Gli eletti all’ estero ancora “confusi “ sui diritti dei cittadini italiani all’ estero

Con un comunicato stampa dell’ On Merlo, vengo messo al corrente dei risultati, dell’ incontro “boicottato” tra l’ altro dai parlamentari dell’ maggioranza di governo, organizzato dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil presso la sala della Sacrestia del Parlamento il 5 c.m. Tra i presenti, i parlamentari del Pd Narducci, Fedi, Micheloni, Razzi, Bucchino, Merlo e Giai del Movimento Associativo Italiani all'Estero (MAIE) . Questo sta a dimostrare ancora una volta che gli eletti all’ estero continuano a non capire e carpire la corretta strategia da seguire. I diritti fondamentali della Costituzione vanno tutelati a tutti i costi come giustamente sottolinea l’On. Merlo:

” Più che parlare di solidarietà sarebbe meglio parlare di un risarcimento per un torto “storico” subito da tanti italiani,che invece meriterebbero questa prestazione dallo Stato in quanto giusto riconoscimento di un loro diritto, e non come un atto di solidarietà sociale.”

Nel mondo, aggiungerei che non ci sono solo i “grandi” imprentitori non c’e’ solo il Made in Italy, chi ha fatto realmente in modo che il boom economico del dopo guerra fosse possibile sono stati i “piccoli”, il nostro zio d’ America Latina , un nostro nonno in Venezuela e via dicendo. Vorrei ricordare ai parlamentari all’ estero che e’ compito dello stato rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale ( art. 3 ). Lo stato sancisce anche la tutela del lavoro all’ estero riconoscendo la liberta’ di emigrazione e cura la formazione e l’ elevazione professione dei lavoratori, ( art. 35 ) Questi diritti costituzionale sono sanciti sia per cittadini in Madre Patria che quelli sparsi nel mondo. Corcordo totalmene con Merlo quando afferma:

“ l’ assegno di riparazione storica e’ un diritto che dobbiamo difendere uniti”

Non stiamo parlando di assistenzialismo indebito come la stampa, patronati, o enti inutili, qui si parla di diritti costituzionali. Occorre che gli eletti all’ estero almeno su queste istanze dimostrino a loro stessi e a tutti gli italiani all’ estero sinergia e coesione. Altrimenti dovremmo dare ragione, a chi da un po’ di tempo mette in discussione la loro stessa esistenza e l’inutilita’ della legge Tremaglia. Il compito degli eletti all’ estero, Comites, Cgies e patronati per gran parte sovvenzionati dallo stato e’ quello di individuare quelle fascie deboli di categorie di cittadini italiani all’ estero e denunciarlo alle autorita’ competenti.

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