CGIE: Bozza Mangione – Ferretti sul voto all’estero, una imperfetta copia della Legge Tremaglia, con costi insostenibili

CGIE: Bozza Mangione – Ferretti sul voto all'estero, una imperfetta copia della Legge Tremaglia, con costi insostenibili.

Nell’ultimo Comitato di Presidenza del Cgie, è stato dato incarico a Silvana Mangione e Gian Luigi Ferretti di stilare una bozza di documento che sintetizzasse le posizioni del Cgie sulle modalità di voto all’estero. Oggi il testo è stato presentato ai consiglieri che, dopo un serrato dibattito e alcune minime modifiche, l’hanno approvato a maggioranza.Riporto di seguito la versione integrale, con le mie riflessioni

“BOZZA DI DOCUMENTO SULL'ESERCIZIO DEL DIRITTO DI VOTO IN LOCO PER I CITTADINI ITALIANI ALL'ESTERO

Nelle precedenti tornate elettorali e referendarie sono emerse carenze normative nell'assicurazione dei quattro requisiti costituzionali del voto che deve essere: “personale ed uguale, libero e segreto” (Art. 8, comma 2).
Posto che l'uguaglianza del voto è sancita dalla Costituzione, cerchiamo di affrontare i problemi relativi agli altri requisiti e suggerire possibili soluzioni.

Rifessioni

L’uguaglianza del voto non deve essere mai interoretativo, ma effettivo, l articolo 48 sancisce:”l voto e’ eguale “, significa pricipalmente equiparato (garatito a tutte le tornate elettorai)

Personalità del voto – Per garantire che il voto sia personale si possono adottare ulteriori accorgimenti tesi ad assicurarsi che il singolo elettore riceva e voti personalmente la scheda elettorale, mediante, ad esempio:
* l'invio di posta assicurata, registrata o con ricevuta di ritorno;
* la stampa delle schede in Italia, a cura del Poligrafico dello Stato;
* l'invio documentato e controllato delle schede alle sedi diplomatico-consolari di riferimento;
* l'opzione effettuata dai singoli cittadini che dichiarano la propria volontà di esercitare il loro diritto di voto all'estero.

Riflessione

*vada per la posta assicurata registrada

*l’opzione di dichiarazione di voto dei singoli cittadini in parte gia’ avviene con la non dichiarazione di opzionare di votare in Italia e dovra’ essere effettuata ad ogni tornata elettorale (ulteriori costi)

Libertà del voto – Parte fondamentale della libertà del voto è la conoscenza dei programmi presentati dalle diverse formazioni politiche, pertanto devono essere garantiti, ad esempio:
* l'informazione capi Ilare degli elettori, attraverso tutti gli strumenti di informazione nazionali e degli italiani all'estero, cartacei, audiovisivi ed elettronici, con l'adeguato sostegno, anche economico, da parte delle autorità competenti;
* un numero di dibattiti elettorali sufficiente a far conoscere tutti i candidati nelle diverse circoscrizioni;
* l'effettiva imposizione di pene a carico di chi sottopone a coazioni o pressioni l'elettore.

Riflessione

*Nel 2001 si scelse la posta perche’ era il sistema piu’ economico

*La stampa cartacea allestero e’ gia’ ecceswsivamente sovenzionata, inverosimile che la stampa nazionale o la Rai si interessi al mondo italaiano el mondo

Segretezza del voto – Voto per corrispondenza – Il legislatore ha adottato il voto per corrispondenza in base alle seguenti considerazioni:
* La diffusione delle presenze di elettori italiani nella circoscrizione Estero;
* Il numero limitato delle sedi diplomatico-consolari, in particolare nelle tre ripartizioni elettorali extra-europee;
* i costi proibitivi della costituzione di un numero sufficiente di seggi elettorali all'estero (calcolato dalla DGIT della Farnesina dopo la consultazione del 2006);
* la scelta di questo metodo di voto da parte della maggioranza delle Nazioni per le consultazioni dei propri cittadini all'estero.
Proposta – Da più parti si è prospettato il suggerimento di usare un metodo misto di votazione, costituendo seggi elettorali laddove possibile e prevedendo le necessarie – in parte già citate – garanzie per consentire il voto per corrispondenza.
Le liste degli elettori – Malgrado l'ottimo lavoro svolto dal Ministero degli Affari Esteri, di concerto con il Ministero dell'Interno, l'unificazione dei dati AIRE e degli schedari consolari, tassativamente fissata dall'Art. 5, comma I, della legge ordinaria n. 459/2001, non è ancora compiuta.
Ai fini della certezza dell'elettorato attivo all'estero si possono adottare alcuni accorgimenti, fra cui:
* la possibilità di utilizzare gli schedari consolari, più aggiornati rispetto agli elenchi dell'AIRE;
* la sollecitazione a tutti i Comuni di aggiornare prontamente i registri dell'AIRE su richiesta dei Consolati e comunicare ogni pertinente variazione ai Consolati di riferimento;
* come già suggerito, il rovesciamento del meccanismo di opzione, per cui il cittadino stesso dovrà farsi parte attiva, comunicando la propria intenzione di votare all'estero. In attesa di una revisione della legge sulla cittadinanza, il dovere di esercitare l'opzione di voto eliminerebbe anche le paure gonfiate ad arte sul diritto di voto esercitato da persone rimosse da più generazioni dal legame con l'Italia.

Riflessione

*il registro AIRE e’ lo scedario consolare

* ad ogni rinnovo del passaporto il cittadino ha l’obbligo di iscriversi all’ Are (legge voluta dallo stesso Tremaglia) Inoltre il Conslato contatta il comune di riferimento per ottenere le informazione alla anagrafe prima del rinnovo

*E’ un dovere del Conslato contattare ad ogni tornata il cittadino e chiederne l’opzione e non al cittadino

La rappresentanza diretta – La rappresentanza diretta degli elettori italiani all'estero è

stata scelta in base ad una serie di considerazioni, fra cui:
* prima fra tutte, il pericolo che una massiccia immissione di voti esteri nelle circoscrizioni elettorali d'origine in zone di grande emigrazione si trasformi in elemento condizionante delle elezioni dei candidati locali;
* l'adozione da parte di altri Paesi dello stesso meccanismo;
* il mandato diretto del territorio al rappresentante eletto all'estero.
Proposta – Per garantire che il candidato possa veramente rappresentare le istanze delle comunità che insistono sul territorio per cui è stato eletto, ci devono essere le massime assicurazioni che:
* Il candidato sia effettivamente residente all'estero, in base a risultanze documentate degli schedari consolari;
* Il candidato sia residente all'estero da un periodo di tempo sufficiente a consentirgli una conoscenza vera e diretta delle istanze delle comunità, almeno pari a quello previsto per i Consiglieri del CGIE (tre anni), ma preferibilmente 5 anni.

Riflessione

*(premettendo che solo per l’abolizione della 2001/459 e per l’introduzione per il voto equiparato [art.cost. 48] e il voto elettronico

*al momento gli scedari conslari sono rinnovati ogni 10 (dico dieci) il cittadino in malafede puo’ iscriversi all’ AIRE e risiedere in ogni dove e il consoltato non e’ in grado di seguire l’attivita’ lavorativa e sociae annuale del cittadno.

*
La certezza dei risultati – Per evitare erronee o pilotate attribuzioni di voti si propone:
* L'istituzione di un Comitato elettorale, simile a quello previsto per le elezioni dei Com.It.Es., presso ogni sede diplomatico-consolare interessata;
* Lo scrutinio dei voti presso le sedi diplomatico-consolari, alla presenza del Comitato elettorale, che comprende i rappresentanti di lista.

Riflessione

*(non faccio nessuna controptoposta onden evitare copiature) Vorrei invece concentrarmi sul fatto che molti consolati sono limitatissimi per quel che riguarda lo spazio, un esemio all’ultime elezion europee “abbiamo” istituito la bellezza di 45 seggi e nel mio per scrutinare 160 (dico centosessanta ) schede ci son volute ben 3 (dico tre) ore..a voi le tirare …tutte le somme e resentarle a Tremonti o….a Bossi

CONCLUSIONI
La realtà degli italiani all'estero è internazionale e sovranazionale. Essa rende l'Italia un Paese davvero globalizzato.
Il senso del ruolo e dell'esistenza stessa delle comunità è prima di tutto il risultato della profondità del legame e dell'intensità dei rapporti con il Paese d'origine oltre che degli interessi culturali, sociali e politici che uniscono l'Italia agli italiani all'estero.
L'istituzione della rappresentanza diretta degli italiani all'estero ha ravvivato il dialogo e il dibattito democratico all'interno delle nostre comunità e ha focalizzato l'interesse e l'energia dei giovani italiani all'estero.
L'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani all'estero è parte integrante del quadro delle previste riforme costituzionali e deve essere rafforzato mediante i necessari aggiustamenti alla legge ordinaria.
Qualsiasi disconoscimento o limitazione del diritto primario di ogni cittadino con il taglio della rappresentanza diretta costituirebbe un grave colpo dal quale la rete delle presenze dell'Italia all'estero non riuscirebbe a risollevarsi.
Il Consiglio Generale degli Italiani all'Estero è pronto a collaborare con le sedi competenti alla definizione di una normativa, che protegga l'esercizio del diritto di voto e potenzi i meccanismi che lo tutelano, lo rendono trasparente e favoriscono la partecipazione dei cittadini residenti fuori d'Italia

ia”. (aise)

*NON COMMENT

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