Ci vorrebbe un Messia

di Giovanni Sarubbi

Auguri per il prossimo Natale e per il prossimo anno.

«tra di voi è presente uno che voi non conoscete» (Gv 1,26)

Ci vorrebbe un Messia[1] per far cessare tutte le guerre che oggi sono in corso, quella dell’Afghanistan, dell’Iraq, le altre quaranta in corso soprattutto in Africa, ma anche in Cecenia o nell’America del Sud.
Ci vorrebbe un Messia per trasformare tutte le industrie di armamenti in industrie per la pace, per sciogliere tutti gli eserciti, per fermare tutti gli aerei le navi i mezzi terrestri da combattimento.
Ci vorrebbe un Messia per far cessare l’inquinamento sfrenato della Madre Terra, che blocchi il cambiamento climatico, impedisca lo scioglimento dei ghiacci polari, la distruzione delle api e di migliaia di specie animali, l’inquinamento dei mari, dei fiumi, dei laghi, dell’aria, del suolo e del sottosuolo.
Ci vorrebbe un Messia per dare da mangiare al miliardo di persone povere che vivono con meno di un euro al giorno e che non sanno cosa sia l’acqua corrente, la scuola, la sanità, le auto, i cellulari, la TV o i computer, Internet e le email.
Ci vorrebbe un Messia per far cessare lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo che ha concentrato in pochissime mani tutte le ricchezze disponibili sulla Madre Terra.
Ci vorrebbe un messia per impedire il lavoro minorile, la tratta delle donne, lo schiavismo, i morti sul lavoro, la disoccupazione, la violenza mafiosa, la corruzione, il razzismo, i bambini soldato, la violenza sessuale su donne e bambini,…
Ci vorrebbe un Messia per liberarci dai tanti padroni di Dio, che lo usano a loro piacimento, che parlano a suo nome, che dicono agli altri cosa possono o non possono fare. Un Dio che loro rifiutano nella loro vita, che non hanno mai conosciuto e che non vogliono conoscere.
Ci vorrebbe un Messia per liberarci da chi ha trasformato le idee di profeti come Mosè, Gesù, Muhammad, Buddha,… in religioni fatte di norme da rispettare, riti da eseguire, parole da ripetere, guerre da combattere in nome di Dio.
Ci vorrebbe un Messia per liberarci dai tanti falsi profeti che abbondano nei nostri tempi, che in cambio di vuote promesse riempiono i propri conti in banca.
Ci vorrebbe un Messia per liberare i giovani dall’ideologia edonista dell’apparire, dal consumo sfrenato di cose inutili e dannose, dall’incapacità ad avere uno spirito critico, dal consumo di droga e alcool,…
Ci vorrebbe un Messia…
Quel Messia puoi essere tu che leggi queste note, se riuscirai a scoprire il Messia che è in ogni essere umano, se riuscirai a capire cosa puoi fare nel tuo piccolo per innescare quella reazione a catena capace di svegliare in tutti uno spirito messianico, cioè il fare affidamento sulle proprie forze, l’essere responsabili rispetto al resto dell’umanità e all’universo nel quale viviamo.
Quel Messia puoi essere tu se riuscirai a scoprire il Messia che è nella persona che ti è a fianco, se riuscirai a farle prendere coscienza della propria responsabilità e della necessità che ognuno sia impegnato per il bene comune.
Tu puoi farlo, se lo vuoi. Non perdere questa opportunità di dare un futuro all’umanità.
E questo l’augurio che facciamo a tutti i nostri lettori per il prossimo Natale e per il prossimo anno.

Giovanni Sarubbi

[1] La parola “messia” deriva dall’ebraico mashìach (משיח, “unto”). La Bibbia ebraica attesta l’uso dell’unzione con l’olio di persone designate da Dio a svolgere una determinata missione. Erano “unti” i profeti, i re, i sacerdoti. Il termine messia è stato poi usato sia per indicare più specificamente un re discendente da Davide che avrebbe ripristinato la sua dinastia sia, dopo l’esilio babilonese del popolo ebraico (587-538 a.C.), l’inviato di Dio che avrebbe aperto l’era messianica. Per il cristianesimo Gesù Cristo sarebbe il Messia atteso da Israele. L’idea di Messia è anche associata all’idea di “salvatore”, di qualcuno in grado di salvare la persona o l’umanità dai suoi mali.

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