TERREMOTO: LEGNINI, GLI ANNUNCI FATTI DA BERLUSCONI IN DECRETO NON CI SONO

“C'è grande delusione per i contenuti del decreto perché molti degli annunci fatti dal presidente del Consiglio a L'Aquila nel testo non sono presenti”. Lo dice il sen. Giovanni Legnini al termine della riunione dei gruppi del Pd di Camera e Senato che ha esaminato ed analizzato le norme contenute nel decreto all'interno della stabilita opera di controllo e verifica sull'operato del governo per la ricostruzione.
“I punti oscuri sono molti – spiega il senatore del Pd – ad iniziare dalla soluzione abitativa transitoria che, come è scritto nel decreto, avranno un'imprecisata destinazione durevole. Ciò significa anche che per i prossimi 6-7 mesi diverse migliaia di persone sono destinate a continuare a vivere in tenda, a differenza degli 1-2 mesi per il terremoto dell'Umbria e i 3-4 mesi del Molise”.
“La cosa più grave è il contributo sulla prima casa- aggiunge – Non è previsto il contributo a fondo perduto del 100% come è accaduto per tutti gli altri interventi post-terremoto. C'è, invece un mix di interventi di circa 1/3 ciascuno frazionati in contributi, credito d'imposta e mutuo. E' grave che all'Abruzzo non vengano riconosciuti gli stessi diritti delle altre zone terremotate che hanno ricevuto il 100% dei contributi per ricostruire o ristrutturare la prima casa. In questo modo l'Abruzzo viene penalizzato rispetto all'Umbria, alle Marche, al Molise, all'Irpinia e al Friuli. Impossibile invece capire quale sarà il contributo per le seconde case”.
“Analoghe preoccupazioni valgono per le attività produttive – continua Legnini – E' tutto molto fumoso e non viene specificato di quale entità sarà l'intervento per le aziende e per i professionisti per i danni subiti e per riavviare le attività economiche. Si tratta di una carenza molto grave perché è invece necessario dare immediatamente un impulso per rimettere in moto l'economia piegata delle zone colpite dal sisma”.
“Sul tema della governance e della gestione – prosegue – si prevede un accentramento dei poteri, perlatro “in bianco”, senza precedenti nelle mani del presidente del Consiglio. La Regione ha un ruolo molto marginale, i Comuni hanno funzioni molto attenuate, mentre la Provincia dell'Aquila è stata sostanzialmente estromessa da ogni decisione e nel decreto non è neanche nominata”.
“Questa prima riunione operativa degli organismi parlamentari del Pd con il suo gruppo di lavoro sulla ricostruzione – ha concluso Legnini – ha confermato, pur nel sostegno responsabile alle iniziative per la ricostruzione, la necessità di controllare e vagliare l'operato dell'esecutivo denunciandone le eventuali inadempienze e inefficienze. E' evidente che al momento questo decreto è vuoto poiché non contiene impegni e tempi precisi, oltre ad una copertura finanziaria incerta e confusa”.

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