VOTO ESTERO: il PD è senza idee si arrocca a difendere il potere patronale

“Tutelare la trasparenza e la regolarità del voto non è una polemica stantia. Non vogliamo che gli italiani all’estero siano defraudati del loro voto da chi finanziato con fondi pubblici fa propaganda di parte.” Così Guglielmo Picchi, deputato e candidato del Popolo della Libertà in Europa risponde a Ciocchetti responsabile del Partito Democratico nel mondo. “Le parole di Ciocchetti confermano nella sostanza le nostre preoccupazioni: i patronati sono soggetti attivi della campagna elettorale a causa della loro diffusione sul territorio e la loro influenza sulle fasce più deboli della popolazione che proprio del patronato hanno bisogno. Ciocchetti sa bene che i brogli non sono tanto la raccolta e compilazione di schede, cosa peraltro avvenuta come dimostrano le centinaia di schede votate con la stessa calligrafia e il nome degli stessi candidati da noi viste durante lo spoglio di Castelnuovo di Porto nel 2006, ma piuttosto il ricatto immorale strisciante dei patronati e dei sindacati a coloro che si rivolgono loro: noi portiamo avanti la pratica ma si ricordi di votare per una certa parte politica.
Tuttavia questo non vuol dire che non ci siano patronati e persone virtuose che non accettano questo sistema, noi ci rivolgiamo loro affinché vigilino per evitare che altre persone possano rovinare la reputazione di chi si comporta correttamente e nel solo interesse della collettività. Infine ricordo a Ciocchetti che noi abbiamo una visione moderna e dinamica degli italiani all’estero e abbiamo un programma di grandi riforme che li vedranno protagonisti, il Partito Democratico nei due anni al governo non ha prodotto niente se non trattare male i contrattisti e chiudere indiscriminatamente i consolati che cosa propone? Non lo abbiamo ancora capito”.

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