La Voce Alternativa – Lunedi 29 settembre 2008

ELETTI ALL’ESTERO, MAGLIA NERA A TUTTI!

E’ ora di tirare le somme…
A distanza di quasi tre anni dall’ istituzione delle ripartizioni estere e i 18 parlamentari all’ estero, residenti all’ estero e non e’ ora di chiederci se ne e’ valsa realmente al pena. I risultati sono sulla bocca di tutti! In primis i nostri 18 paladini non hanno capito, che occoreva essere divisi nella politiche nazionali, uniti in quelle migratorie. Queste le ragioni di base per cui a mio avviiso siamo a punto e a capo. Spesso mi sono chiesto e non sono il solo, il perche’ non un solo eletto all’ estero sia mai stato invitato o irtepellato dai mass media nazionali Le risposte sono state tante, forse non esiste realmente una problematica migratoria, gli eletti all’ estero non sono all’ altezza, contano poco. La verita’ temo purtroppo sia un altra. Aldila’ dei tanti comitati e commissioni istituite per l’ occasione che tra l’ altro ( diciamolo anche al ministro Brunetta ) costeranno ulteriori eurini ai contribuenti italiani senza esiti positivi, e’ venuta nemo ( il lettore usi discrezione ) la “ particella di Dio”, ovvero la coesione unanime sulle questioni migratorie. A noi cittadini italiani all’ estero interessa poco o niente se i 18 nell’ ambito della politica nazionale, coltivano i loro “orticelli” lo richiede il partitismo, ma quando si tratta di politiche migratorie dovrebbere avere una sola voce sia in parlamento che fuori. Non basta fare dell’ interrogazioni, spedire dei comunicati ai vari giornali di stampa italiana all’ estero o apparire occasionalmente su Raitalia, per poi lavarsene le mani. Se non c’e’ un intesa un dialogo, un armonia tra la “banda” , sarebbe meglio abolire in toto le circoscrizione estere. Questo e’ quello che chiede la stragrante maggioranza dei cittadini italiani nel mondo…

Tremaglia, il primo e l’ultimo dei repubblichini.

“Ci presentammo subito volontari io e i miei due fratelli. Mia madre capì. . . Vivevamo già in questa casa. Volevamo difendere l’Italia, combattere. Ci animavano degli ideali. I ragazzi di Salò hanno rappresentato una parte viva e eccezionale della gioventù italiana.”

In una intervista a “Il Giornale” del 21 L’On. Mirko Tremaglia ancora una volta non si smentisce. Il fautore della legge sul voto all’ estero, critica la decisione di Gianfranco Fini di rompere definitivamente col passato, riconoscendosi nella natura antifascista della nostra Costituzione. Sostenere che” l’ antifascismo non e’ un valore . Bisogna pensare al clima in cui è nato l’antifascismo, un contesto di contrapposizione e di odio tra italiani. Da quell’odio non può nascere qualcosa che rappresenti un valore. Il principio che ci ha ispirato, fin dalle origini del Msi, era riassunto in una frase: “Non rinnegare, non restaurare”. Era un impegno per costruire la nazione dopo una guerra civile che aveva messo contro tra di loro gli italiani, un periodo estremamente complesso che è ancora tutto da interpretare. Dopo quello che ha detto penso che la maggioranza dentro An sia contro di lui. Il principio che ci ha ispirato, fin dalle origini del Msi, era riassunto in una frase: “Non rinnegare, non restaurar. Fini sta negando l’impegno che lo aveva contraddistinto. Ma non può farlo….
Il vecchio baluardo fautore del voto all’ estero ancora una volta, non si smentisce e ci tiene a far sapere che fa parte ancora di un passato remoto un “nostalgico “ del fascismo. L’antifascismo lo vorrei ricordare non e’ nato dopo l’ 8 di settembre 43 ma al momento dell’ istaurarsi del regima fascista.. Chiedetelo ai tanti prigionieri politici, ai tanti ebrei deportati nei campi di concentramento dopo le leggi razziali e a tutti coloro che persero la vita durante la resistenza e la liberazione. Sul fatto se ci sia stata o no una guerra civile lo lascierei agli srorici, personalmente ho sempre creduto che dopo l’ armizio c’e’ stata una parte dell’ Italia che preferi’ rimanere fedele al regime nazi-fascista come nel caso del giovane Tremaglia e i suoi fratelli un altra invece carpi’ la fine di un epoca triste e volle sposare la strada della liberazione. Oggi qualsiasi tentativo di reinterpretare la storia del fascismo che non abbia come base l’ antifascismo si rivelera’ futile e controprucente. Credo che lo statista Gianfranco Fini l’abbia capito. Adesso non gli resta che rompere completamente con il passato e con quella destra estema che ancora infesta Alleanza Nazionale e molto probabilmente anche il nuovo partito in fase di costituzione e lo faccia al prossimo congresso. Se realmente vuole rafforzare quella credibilita’ accreditata in tanti anni. Le parole di Tremaglia non lasciano alcun ombra di dubbio. Sostenere infine che: “ quel ragazzo tedesco che ha vinto il gran premio di Monza, quel Vettel, quando ha vinto poi ha cantato l’inno italiano, ha salutato l’Italia perché la sua macchina è italiana. In quel ragazzo ardito e coraggioso ho rivisto quei nostri valori” Bisognerebbe chiedere al’ ex ninistro, esattamemente quali valori ? Quelli della Repubblica di Salo’ e del nazi-fascismo ? Mi domando se l’On Tremaglia non abbia voluto inconsciamente nell’ arco di 60 anni dimenticare cosa sia stato realmente il periodo fascista. La risposta la lascio ancora una volta agli esperti del ramo. Con tutto il rispetto che provo per il padre spirituale del voto all’ estero, la quale ha dato molto alla cusa dei cittadini italiani nel mondo e mi auspico continuera’ a dare, salute permettendo. Sono altresi’ indignato da tanto accanimento per un passato che certamente non andrebbe dimenticato ma sarebbe meglio lasciarlo nei libri di storia e dare piu’ valore a quei principi democratici di eguaglianza sociale e di liberta’ scritti nella Costituzione.

Alitalia, da non sottovalutare la cordata dei dipendenti a priori…

“ aldila’ delle strumentalizzazioni politiche da destra e manca, bisogna chiederci se si voglia realmente salvare la compagnia di bandiera o continuare a danzare intorno ad una carcassa disossata”

Alitalia, lasciate che siano i dipendenti a gestirla….
Le aspettative per la compagnia di bandiera sono pressapoco nulle e si andra’ verso il fallimento. Fallimento significa “molto probabilmente “ mettere in cassa integrazione 20 mila famiglie. Ma c’e’ poi stata realmemnte la famosa cordata italiana ? Personalmente ho i miei dubbi.. Berlusconi ha inscenato per motivi elettorali frettolosamente una cordata, secondo me inesistente e vistosi con le spalle al muro ha deciso di regalarla ad una decina di imprenditori italiani, addossando i debiti ai contribuenti italiani. Ormai e’ convinzione di tutti che sia stato un errore abbandonare le trattative con Air France. Se l’ alternativa CAI non c’e’, perche’ non regalarla ai 20 mila dipendenti ? Avranno dei risparmi ? Facciano delle collette e riempino i serbatoi. Adesso scherzi a parte, una sua nazionalizzazione non e’ prevista dai regolamenti europei ma nessuno puo’ proibire a 20 mila dipendenti di formare la loro di cordata. Visto che questi signori , direttamente o indirettamente sono responsabili del fallimento e non si rendono conto che a pagare la loro cassa integrazione saranno il lori figli ( questa prima parte e stata gia’ pubblicata domenica sera 21 09 2008 su politicamentecorretto).

Le ali a chi lavora ? Perche’ no ! Potrebbe essere la tanto sperata alternativa al fallimento. Lasciate che anche i dipenndenti entrino nella gestione CAI; responsabilizzandosi ancor di piu’. Un iniziativa da non sottovalutare a priori, come ha fatto il governo e parte della stampa nazionale. Il “leggittimo “ sospetto da parte di molti, che il progetto CAI rappresentasse una sventita dell’ Alitalia non e’ del tutto indondato. Dimostrato dal fatto che gli imprenditori italiani “accordatosi” avrebberero solo ereditato, parte buona della compagnia. Va anche detto che da 2 settimane la stragrante maggioranza del personale Alitalia, si e’ vista bombardata da una seria di ricatti, come: “ prendere o lasciare” , la CAI e’ l’unica alternativa”, “se la compagnia dovesse fallire sarebbe tutta colpa vostra” Coloro che hanno seguito con accuratezza le trattative con Air France e la successiva rottura , sanno che non sono stati i sindacati i solo colpevoli, ma principalmente la promessa fatta in campagna elettorale di una futura cordata italiana
Sotto questo aspetto, il timore dei piloti che queste pressioni potessero incidere sulla sicurezza dei voli, non andrebbe del tutto trascurato, prima o dopo la salvezza. Aldila’ delle strumentazzazioni politiche, da destra e manca, bisogna chiederci se realmente si voglia salvare la compagnia o continuare a dannzare intorno ad una carcassa disossata ?
Che sia la politica in primis a prenderne atto, e riconsiderare responsabilmente, altre alternative fattibile invece di incolparsi a vicenda Colpe che come di consuetudine politica cadrebbero sui contribuenti e sul futuro economico del Paese. Stanotte ho fatto un sogno stano, mi trovavo tra una folla ed in prima linea c’erano gli eletti all’ estero, capitanati da Mirko Tremaglia, davanti a noi sulla linea di partenza 10 “ cavallieri “ su cavalli bianchi alati e noi li ad incitarli a partire, andate, correte, salvatela ! Al che l’ex ministro per gli italiani nel mondo si preparava a dare il via ho aperto …gli occhi.

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