LA SCUOLA IN FORMAZIONE

La didattica per progetti stabilita dalla scuola dell’autonomia

L’introduzione dell’area di progetto nei programmi sperimentali proposti per l’istituzione verticale di ogni ordine e grado, ha indicato ai docenti un chiaro orientamento didattico.
L’innovazione della didattica passa attraverso un “fare” che conduca al coinvolgimento ed alla concreta collaborazione interdisciplinare, che muova dall’interno delle situazioni per individuare i problemi, le procedure, i modelli, i linguaggi, le tecnologie, le “analisi”, coinvolgendo gli studenti in attività di cui percepiscano non solo la rilevanza sul piano del sapere, ma anche la concreta utilità. Una didattica operativa, quindi, che dia la possibilità di adattare il curricolo alle esigenze sempre più emergenti ed induca a modificare la prassi anche nei momenti in cui non si sta lavorando ad un progetto. La progettualità come risposta a bisogni individuali e sociali richiede al docente nuove competenze che gli consentano di percorrere sentieri nuovi, non ancora tracciati.
-Quali sono le condizioni e le competenze necessarie per progettare?
-Come e cosa si apprende?
-Come si integra il progetto nel curricolo?
-Come si valutano gli apprendimenti?
-Come si modificano i rapporti tra docenti e discenti che operano per progetti?
-Come si adegua la scuola-istituto o istituzione- per affrontare i nuovi compiti?
Le riflessioni relative ad “una didattica per progetti” ebbero origine da questi interrogativi.

La scuola dell’integrazione: uguali nella diversità

Nella definizione di orientamenti di valore e nella elaborazione di normative finalizzate alla valorizzazione della diversità, il nostro Paese svolge da molti anni un ruolo trainante di grande e riconosciuto rilievo. A partire dagli anni ’70 si è sviluppato in Italia un lungo ed articolato dibattito che ha dato luogo a teorizzazioni pedagogico- didattiche, a regolamentazioni di attività, a ipotesi di collaborazione tra operatori di istituzioni diverse, a interpretazioni più o meno spontanee delle esigenze di adeguamento della scuola alla rimozione dei fattori di esclusione, di emarginazione. Ma la concezione stessa della scuola in questi ultimi anni si è profondamente modificata, non appare più confinata solo alla trasmissione della conoscenza ed all’iniziazione alla socialità, ma si estende anche ad una condivisione di responsabilità nella determinazione dell’orientamento della progettualità di vita di ciascun membro della comunità in cui opera. Sulla base di questo convincimento e sulla scorta del confronto di esperienze e di orientamenti, si propongono alcuni pre-requisiti alle scelte di organizzazione e di metodo, individuando alcune soluzioni per i problemi che sorgono dall’impatto delle particolarità dei contesti con l’inevitabile genericità delle regolamentazioni in vigore. Le più recenti indicazioni normative riflettono abbastanza fedelmente le categorie di valori ormai acquisiti, ma non possono contenere in se stesse anche le suggestioni e le ispirazioni metodologico-didattiche legate alla creatività ed alla competenza professionale di ciascun insegnante. La realizzazioni di ambiti di progetto europeo (Socrates/ Comenius) offrono una esemplificazione di esperienze personali realizzate in specifici campi d’azione: l’innovazione organizzativa e metodologico-didattica, l’utilizzo delle nuove tecnologie, la valutazione e l’orientamento formativo. Secondo l’attuale e generale linea di pensiero nell’ambito dell’educazione, la finalità dell’integrazione e gli accorgimenti individuati per una progressiva realizzazione del confronto tra le diversità, non costituiscono supporti a sostegno di una sola funzione (quella del recupero dei bambini con bisogni educativi specifici), ma s’innestano con benefici effetti nell’impianto globale della nuova scuola della qualità e dell’autonomia.
La scuola va dunque considerata come una comunità di cittadini, dotati tutti di uguali diritti, ove continuità e prosperità dipendono da una integrale utilizzazione delle risorse; una comunità in cui tutti non hanno le stesse origini, ma seguono un comune itinerario, lungo il quale anche i più avvantaggiati traggono beneficio dall’affermarsi dei più deboli.

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