LONDRA: PRIMI CONTRASTI TRA DAVIDE CAMERON E NICK GLEGG SUL REFERENDUM ELETTORALE ( ALTERNATIVE VOTE)

Facendo un sommario apposimativo, il Vice Ministro Nick Glegg martedi’ si accinge ad annunciare in parlamento ( le sue ragion per essere nella coaizione di Goverrno) il giorno del referendum elettorale al 5 maggio 2011, ( lo stesso giorno dell’elezioni dei scozzesi e gallesi) che vedrebbe il sistema elettorale inglese, modificato da maggioritario uninominale ad una forma di rappresentazione proporzionale ( il loro cavallo di battaglia) . I contrasti principali arrivano dai “backbenchers” ( non ho ditto una parolaccia sono I finiani italiani) accusando il Premier Cameron di sottostare per placare l’ira di Glegg sull’aumento dell’Iva e annunciano di votare contro il disegno di legge.o presentare degi ammentamenti, ammeno che la data del referendum non venga posticipata. Secondo questi un referendum lo stesso giorno dell’elezioni in Scozia e Galles darebbe un vantaggio a Glegg, visto che sia la Scozia sia il Galles hanno gia’ un forma di rappresentanza proporzionale. Il disegno di legge prevede che I candidate vengono scelti in base alla preferenze ricevute, un po’ come il nostro vecchio sistema elettorale ( in questo momento Berlusconi direbbe ghe penso mi gli vendo la mia Porcellum) Inoltre molti parlamentari conservtivi, chiederanno che il disegno di legge deve passare con il 60% dei voti e non con la maggioranza qualificata imposta da Glegg. Per i laboristi ed alcuni membri vicini a Cameron anche se il refendum dovrebbe andare in porto se ne passeranno da due a tre anni prima che venisse introdotto il nuovo sistema, il problema di base e’ la ridisegnatura dei confine dei collegi elttorali (boundary review to redraw constituency borders) I piu’ maliziosi ( come il sottoscritto) credono che una volta ottenuto il nuovo sistema elettorale il Glegg uscira’ dal Governo e chiedera’ le elezioni anticipate. A questo punto il nostro Calderoli avrebbe gia’ detto: “ Ecco un altra porcata!”

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