Pareri legali “low cost” e riforma della professione

Il Corriere della Sera nell’edizione del 26 gennaio c.a., dedica ampio spazio alle tematiche dell’avvocatura, suddividendo gli argomenti tra la riforma della professione in corso ed il fenomeno dei “negozi di avvocati” con consigli legali “low cost”.

È corretto che le due tematiche vengano trattate contestualmente essendo le due facce della medesima medaglia.

Infatti, da un lato l’offerta di servizi legali che fanno del “basso prezzo” il loro punto di forza, rischiando di non fornire alcuna garanzia, né spendere alcuna trasparente informazione di chi si proponga, all’ignaro cittadino bisognoso di assistenza, quale esperto in un qualsiasi ramo del diritto; dall’altro lato, lo sforzo di apportare modifiche che tentano di uniformare l’esercizio della nostra professione ai requisiti di concorrenza mantenendola ad un alto livello di formazione, ma trasformandola a schemi ormai non più proponibili.

Riteniamo di dover spendere alcune parole sul punto, affinchè l’avvocatura mantenga il dovuto rispetto e l’autorevolezza che merita, anche a costo di operare scelte impopolari, come il promuovere dibattiti sulla necessità o meno della creazione degli albi “di specialità”; albi che potrebbero potenzialmente garantire a chi si rivolga ad un legale che quest’ultimo sia effettivamente e concretamente formato ed aggiornato al fine di assumere anche moralmente, e non solo professionalmente, la difesa dei diritti in discussione.

Forse è da domandarci se la preparazione e l’aggiornamento della nostra professione debbano essere lasciate al senso di responsabilità dei singoli, come è previsto anche dal nostro codice deontologico, o necessitino ormai di un percorso formativo valido, dove il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, anche attraverso il suo centro studi, abbia una peculiare primiginea apertura sul punto.

L’offerta di servizi legali “low cost”, indipendentemente dalla sede nella quale vengano offerti, potrebbe essere in contrasto con la figura di un moderno professionista, competente e specializzato, requisiti che sono alla base della riforma della professione in atto.

Per quanto sarà in nostro potere, nei limiti che la normativa nazionale e sovranazionale ci consentirà di percorrere, ci occuperemo di questo fenomeno, affinchè non si espanda, impegnandoci in una riforma della professione che non prescinda dalla pretesa di una formazione valida e di una trasparente e rassicurante scelta di campo, per chi lo vorrà, nell’ambito delle diverse specialità, pur mantenendo la figura dell’avvocato non anacronistica.

I colleghi della Lista PUNTO E A CAPO

Saveria MOBRICI

Andrea FRATTO

Gianluca CAPOROSSI

Romano GRANOZIO

Arnaldo Maria MANFREDI

Fabrizio MODONI

Patrizia OLIVA

Géraldine Florence PAGANO

Orazio VIZZACCARO

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