”ALL’ ESTERO NON ABBIAMO BISOGNO DI RAPPRESENTANTI IN PARLAMENTO”

“Lo sto ( stiamo) sostenendo da alcuni anni” All’estero abbiamo bisogno di poch diritti, il diritto all’informazione in tempi reali e non di ritorno, il diritto al voto, sancitoci dai nostri padri fondatori paritario ed eguale, il diritto di servizi efficaci e diretti, con l’informatizzazione globalizzata e la posta certificata, non capisco perche’ il cittadino italiano all’estero non e’ ancora messo in condizione di richiedere alcuni servizi direttamente al suo comune di residenza. Un solo dovere, quello di potrerci sentire d’avvero italiani” Che i nostri 18 parlamentari si sono verificati inutili, non sono io a dirlo, ma il popolo italico nel mondo, sia nel 2006, sia nel 2008, oltre il 60% ( in media il 63) ha preferito buttare il plico nei secchi della spazzatura e il sottoscritto e il suo di secchio ne sa qualcosa. Faccio un solo esempio e lo faccio sopratutto da italiano all’estero, pima del 2006 ( prima elezioni circoscrizionale estere) con i Comites e le oro rappresentanze nominate ( Cgies) avevamo piu’ voce in capitolo. Oggi, lasciatemelo dire anche se offendero’ la sensabilita’ di qualcuno, i Comites e i Cgies, da enti elettivi e indipendenti, sono diventati, delle semplici mangiatoie elettorali. Vogliamo parlare anche dei brogli elettorali? Anche qui’ andro’ controcorrenza, sono stati tutti commessi dai candidati e i loro rappresentanti, non a caso, Di Girolamo, ne e’ stato il caso eclatante. Le loro ( dei 18) proposte di leggi ed interrogazioni? Valgono meno delle mie sette petizioni ( art.Cost. 50! Il loro errore principale nel 2006? E’ stato quello di andare ognuno per la sua strada e non aver ascoltato Tremaglia: “Cesione e Compattezza!

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