"NON PENDERO’ DALLE LABBRA DI BERSANI". MARIO MICHELE PASCALE SI RITIRA DALLE PRIMARIE

Cari compagni ed amici,

da oggi non sarò più candidato alle primarie.

Bersani è stato chiaro: senza coalizione non ci sono primarie. Prima la coalizione, poi il programma, poi, eventualmente, il candidato. Fin qui va bene, era parte del gioco e noi tutti che abbiamo avanzato una candidatura minoritaria lo sapevamo, tranne chi realmente ed imprudentemente credeva di saperne una più del diavolo e di poter impunemente vampirizzare il PD.
Le persone oneste, tra le quali invece mi colloco, ben sapevano che le primarie, per chi non era del Pd, sarebbero state, insieme, vertrina e provocazione. Davamo per scontato, comunque, che le primarie fossero una faccenda comunque “nostra”, vale a dire del socialismo scientifico italiano, più o meno rosso o più o meno venato di rosa. Poi abbiamo scoperto, con una certa perplessità, legata non tanto al fatto specifico, ma alla repentina velocità nell'inciuciare, che tra i compagni di viaggio ci saremmo trovati, con molta probabilità, sia Pierferdinando Casini che Gianfranco Fini.

Ognuno deciderà per sé; ci saranno certo degli opportunisti che pur di salire sul carrozzone penderanno, letteralemente, dalle labbra di Bersani, pregandolo e scongiurandolo di fare comunque le famose primarie.
Io non sarò tra quelli.
Anche se avrei avuto un'opportunità per trasmettere i miei valori, che sono quelli dell'area laica, riformista, liberal e radical socialsta, anche se ci avrei guadagnato un bel po' di pubblicità a livello personale e politico, io dico basta, ritirandomi.
Mi da fastidio il fatto di dover essere messo sullo stesso piano di chi è cattolico papalino e di chi è (post) fascista. Un Pascale, perdonate la mia baldanza, conscia della minorità numerica ed elettorale, è comunque cosa diversa e migliore di un Fini e di un Casini.
Un Pascale conserva la dignità, senza aver bisogno di predellini, scorciatoie od inciuci.
Un Pascale non freme, non fa la corte, non si inchina nè manda petizioni o lamentazioni e, per quanto egli sia “piccolo”, non chiede la carità a Pierluigi Bersani ed al PD per avere, nel migliore dei casi, cinque minuti di televisione.

Lascio lo sport della preghiera al santo di turno a chi ne ha la voglia e l'intima inclinazione.
Io sono laico, senza sé e senza ma.
Prendo atto della posizione di Bersani, della sua voglia di “superamento” del Berlusconismo. Strano voler superare Berlusconi portando con se i suoi relitti; strano voler superare Berlusconi quando il berlusconismo è dentro il PD. Invece di porsi i problemi di un governo che potrebbe anche non esserci (mai sottovalutare Silvio e la sua capacità di rigenerazione!) dovrebbe anzitutto sconfiggere Berlusconi dentro il suo stesso partito, ponendo, ad esempio, con forza, la questione morale. Ma questa è un'altra storia e ben altro segretario ci vorrebbe per ripulire il PD.

Le primarie evaporano, regredendo al rango di remota probabilità, a sua volta condizionata da mille intrallazzi.
Il mio impegno, però, resta.
La mia attività politica continuerà con la stessa forza di prima. A voi che mi avete sostenuto in questa fase chiedo di continuare a seguirmi e a sostenermi. La lotta per i nostri diritti, per la nostra dignità, per la laicità, per il lavoro, per una scuola ed una università migliori, per i diritti degli animali non umani, per avere città vivibili, contro lo strapotere del grande capitale industriale e finanziario, va avanti.
Per andare ancora più avanti ho ancora bisogno di voi e del vostro entusiasmo.

Riprendiamoci il futuro. E' nostro di diritto.

Mario Michele Pascale
Libertà ed Eguaglianza
Direttore di Mariannetv.eu

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