GLI ELETTI ALL’ESTERO, LONTANI ANNI LUCE DALL’ASSOCIAZIONISMO.

“Lo dice un leghista alla prima giornata di lavori della plenaria del Cgie”

“Non vuole essere un appello, ma un monito a coloro che sono stati eletti (a voto segreto) a rappresentare le comunita’ italiane all’estero”

All’estero non si viene per festeggiare i natali con pranzetti e menu particolari a spese dei cittadini italiani all’estero e i contribuenti italiani, o incontrare le proprie nicchie, ma per interagire con tutto il mondo associazionismo.

Claudio D’Amico, onorevole della Lega Nord: “Ci tenevo ad essere qui perché volevo recepire qualcosa da voi – ha detto durante il suo intervento D'Amico – sia sugli aspetti finanziari sia sulla proposta di legge che al momento è ferma in Senato. Devo dire che è stato utile, ho sentito interventi toccanti e mi sembra che l’inizio della giornata sia andata in un’ottica quasi bipartisan, perché è vero che i problemi che riguardano gli italiani all’estero dovrebbero essere considerati bipartisan. Se vogliamo dare una mano ai nostri cittadini all’estero, allora questi cittadini devono essere considerati come tali, se vogliamo mantenere un certo livello della nostra cultura e identità all’estero. Questa deve essere una cosa nè di destra nè di sinistra”.

nè di destra nè di sinistra”. queste sacrosante parole le ho lette su un altro organo di partito virtuale, senza menzionare Pie, se non fossi un mangialeghisti par eccellenza e gia’ iscritto ad un partito ci farei volenti un…

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