CONGRESSO PDL L’ONERVOLE BERLUSCONI GLI PIACE IL RISCHIO MA NON SCOPRE LE CARTE

Per una grande partito che dispenda promesse a gogo, mi sarei aspettato un discorso diversi con dei passaggi toccanti, l’unico ad emozionarsi è stato soltanto lui l’Onorevole Berlusconi, non stava nella pelle, ed è sempre uguale a se stesso. Il partito gli serve come tribuna per considerarsi sempre in campagna elettorale, a caccia di consensi, dovrà pur un giorno scoprire le carte e quello che gli italiani stanno aspettando.

Un discorso in dodici frase, ''Abbiamo mantenuto la parola data: lo Stato e' tornato a fare lo Stato e gli italiani hanno capito che il governo e' al loro fianco per sostenerli''. Parole che pesano come macigni ci auguriamo che dopo tutto questo gran parlare creassero almeno posti di lavoro, si pensa di fronteggiare la crisi economica formando un grande partito, siamo soltanto all’inzio della crisi economica il peggio deve ancora arrivare.

È tutto facile e semplice per chi è al Governo e percepisci stipendi da favola, a chi vogliamo processare se abbiamo accumulato “il terzo debito pubblico del mondo”. troppo facile Onorevole Berlusconi recitare il mia culpa “chi è stato licenziato si dia da fare”.mentre ci sono famiglie in Italia che con stipendi da fame fanno fatica ad arrivare alla seconda settimana del mese. Rispettare la Costituzione che è fondata sul lavoro, non bisogna togliere ai poveri per dare ai ricchi.

Cosa ci aspettiamo noi italiani dal progetto del Popolo della Libertà? Meglio stare con i piedi per terra, che a tutto oggi nessuno ci ha regalato niente, se qualcuno aveva un posto di lavoro oggi non ha neanche quello, Eppure qualcosa è successo al Congresso bisognerebbe chiedere all’Onorevole Fini, a Bossi, e Casini che loro stanno ancora a pensare il percorso da farsi.

Michele Bortone

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