterie nei Consolati. Le riunioni da tenersi negli stessi o negli Istituti di Cultura con dibattiti ed interrogazioni da parte dei partecipanti.. In altre parole, coinvolgere ed invogliare di più’ i cittadini e in primis i giovani.
I Presidenti dei Comites avranno il compito di presentare agli eletti all’estero nelle rispettive Circoscrizioni, un’appropriata relazione di proposte e interrogazioni, scaturita dalle riunioni. Almeno fino a termine di legislatura.
Va istituita una Commissione di monitoraggio dei Comites all’interno del Comitato Permanente Italiani all’Estero, sanzionando con dei richiami i Comitati dormenti o poco efficienti, dopo il terzo richiamo prevederne la chiusura.
– Per il PIE sono incomprensibili disparità di trattamento tra Italiani residenti in Italia e Italiani residenti fuori dell'Italia. In un solo progetto di programma unico, saranno risolte le attuali istanze degli Italiani residenti all'estero. IL PIE auspica una più qualificata presenza delle Istituzioni italiane cui i nostri concittadini devono e possono fare riferimento, una maggiore efficienza delle Istituzioni a cominciare dalla produzione documentale per finire ai rinnovi dei passaporti, assegni sociali che elevino la soglia di decenza della vita.
– Il PIE si batterà per estendere in regime di reciprocità (come già avviene in ambito UE) la possibilità degli Italiani residenti all'estero di votare alle amministrative locali. Ciò aumenterà notevolmente il peso politico delle Comunità italiane.
Economia e Pubblica Amministrazione
Premessa
E' giunto il momento di sconfessare definitivamente le scelte economiche dettate da pregiudizi ideologici. Oggi non è possibile e neanche lecito disquisire semplicisticamente sul governo di questo paese sotto l'egida del liberismo oppure del socialismo. Abbiamo coscienza della gravità del sistema Italia in tutte le sue manifestazioni finanche culturali, di investimento e di ricerca che non permettono di continuare a filosofeggiare dicendo tutto o il suo contrario mentre il Paese va a rotoli.
Viviamo una emergenza economica molto grave. Abbiamo bisogno soprattutto che chi governerà il paese vantando il suffragio universale dell'elettorato appronti immediatamente soluzioni possibilmente condivise tra maggioranza ed opposizione soprattutto nella gestione economica del Paese e della Pubblica Amministrazione.
– Il P.I.E propone che i dicasteri dell'Economia e della Funzione Pubblica siano frutto di una grande collaborazione bipartizan e che le decisioni più importanti per il bene del paese, siano prese di comune accordo tra maggioranza ed opposizione soprattutto in regime di emergenza. Si propone la spoliticizzazione dei ministeri e l’adozione di un quadro tecnico-professionale per salvare il Paese dal fallimento.
– Per il PIE i ministri, i loro collaboratori e funzionari, soprattutto per quei ministeri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture dovranno essere solo ed unicamente dei tecnici o politici altamente specializzati. Nuove capacità di gestione sono necessarie nelle istituzioni. Esse possono essere introdotte nella P.A. attraverso:
– l’avvio di una serie di controlli affinché il politico o il funzionario pubblico lavori per il Paese e non per il proprio clan o gruppo di potere;
– la regolamentazione nella P.A. del conflitto di interessi e il chiaro riconoscimento dell’interesse nazionale;
– l’introduzione del principio che se a un politico viene affidata la direzione di una istituzione esso deve avere la capacità professionale e l’esperienza per dirigerla con efficienza per ottenere risultati positivi nei fatti e non, come spesso avviene, solo a parole.
– Uno degli obiettivi del P.I.E è interrompere immediatamente la triste e squallida abitudine istituzionale del cosiddetto “spoil system” e, cioè, che chi vince le elezioni soppianta i vecchi funzionari con di nuovi facenti parte del proprio schieramento politico. Quale bacino clientelare più ricco di questo ha minato e mina di fatto le istituzioni italiane prescindendo del tutto dalla efficienza, dalla meritocrazia e dalla preparazione individuale? Basta. Chi vale e lo dimostra avrà incarichi importanti. Il taglio deve essere netto con un andazzo che definire scandaloso è riduttivo.
– Il PIE ritiene che l'incremento delle esportazioni di beni e servizi italiani sarà tanto maggiore quanto più elevato sarà il potere d'acquisto delle comunità italiane nel mondo e dei Paesi in cui risiedono o lavorano. Essi possono diventare i veri ambasciatori dell'italianità.
– Il PIE intende favorire la nascita di società miste tra le piccole e medie imprese italiane e quelle dirette da Italiani all'estero nonché di agevolare la nascita anche all'estero di distretti industriali italiani. Inoltre, intende favorire la circolazione dei brevetti e del know how italiano.
– Il PIE auspica una più consistente rappresentanza delle banche italiane nel mondo, attualmente presenti solo marginalmente sui mercati internazionali.
– Il PIE auspica la costituzione di un'agenzia finanziaria in grado di far convergere e di mobilitare i risparmi di cui dispongono gli Italiani operanti al di fuori del territorio nazionale, da istituire presso la Banca d'Italia e da collegare a nuove iniziative imprenditoriali con il supporto dei principali istituti bancari. La massa di denaro che un'agenzia finanziaria per gli Italiani nel mondo può canalizzare ammonta a diversi miliardi di euro, una quantità imponente che attualmente soltanto per minima parte affluisce in Italia.
– Il PIE intende farsi carico dei danni economici subiti dagli Italiani all'estero dovuti a inadempienze contrattuali, nazionalizzazioni forzate, prevaricazioni o soprusi delle autorità governative ed economiche estere. Oltre a una incisiva campagna di informazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica verrà fornita una più adeguata assistenza legale mediante studi legali associati o convenzionati.
Politica estera
Premessa
In sintonia con gli orientamenti dell'Unione Europea, il PIE intende promuovere una politica estera che privilegi soprattutto i rapporti politici, economici e culturali con i Paesi dove vivono grandi Comunità di Italiani e con i quali esistono profondi vincoli storici. In questo contesto l'Italia dovrà anche avere un occhio di riguardo per le immigrazioni provenienti da Paesi che in passato hanno spalancato le porte agli Italiani.
– Il PIE intende stimolare la nascita di un Osservatorio sul ruolo dell'Italia nel contesto internazionale. Si tratta di analizzare nei dettagli 'benefici e rischi' che ogni scelta di politica estera comporta per la Comunità italiana residente sia in Italia che all'estero.
– Il PIE intende innescare a livello internazionale un nuovo circolo virtuoso che miri a valorizzare la presenza italiana nel mondo, considerandola una grande risorsa per l'Italia e un importante fattore di sviluppo per i Paesi dove risiedono gli italiani.
– Il PIE ritiene che si debba rivedere l'applicazione della Legge sulla doppia cittadinanza, rendendola più funzionale alle nuove esigenze e aspettative. E' sensazione diffusa che attualmente sia abbastanza facile diventare italiani per alcune categorie privilegiate (ad esempio, i calciatori) e spesso quasi impossibile per chi magari da anni vive e lavora in Italia.
Innovazione
Premessa.
Avendo inserito una ( i ) nel suo logo, che sta per Italia e innovazione, il PIE ha chiaramente compiuto una scelta radicale per l'innovazione a tutto tondo. Del resto dall'innovazione dipende la possibilità per l'Italia di restare competitiva nell'ambito dei Paesi maggiormente industrializzati, garantendo al maggior numero di Italiani possibile elevati standard di vita.
– Il PIE si batterà per l'introduzione dell'e-governement in tutta la Pubblica Amministrazione informatizzando ogni ufficio e ogni struttura che si occupi della gestione pubblica mettendoli in diretta connessione sistematica, complessiva ed immediata. Ciò a garanzia dell'efficienza, della velocità, della esattezza, della sinergia collaborativa tra istituzioni nonché della trasparenza delle attività di spesa e di gestione pubblica. Il tutto, s'intende, gestito da personale altamente qualificato e competente.
– Il PIE si propone di valorizzare la ricerca e gli scienziati italiani operanti in Italia e all'estero e di far conoscere tutto ciò che di più sofisticato viene prodotto con il marchio del Made in Italy.
– Il PIE è consapevole che sono molti gli Italiani con una grande specializzazione ma che per il loro tipo di lavoro trovano oggi all'estero condizioni migliori che in Italia. Dalla loro esperienza, l'Italia può trarre grande profitto, sia in termini di conoscenza, sia in termini ideali, sia in senso materiale. Occorre, in ogni caso, arrestare la drammatica fuga di cervelli e di far rientrare i giovani più promettenti.
– Il PIE, nell'ottica del consolidamento dei rapporti con le comunità italiane all'estero, intende incentivare gli interscambi e i progetti di ricerca bilateralmente finanziati (nello specifico contesto degli accordi fra CNR e Centri analoghi stranieri), affinché vengano assegnati particolari punteggi ai ricercatori e “visiting professors” di origine italiana nati e operanti all'estero, oppure a quelle domande che, pervenute sia dall'Italia sia da Centri di ricerca stranieri, riguardino determinati temi di particolare interesse per la valorizzazione dell'Italia nel mondo o degli Italiani residenti all'estero.
– Il PIE intende promuovere la nascita un Premio Internazionale per gli italiani che ogni anno si siano distinti in campo scientifico e tecnologico.
Cultura
Premessa
Il PIE intende riservare una particolare attenzione alla cultura promuovendo una vasta circolazione di idee, in modo da amalgamare tutto ciò che di positivo gli Italiani hanno saputo esprimere sia in Italia che all'estero, nonché una più diffusa conoscenza, anche a livello scolastico, della storia dell'emigrazione italiana e del contributo che tanti italiani come Garibaldi hanno dato alla storia degli altri Paesi;
– Il PIE ritiene che la Televisione possa giocare un ruolo rilevante nell'elevazione culturale di tutti gli Italiani. In questo contesto, occorre assolutamente potenziare notevolmente i programmi di Rai International che sempre di più debbono diventare uno strumento di informazione e promozione culturale ad altissimo livello, con un crescente spazio riservato all'informazione di ritorno proveniente dagli Italiani all'estero.
– Il PIE intende favorire ogni forma di interscambio attraverso la concessione di borse di studio, ricerche specialistiche, stages di lavoro, insediamento all'estero di succursali universitarie, progetti mirati su internet o attraverso DVD, CD e TV.
– Per il PIE la promozione della cultura italiana all'estero va attivata anche mediante corsi di formazione universitaria, post universitaria e master in regime di reciprocità con i Governi degli altri Paesi;
– Il PIE intende favorire la nascita di collane di libri, documentari, WEB Tv, portali che hanno come obiettivo l'ampliamento della conoscenza della cultura italiana;
– Il PIE intende favorire gli scambi culturali soprattutto nell'ambito della musica popolare, classica e lirica (quest'ultima una delle più tipiche espressioni italiane), della letteratura, della pittura, della scultura,ecc.
Istruzione
Premessa
Ormai è appurata l'assoluta inutilità del nozionismo fine a sé stesso per cui è da auspicare l'abolizione dei questionari a tempo scandalo di ogni valutazione esatta ed umana nei concorsi pubblici. L'approccio umano ed il dialogo, fosse anche sotto forma di esame, mette in rilievo agli occhi dell'esaminatore, aspetti molto più importanti che un questionario freddo e tante volte buffo ignora a prescindere. Questo rimedio fu introdotto per ovviare a concorsi con migliaia di partecipanti per ridurre i tempi che i colloqui avrebbero reso infiniti. Ma si è rivelato un rimedio che non cura i mali.
– Il PIE auspica una riforma che soppianti l'idea sbagliata che l'istruzione basti a formare il cittadino di domani. Approdare alla istruzione in termini proficui significa aver predisposto le basi necessarie di educazione a tutti i livelli: famiglia, ambiente, costume, lavoro, rispetto, principi fondamentali di etica e di morale, educazione stradale ecc. sino ad arrivare alla raccolta differenziata ma soprattutto fornire gli strumenti per sapersi organizzare ed essere attivi ed efficienti in qualità di lavoratori.

– Il PIE intende sostenere le scuole italiane all'estero. Il loro ruolo va quindi allargato e potenziato, nonché indirizzato verso particolari obiettivi di sbocco occupazionale che, individuate nuove possibilità, possono favorire sia l'arricchimento socioeconomico nei Paesi in cui operano, sia l'avvicinamento culturale ed economico di questi verso l'Italia. Occorre, inoltre, ampliare il riconoscimento dei titoli di studio.
Università
Premessa
L'Università dovrà avere un ruolo fondamentale soprattutto di ricerca elevando sensibilmente la qualità dell'insegnamento a seguito di concorsi severi e trasparenti che basino le loro scelte sul merito, sulle capacità personali e sulla portata dei progetti. In questo modo, approntando tutto il necessario per investimenti nel lungo e medio termine, vedremo il ritorno di quanti presi dalla disperazione sono andati all'estero ad offrire il proprio sapere e con il loro ritorno il paese si avvantaggerà di un patrimonio di competenza di inestimabile valore acquisito all'estero. E' inutile continuare ad insistere nel predicare il loro ritorno in patria senza mettere a loro disposizione gli strumenti che invece trovano all'estero.
– Il PIE ritiene che per i giovani Italiani residenti nel mondo dovranno essere approntati programmi di formazione professionale in loco con apposite convenzioni di carattere bilaterale con le Università per dare a loro la possibilità di mantenere la connotazione italiana a partire dalla lingua ed alla Nazione la possibilità di agire commercialmente e culturalmente in tutto il mondo attraverso questa longa manus che nessun Paese può vantare. Scuole quindi italiane all'estero alla stessa stregua di quelle presenti in Italia approfittando anche di strutture già presenti sui territori esteri e che hanno dimostrato e dimostrano grandi capacità. Senza contare che le scuole potrebbero e dovranno trovare al loro interno le professionalità in grado di gestirle a cominciare dagli insegnanti.
Giustizia
Premessa
Il punto di partenza per una vera Riforma della Giustizia è quello di fare entrare questa Giustizia dalla porta principale dove si fanno le leggi: cioè, il Parlamento. In parole povere, non si può affermare che il suffragio universale ottenuto da Barabba ai danni del Giusto possa essere un criterio di scelta o di giustificazione qualora un galeotto o un delinquente possa avere i numeri per approdare in Parlamento. Il principio di non colpevolezza sino a sentenza passata in giudicato resta perché la sua formulazione non è stata dovuta al caso né a letteratura o peggio ancora alla politica. Così come resta il principio del recupero di tutti quelli che hanno pagato il loro debito alla giustizia scontando una pena detentiva. Ma nella vita politica debbono prevalere anche altri criteri.
– Il PIE è per l'introduzione di una prassi (si badi bene non di una legge) che chiunque abbia avuto una condanna penale anche solo di primo grado contro la pubblica amministrazione non si presenti a nessun tipo di candidatura e chi possiede cariche pubbliche, si dimetta immediatamente dall'incarico.
Questione femminile
Premessa
Non v'è dubbio che una particolare attenzione il partito dovrà dimostrare nei riguardi delle donne italiane che risiedono in Italia e, soprattutto, all'estero e che sono state letteralmente dimenticate. Per questo argomento ci sarà una intera sezione dedicata a loro a prescindere dalla scarna quanto insignificante dicitura italiana delle “pari opportunità”. Di questo compito saranno investite soprattutto le studiose che già fanno parte del PIE e che si sono occupate da anni di questo problema.
– Il PIE intende dedicare una particolare attenzione sul piano informativo alle donne e al contributo che esse hanno dato alla crescita dell'Italia e all'affermazione dell'italianità nel mondo promuovendo dibattiti, mostre, ricerche, documentari, ecc.
– Il PIE intende favorire la nascita al suo interno di un Gruppo di lavoro al femminile impegnato nella creazione di una rete telematica in grado non solo di far risaltare ciò che le donne italiane hanno compiuto nei vari Paesi del mondo ma anche di metterle in contatto diretto per elaborare progetti congiunti nell'interesse di tutte le Italiane, sia in Italia che all'estero.
Impegno Sociale
Premessa
Ogni Italiano, ovunque esso viva, merita un'adeguata assistenza sociale, sanitaria e umanitaria, soprattutto se disabile, affetto da gravi malattie, portatore di handicap o che si trovi in gravi condizioni economiche. Alcuni aspetti dello Stato Sociale vanno assolutamente preservati. I diritti alla casa, alla salute, a una sana alimentazione e all'istruzione rimangono inalienabili e riguardano tutti.
– Il PIE auspica che una parte consistente del volontariato italiano, estremamente utile ed efficace in molti Paesi in via di sviluppo, s'interessi anche degli italiani più bisognosi di cure ed assistenza sia in Italia che all'estero. Vanno quindi creati in Italia degli sportelli informativi ai quali tutti gli italiani nel mondo potranno rivolgersi, soprattutto nei casi più disperati. Si tratta, in sostanza, di avviare un programma di “formazione-informazione sui doveri e diritti” a tutti quegli italiani che ne hanno bisogno.

– Il PIE oltre agli ex emigranti Italiani rimpatriati guarda con attenzione anche ai nuovi Italiani: cioè, agli stranieri diventati Italiani e che nella loro nuova patria sono ancora emarginati. Il futuro dell'Italia dipende anche da loro.
– Il PIE intende assistere legalmente anche i detenuti italiani all'estero spesso completamente dimenticati dalle nostre autorità governative. A tale proposito verranno contattati avvocati specializzati e disponibili a fornire un'assistenza gratuita o convenzionata.
Turismo
Premessa
Il turismo rappresenta il vero petrolio per l'Italia che detiene da sola il 50% di tutti i beni archeologici del mondo. Oggi molti discendenti di emigranti italiani esprimono un grande desiderio di conoscere il Paese dei loro avi ma non dispongono dei necessari mezzi finanziari.
– Il PIE si fa promotore di una politica di sviluppo turistico che tenga conto della presenza degli Italiani all'estero attraverso: a) la costituzione di pacchetti turistici intesi a favorire i viaggi in Italia degli Italiani residenti all'estero; b) biglietti convenzionati per giovani e anziani; c) rilancio delle case in multiproprietà; d) scambi di abitazioni; e) viaggi con pagamenti rateizzati.

– Il PIE intende anche promuovere viaggi culturali all'estero per far conoscere la storia dell'Italia e degli Italiani scritta all'estero.
Incontri tra italiani
Premessa
Favorire la possibilità di incontri e scambi di conoscenze ed esperienze tra Italiani residenti in Italia e all'estero sarebbe di grande utilità per la Nazione italiana, sia dal punto di vista politico, economico, sociale e culturale.
– Il PIE intende impegnarsi in una serie di operazioni di grande impatto e utilità. Esempio: organizzare in diversi Paesi degli spostamenti collettivi con macchine ecologiche possibilmente progettate in Italia; incentivare la costituzione di squadre sportive (calcio, basket, pallavolo, ecc) formate solo da giovani Italiani residenti all'estero e che si esibiscono in particolari circostanze; promuovere lo scambio di compagnie teatrali e musicali per speciali esibizioni all'estero e in Italia; avviare una rete telematica capace di collegare tutti i giornali, news letters e banche dati creati e diretti da Italiani nel mondo.
Presidenza della Repubblica
Premessa
Potrebbe rappresentare un'interessante novità l'idea di sottoporre al Parlamento Nazionale, in occasione della prossima elezione del Presidente della Repubblica, una autorevolissima candidatura maturata all'interno della Comunità italiana residente all'estero o che per molti anni ha vissuto fuori dai confini dello Stato.
– Il PIE invita tutti gli Italiani a suggerire il nome di un illustre concittadino residente all'estero o che abbia maturato una grande e lunga esperienza internazionale per l'incarico di futuro Presidente della Repubblica.
Moralità
Premessa
Duole dirlo, fa male ammettere che sia la destra sia la sinistra che si sono alternate al governo del Paese in questi cinquant'anni non abbiano saputo o voluto vincere la tentazione di cedere all'interesse personale. Miliardi nascosti nei materassi, collusioni a tutti i livelli, nepotismi di una sfrontatezza senza uguali, arricchimenti indebiti, furbetti, affaristi, incompetenti ed inetti ecc. sulla pelle dei cittadini che nel frattempo, con la Costituzione tra le mani, hanno inutilmente cercato di vedere i propri diritti riconosciuti. Destra e sinistra hanno creato questo disastro e destra e sinistra insieme dovranno tirare fuori dalle difficoltà il Paese senza se e senza ma.
– Il PIE intende fare della disciplina morale nel sociale e nel pubblico un dovere etico per tutti rappresentanti del partito, che si debbono caratterizzare (non a parole ma nei fatti) per il loro disinteresse privato nelle decisioni politiche, per il riconoscimento delle competenze e del merito a tutti i livelli, per la turnazione delle cariche e per l'esercizio partecipativo continuo.
– Il PIE chiede l'apertura di un fondo cui parteciperanno tutti i parlamentari, deputati e senatori, con una parte del loro stipendio che mensilmente verseranno e metteranno a disposizione di casi e fatti che esulino da previsioni di legge e che non siano previsti dai regolamenti. Casi valutati da un'apposita commissione cui confluiranno le istanze cosiddette “fuori previsione legislativa” ma che meritano di una attenzione particolare per colmare un vuoto legislativo grave. In questo modo, provvedendo immediatamente al soccorso, si può 'perdere' tempo per trovare la soluzione legislativa opportuna per casi simili in futuro.

STATUTO
Art. 1 Preambolo

Il Partito degli Italiani dall’Estero (PIE) nasce all’estero ma guarda all'intera Nazione italiana. Il suo scopo ed obiettivo é quello di riunire le forze tra residenti all’estero ed in Patria, unico modo per ricostruire le strutture pubbliche e renderle realmente efficienti, risanare l’economia ed offrire ai cittadini un’alternativa efficace, reale e determinata, con un’etica e trasparenza totalmente innovativa di fare politica.
Si rivolge e si cura degli interessi di tutti i cittadini italiani, ovunque essi si trovino o risiedano. Il PIE si propone di tutelare gli interessi e di valorizzare la presenza degli italiani nel mondo, nonché di agevolare i rapporti sociali, economici e culturali tra i cittadini residenti in Italia e le Comunità italiane all’estero, ricostituendo in osservanza della Costituzione italiana, il Popolo italiano e la sua sovranità nella sua interezza.
Una particolare attenzione verrà dedicata all’Innovazione e al ruolo che la Tecnologia, l’Economia della conoscenza, la buona gestione della Cosa pubblica, l’Informazione e la ricerca in tutti campi, possono avere nell’elevare le condizioni sociali di tutti gli Italiani, in Italia come all'estero.
Infine, senza prevedere delle quote fisse, il Partito s’impegna a garantire al suo interno un’ampia rappresentanza di donne e giovani.
Art. 2 Iscrizione

L’iscrizione al partito è libera e gratuita per tutti gli italiani. Tutti gli iscritti, ovunque abbiano la residenza, hanno pari dignità, diritti e possono votare ed essere eletti. E’ prevista anche la Costituzione di una Speciale Sezione riservata agli stranieri amanti dell’Italia.
Art. 3 Sede e Simboli

La sede provvisoria del partito è a Roma in via Veneto 108. Il simbolo è una sfera gialla con una (i) minuscola all'interno (che sta per innovazione e per Italia), cinque stelle colorate nella parte superiore (in rappresentanza dei cinque Continenti) e la scritta Partito degli Italiani dall'Estero nella parte inferiore in un azzurro Europa, con i colori del giallo, della bandiera italiana e del bianco con sfumature rosso fuxia.
Il simbolo in tutte le sue varianti, proporzioni e sfumature di colori, compreso quella ufficiale, è accluso allo Statuto e ne fa parte integrante ed è di proprietà del fondatore del Partito Salvatore Viglia. La bandiera del PIE è verde con il Simbolo al centro.
Art. 4 Organo di informazione ufficiale del Partito
Organo di informazione ufficiale del Partito degli Italiani dall'Estero è il giornale telematico ad aggiornamento quotidiano www.politicamentecorretto.com/archivio
Art. 5 Organi del Partito

Sono previste le seguenti cariche e Organi istituzionali
Presidente
Segretario Generale
Direttivo
Segretari Regionali in Italia e Regionali e Nazionali all’Estero
Collegio Arbitrale
Assemblea Generale
Revisori dei conti
Art. 6 Presidente

L’incarico di Presidente viene conferito a una personalità prestigiosa e con un’adeguata esperienza iscritta al PIE, preferibilmente residente all’estero e in grado di rappresentare autorevolmente il Partito verso l’esterno. Il Presidente viene eletto in prima votazione a maggioranza semplice dagli iscritti e, in seconda, a maggioranza semplice dei votanti su proposta del Segretario Generale, sentita l'opinione vincolante del Direttivo. L’incarico ha una durata annuale ma può essere rinnovato automaticamente più volte su proposta del Segretario Generale e con l’approvazione del Direttivo.
Art. 7 Segretario Generale

Ha la rappresentanza legale del Partito. Viene eletto a maggioranza assoluta (50% + 1) degli aventi diritto al voto (con almeno 6 mesi d’iscrizione). Tutti possono presentare le proprie canditure almeno 30 giorni prima del Congresso la cui data di inizio è fissata dal Segretario Generale con almeno 90 giorni di anticipo. Se nella prima votazione nessuno otterrà la maggioranza assoluta degli iscritti si andrà al ballottaggio tra i primi due. Tra i due sarà eletto colui che ottiene la maggioranza semplice (50% + 1 dei votanti).

Al Segretario Generale viene affidata la guida e la gestione politica del partito ed opera di concerto col Direttivo. Qualora la legge elettorale lo disponga, può, sentito il parere vincolante del Direttivo, elaborare la lista dei candidati alle elezioni. In tutte le elezioni, in caso di parità, il voto del Segretario Generale conta il doppio.
Il Segretario Generale può nominare e revocare i Segretari Regionali in Italia e Segretari Regionali e Nazionali all’estero con il consenso del Direttivo.
Il Segretario Generale può in maniera autonoma concedere delle deleghe per compiti specifici
Il Segretario Generale può assumere su di se l’incarico di Tesoriere o affidare questo incarico a un’altra persona.
Il Segretario Generale eletto nel Primo Congresso rimane in carica per quattro anni e può essere rieletto per una sola volta. Per una eventuale nuova candidatura dovrà aspettare almeno quattro anni. Gli stessi vincoli riguardano anche le elezioni successive.
In caso di grave impedimento o a seguito della presentazione delle dimissioni, il Segretario Generale verrà sostituito dal Direttivo con un Segretario Generale provvisorio nominato tra i membri del Direttivo. Il Segretario Generale provvisorio dovrà indire entro sei mesi un Congresso per la nomina di un nuovo Segretario Generale.
Art. 8 Direttivo

Il Direttivo rappresenta il Governo del PIE. E’ composto da non più di 7 membri, includendo il Segretario Generale che ne fa parte integrante. Nelle votazioni, in caso di parità il voto del Segretario Generale conta il doppio. Il Direttivo collabora con il Segretario Generale nel perseguimento degli obiettivi politici coerentemente e rispettoso dei fini e dell'oggetto specificato dal presente Statuto. I componenti del Direttivo vengono nominati dal Segretario Generale e devono essere ratificati dalla maggioranza semplice dell'Assemblea in prima votazione e dalla maggioranza dei votanti in seconda. Il Direttivo dovrà in ogni caso essere confermato o cambiato ad ogni Congresso. Nella sua composizione al completo il Direttivo dovrà avere almeno tre membri con residenza all’estero
Art. 9 Segretari Regionali in Italia e Regionale e Nazionali all’Estero

Con il suo svilupparsi il PIE dovrà necessariamente dotarsi di una rete di Segretari Regionali in Italia e Segretari Regionali e Nazionali all’estero. Questi Segretari sono i veri Ambasciatori del Partito nel Mondo. Nell’ambito dei principi ispiratori del PIE i Segretari Regionali in Italia e Regionali e Nazionali all’estero, possono muoversi autonomamente sia dal punto di vista organizzativo che nella promozione di nuove iniziative ma non possono assumere impegni economici a nome del PIE senza il consenso scritto del Segretario Generale.
In ognuno dei cinque Continenti i Segretari nazionali potranno eleggere un Coordinatore Continentale. Questa nomina, per essere valida, dovrà essere approvata dal Direttivo.
Art. 10 Collegio arbitrale

Il Collegio arbitrale dirime tutte le questioni e le eventuali controversie sollevate all’interno del partito. Le sue decisioni sono inappellabili. Deve essere composta da almeno tre persone nominate dal Direttivo e approvato dall’Assemblea (una deve essere residente all’estero). Al Collegio arbitrale possono ricorrere i singoli membri del Direttivo e/o almeno 100 iscritti al Partito da almeno sei mesi.
Una eventuale mozione di sfiducia nei riguardi del Segretario Generale proposta dal Direttivo o da almeno 300 iscritti (con almeno sei mesi d’iscrizione) per essere valida deve essere prima approvata dal Collegio Arbitrale e in seguito ratificata dall’Assemblea degli iscritti a maggioranza semplice dei votanti. In caso di sfiducia del Segretario Generale il Consiglio direttivo nomina secondo le procedure sopra indicate (art. 7) un Segretario Generale provvisorio.
Art. 11 Assemblea Generale

E' formata da tutti gli iscritti al partito. Tutte le decisioni (anche nell'ambito dei Congressi) sottoposte all'Assemblea vengono approvate a maggioranza semplice (50% +1) dei votanti con almeno 6 mesi di anzianità d'iscrizione. Tutti possono votare per via telematica. Ogni quesito sottoposto all'Assemblea deve indicare una data precisa per essere accolta o respinta (non meno di tre giorni e non più di sette giorni). Tutte le votazioni sono a scrutinio palese. E' obbligo del Segretario Generale informare l'Assemblea non solo sull'esito delle votazioni ma anche su come ogni singolo iscritto habbia votato.
La facoltà di sottoporre dei quesiti all'Assemblea spetta al Segretario Generale e, a maggioranza semplice, al Direttivo. Anche 100 iscritti con sei mesi di anzianità possono sottoporre dei quesiti per l’approvazione. Le decisioni dell'Assemblea Generale sono irrevocabili.
Art. 12 Revisori dei Conti
Conforme alle disposizioni di legge il Collegio dei Revisori dei conti controlla tutta l’attività economica del Partito e approva o respinge il Bilancio annuale del PIE. Nel caso che non venga approvato il Bilancio o vengano accertate gravi anomalie nella contabilità del Partito il Collegio dei Revisori delega il Collegio Arbitrale ad assumere i necessari provvedimenti.
Art. 13 Durata delle cariche

Tutte le cariche decadono automaticamente dopo quattro anni, in sintonia con la fine del mandato del Segretario Generale. In caso di decadenza anticipata (dimissioni o altri motivi di forza maggiore) gli eletti e i delegati rimangono in carica fino al nuovo Congresso da tenersi al massimo entro sei mesi dalla decadenza del mandato del Segretario Generale.
Art. 14 Gestione provvisoria

In previsione del primo Congresso, da tenersi al massimo entro 18 mesi dalla nascita ufficiale del Partito (coincidente con l’approvazione del primo Statuto e Programma) e il raggiungimento di almeno 200 iscritti, l’intera gestione viene affidata al suo fondatore e Primo Segretario Generale, Salvatore Viglia.

Fino al primo Congresso il Segretario Generale:
a) assume provvisoriamente su di sé tutte le cariche istituzionali ed opera in sintonia e con il consenso del Comitato Promotore Internazionale;
b) può affidare (e revocare) a singoli membri del Partito Deleghe Speciali.
c) può nominare rappresentanti del Partito in tutte le Regioni italiane nonché rappresentanti Regionali e Nazionali nei cinque Continenti.
d) Può nominare un Tesoriere di sua fiducia.
Inoltre, sarà suo preciso compito:

a) avviare tutte le azioni necessarie alla crescita e allo sviluppo del partito;
b) operare in maniera trasparente e democratica, avvalendosi per la gestione ordinaria di un Gruppo di lavoro formato da iscritti al partito;
c) gestire economicamente il partito. In questa fase tutte le spese verranno effettuate a titolo personale e con i contributi volontari degli iscritti.
d) preparare adeguatamente il primo Congresso Internazionale;
e) affidare a una commissione di studio interna al Partito l’analisi di questo Statuto con le sue possibili modifiche da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea nel corso del Primo Congresso.
Il Comitato Promotore Internazionale si scioglierà in occasione del Primo Congresso Internazionale.
Art. 15. Modifica dello Statuto

Solo in occasione del Primo Congresso Internazionale è consentito modificare lo Statuto a maggioranza semplice dei votanti. Successivamente lo Statuto potrà essere modificato con votazione a maggioranza qualificata di due terzi dei votanti con almeno 6 mesi di anzianità

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