SMI-LAZIO: RIUNIONE PER LA RIVISITAZIONE DELL’ACCORDO INTEGRATIVO REGIONALE DELLA MEDICINA GENERALE

Non chiacchiere, ma fatti. Il Sindacato Medici Italiani presenta alcune proposte alla Regione Lazio

Roma, 6 maggio – Conclusa la riunione preliminare dedicata al nuovo accordo integrativo regionale per la medicina generale. Il piano di rientro della Regione Lazio prevede una totale ristrutturazione della rete sanitaria che andrà gestita necessariamente con la fattiva collaborazione di tutte le parti in causa. Nel corso dell'incontro lo Smi-Lazio ha pertanto garantito una concreta partecipazione nella valutazione delle proposte, previa applicazione definitiva del precedente accordo integrativo regionale (anno 2006):

– Pagamento arretrati delle Unità di Cura Primarie (UCP);

– Pagamento delle competenze arretrate dei medici tutor;

– Pagamento degli incentivi previsti dalla Continuità Assistenziale(ex guardia medica) per la mancata applicazione delle piante organiche

In particolar modo lo Smi-Lazio chiede garanzie per la copertura economica relativa alle aperture prolungate degli studi di medicina generale come impropriamente pubblicizzate attraverso testate giornalistiche e telegiornali nazionali. «La famosa apertura degli 800 studi “sentinella” per 12 ore al giorno e durante il sabato per 6 ore é molto onerosa – ha dichiarato Paolo Marotta esponente Smi-Lazio – ed oltretutto è parzialmente inutile perché va a duplicare dei servizi già preseti sul territorio, come ad esempio quello della Continuità Assistenziale (ex guardia medica). In merito all'argomento Norberto Cau, coordinatore ufficio Commissario ad acta per la realizzazione del piano di rientro dal disvanzo del settore sanitario, ha ribadito come sia da considerare pari a zero quanto recentemente riportato dai media relativamente all’apertura H12 degli studi di medicina generale. Nessun fondo andrà stanziato e nessuna iniziativa verrà presa in considerazione senza il coinvolgimento di tutte le parti sindacali. Esprimiamo, inoltre – conclude Paolo Marotta – piena soddisfazione relativamente alla volontà di Norberto Cau di pagare le pendenze economiche dei medici di medicina generale. Lo Smi-Lazio chiede fatti, non chiacchiere».

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