STATUA CRAXI — EVANGELISTI (IDV): RISIBILE COME LA VENDITA DEL COLOSSEO AI TURISTI AMERICANI

“In genere, provo fastidio quando sento e leggo di rimozioni di targhe, statue e altri simboli di valore storico. Ma, nel caso di Aulla, rimuovere il cartello con la scritta ‘Comune Dedipietrizzato’ serve soltanto a salvare dal ridicolo la cittadina; mentre, la messa in vendita della statua di Craxi può interessare qualche nostalgico della mazzetta che, in giro per l’Italia, certamente non mancherà. Ad ogni modo, non si risolveranno così i problemi finanziari del Comune, e questa vendita di certo non sarà meno risibile di quella del Colosseo a qualche sprovveduto turista americano”. E’ quanto afferma in una nota il presidente vicario di Italia dei Valori a Montecitorio, Fabio Evangelisti.

“Soltanto nella visione distorta dell’On. Barani, all’epoca sindaco di Aulla, e di pochi altri vecchi arnesi, poteva trovar spazio la rappresentazione caricaturale di un Bettino Craxi statista ed esule e di un Antonio Di Pietro bieco giustizialista. La cronaca – continua Evangelisti -, prima ancora della storia, del resto, s’era già incaricata di stabilire una incontestabile verità: Craxi è stato condannato in via definitiva come corrotto e la sua fuga ad Hammamet fu soltanto una latitanza.

Di Pietro, invece – chiosa il deputato –, è ancora oggi l’emblema di una stagione, quella di Mani Pulite, che ha rappresentato una svolta nella lotta alla corruzione e al malcostume politico. E l’Italia dei Valori, di conseguenza, incarna quella ‘questione morale’ che Enrico Berlinguer aveva già denunciato dieci anni prima di Tangentopoli”.

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