Ora manca solo una dichiarazione di guerra

Coordinamento provinciale milanese di Sinistra Democratica per il socialismo europeo

MILANO – LA SINISTRA, I ROM E LA SICUREZZA

Le prese di posizione di questi giorni sui Rom non sembrano generate da una valutazione concreta della realtà. E rischiano di provocare (come già è avvenuto a Ponticelli e un anno fa a Opera) reazioni violente e psicosi collettiva.

Siamo convinti che occorra mettere a punto misure efficaci, anziché proclami che generano paura e non favoriscono la risoluzione dei problemi. Oltre tutto, si mescolano insieme problemi che hanno origine – ed anche soluzioni – del tutto diverse: Rom e rumeni, nomadi e immigrati non sono la stessa cosa. Anche la criminalità ha tanti aspetti diversi, da quella che colpisce la popolazione più debole e indifesa alle grandi mafie. E noi siamo dalla parte delle donne ogni volta che vengono colpite nel corpo e nella mente – quasi sempre da parenti e conoscenti italiani, tra l’altro –, degli anziani truffati e dei commercianti tormentati dall’usura e dal pizzo.
Una volta per tutte: chi commette reati va punito, sia esso italiano, rumeno o di qualsiasi altra nazionalità. Anzi, è già un segno della assurdità della situazione che si debba ribadire un concetto alla base della convivenza civile. Il codice penale contiene già tutto quanto è necessario: siamo sicuri che tutti facciano davvero quanto devono?
Chi giunge in Italia in condizioni di povertà e bisogno va inserito in un percorso virtuoso che gli permetta, al tempo stesso di rispettare i doveri e di godere di diritti di cittadinanza che spesso sono semplicemente diritti umani fondamentali. E forse a questo proposito è utile riaprire la discussione, partendo anche dalla disponibilità mostrata dall’allora Presidente di An Gianfranco Fini, sulla possibilità di estendere il diritto di voto amministrativo ai cittadini stranieri regolarmente presenti da cinque anni nel nostro Paese, consentendo di rendere così più efficace il riconoscimento di diritti e di doveri da parte di tutti.
Questa è l’idea di legalità che abbiamo, di cui fa parte anche la semplice realtà che più della metà dei Rom è composta da cittadini italiani.
Per queste ragioni colpiscono toni ed argomenti usati da Penati in alcune recentissimi interviste, quasi che la Provincia di Milano non sia da molto tempo impegnata con interventi positivi: lo stesso Penati – sull’Unità – li richiama e li sottolinea, giustamente.
Non si può accettare, allora, che un tema così delicato, che può produrre guasti gravi nella comunità milanese e metropolitana, venga affrontato a colpi di slogan e di frasi rumorose: non si risolvono i problemi ma si aumentano e nemmeno si recuperano voti, se questa è il vero problema. E a proposito di reati e di severità, ricordiamo che bruciare campi (anche se abusivi) è un reato gravissimo, a Ponticelli come a Opera ed in qualsiasi altro luogo.
Responsabilità e risorse: ecco ciò che ci vuole. Questo dovrebbero sapere il sindaco Moratti e il prefetto Lombardi che pensano solo a scaricare i problemi nei comuni della provincia, chiudendosi sempre più tra le mura illusorie della città.

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