LE SCUSE DEI POLITICI

L’estate è al crepuscolo. Sarà ricordata con amarezza dalla maggioranza degli italiani. La crisi economica ha falcidiato le poche riserve di chi vive nel Bel Paese. Ma non solo quelle. I mesi che ci aspettano, però, non saranno meno preoccupanti. L’involuzione nazionale ci prepara ad un 2013 carico di tensioni sociali e di dubbi politici. Se andasse in porto la nuova legge elettorale, almeno, i giochi di potere potrebbero essere meno sfacciati. Eppure, secondo alcuni, i problemi del Paese resterebbero irrisolti. Invece, scriviamo noi, la nuova normativa, diminuendo anche il numero dei partiti e dei parlamentari, sarebbe una mano santa. Almeno nella misura in cui prevalga l’onestà dagli interessi personali o di casta. A tutt’oggi, la discussione politica resta in sordina. L’importante è che sia eliminato, in modo definitivo, questo sistema elettorale “misto” che non soddisfa nessuno, ma fa comodo a tutti. I politici dovrebbero assumersi più specifiche responsabilità. Anche nei confronti dei milioni d’elettori italiani all’estero. Con una premessa: chi vive oltre confine ha da ragionare con i propri mezzi ed evitare, nei limiti della logica, di fare riferimento ai partiti nazionali. Formazioni che hanno dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, la loro inettitudine. Ci sembra sempre più insostenibile una Ripartizione Estero alla quale fanno capo uomini che, poi, se eletti, andranno a fare numero nei partiti nazionali già in essere in Patria. Le problematiche degli italiani all’estero, per evidenti ragioni, sono differenti da quelle dei residenti nel Bel Paese. Quindi, se esistesse un partito degli italiani nel mondo (noi puntiamo sul P.I.E.), ci sarebbe maggiore chiarezza al momento del voto. A ben pensare, anche se chi vive oltre frontiera ha ottiche assai diverse tra i vari mondi dell’Emigrazione ( vedi Europa e Stati d’oltre Atlantico), i candidati al Parlamento nazionale potrebbero essere “pescati” tra aspiranti anche nel territorio della Repubblica. Se non altro, s’andrebbe ad eliminare la ghettizzazione di posizioni parlamentari che, in concreto, hanno dimostrato di contare sempre poco. La Riforma Elettorale, nella sua complessità, ha da tenere conto di queste nostre riflessioni. Basti riflettere sull’impossibilità d’agire, pure sul fronte fiscale/immobiliare, dei Parlamentari venuti da “lontano”. L’epoca delle caste, ante Monti poteva anche avere un senso, che non abbiamo mai condiviso, oggi è tramontata. Definitivamente. Ci sono delle diverse priorità da mettere in campo e chi scrive non le ha mai sottovalutate. Le scuse dei politici non ci bastano più. Forse, non ci sono bastate mai. La prossima Legislatura dovrà nascere da un rinnovato sistema elettorale nel quale chi vive all’estero potrà decidere sulle questioni nazionali senza dover fare riferimento, per necessità più che per convinzione, solo sui partiti nazionali. Una formazione politica dall’estero, se ben gestita, sarebbe una forza di tutto rispetto.

Giorgio Brignola

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