MACRO: Luca Massimo Barbero finalmente in azione

di Barbara Martusciello

Luca Massimo Barbero, neodirettore del museo d’arte contemporanea della Capitale e del quale avevamo ampiamente dato anticipazioni, sembra voler dar prova di un agire prudente ma già ben definito. Si inizi a lavorare e a progettare, quindi, anche se il cantiere è ancora lontano dall’essere concluso… Torinese, classe 1963, studioso ed esperto d’arte moderna e contemporanea, dopo l’incarico alla Fondazione Bevilacqua La Masa e la prestigiosa presenza alla Fondazione Guggenheim, sempre a Venezia, città che lo vide laurearsi all’Università Ca’ Foscari in Storia a e Critica delle Arti Visive, Barberio ha fatto a lungo attendere un segno tangibile della sua presenza alla direzione del fiore all’occhiello comunale. Dopo qualche lungaggine burocratica e dopo presumibili necessità di “presa d’atto” della situazione, il Direttore cerca di allungare la sua falcata assicurando la riapertura del suo MACRO il prossimo 16 maggio, data non casuale: è, infatti, quella della notte dei musei, kermesse che dovrebbe ravvivare l’attenzione della città e non solo sulle istituzioni espositive italiane. Ciliegine sulla torta: non scelte -ipotizzate e temute- di retroguardia o novecentesche ma Arthur Duff e Francois Morellet, con interventi di sostegno alla musica in quello che è ancora un cantiere ancora a cielo aperto ma che si potrà gia attraversare. Antidivo, per nulla modaiolo, tanto da sottolineare che in Macro potrà non essere “visibilmente alla moda o monumentale”, quanto, piuttosto, molto presente e concreto, di tale concretezza sta tentando da subito di dar prova. Valutiamo positivamente una concentrazione su nomi indiscussi del panorama dell’arte nazionale, in particolare su due protagonisti, ognuno a suo modo, della sperimentazione artistica e linguistica. Stiamo parlando di Lucio Fontana e di Giulio Paolini, chiamati a rafforzare la Collezione in forma di “comodato d’uso” dato che il Museo non può accettare donazioni sino a che non si trasformerà in Fondazione…: “presto”, come l’Assessore Umberto Croppi aveva già preannunciato e come conferma attualmente. Sul fatto che le radici storiche sulle quali si fonda il presente e il futuro siano spesso male interpretate quando non misconosciute in Italia, Barberio non ha dubbi: proprio Radici potrebbe essere la titolazione perfetta per una mostra o rassegna che punti su grandi primiattori del recente passato nazionale con un più corretto approfondimento di certi debiti e rapporti internazionali. Per esempio, è indubbia l’influenza di Burri su Rauschengerg; ebbene, anche Richard Serra deve a un italiano molti input, e Francesco Lo Savio ne diede a molti, non solo ieri ma acora oggi. Altri indiscussi protagonisti ai quali Barberio potrebbe guardare? Luigi Ontani, Wim Delvoye… In attesa di buone nuove, altre anticipazioni e selezioni oculate in fatto di giovani, emergenti e sperimentazione più contemporanea salutiamo… Info: www.macro.roma.museum Leggi anche:


e per favore inserire la fonte originale:
Pubblicato da: Art a part of cult(ure) http://www.artapartofculture.org/

;
;
;
.

Art a part of culture

Lascia un commento

My Agile Privacy
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su accetta si autorizzano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su rifiuta o la X si rifiutano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy