Il disastro ha un solo nome: Antonio Bassolino

Napoli e la Campania attraversano la crisi più disperata
della loro storia. Crisi economica ambientale di idee e di
immagine.
Le foto con i rifiuti hanno fatto il giro del mondo, i nostri
prodotti, specie alimentari, non trovano più sbocchi sui mercati,
le attività turistiche sono ridotte al minimo.
Il disastro ha un solo nome: Antonio Bassolino. Al di là
dell’immondizia nelle strade è la sua pervicace presenza al
vertice del Governo regionale che indigna e fa gridare allo
scandalo.
In America, ad esempio, non si rendono conto del fatto che
il responsabile della tragedia stia ancora al proprio posto. Non
riescono a capire del perché la Maggioranza politica che lo
sostiene non lo mandi a casa. Convivenza? Certamente sì.
Corresponsabilità? Ancor di più.
La decisione di eliminare le discariche, salvo a riaprirle, di
non procedere alla raccolta differenziata nelle più importanti città
e nella stragrande maggioranza dei Comuni, di non avere
realizzato i termovalorizzatori, di non aver costruito CDR
adeguati, di non aver mai affrontato le dinamiche del riutilizzo è
certamente di Antonio Bassolino.
Ma, sul podio di onore sono in squallida mostra anche
Rosa Russo Jervolino e Pecoraro Scanio l’ex Ministro per
l’Ambiente.
Con loro tutti gli Amministratori del Centro – Sinistra, a
meno che non vengano a dimostrarci di aver attivato perlomeno
le procedure per la raccolta differenziata. Per tutti gli altri, pollice
verso.
Sul piano morale il fallimento del Centro – Sinistra è stato
totale. Antonio Bassolino è sotto processo per gravi reati penali.
Un tempo bastava un avviso di garanzia per costringere un
Ministro o un Assessore a dimettersi. Altri tempi. La Sinistra
antagonista si riversava per le strade sbandierando e scandendo
slogan contro il malaffare e i presunti malfattori.
Dove sono finiti costoro?
Hanno tutti l’influenza?
E Di Pietro, campione della pulizia giudiziaria, come mai è
ancora lì a perorare la causa di un Centro – Sinistra che continua
a mantenere in sella un pluri–inquisito?
E Antonio Bassolino perché non si dimette quando per
anni ha predicato l’obbligo morale, per il pubblico
amministratore colpito da avviso di garanzia, di rassegnare il
proprio mandato?
In Italia e nel mondo ci sono ancora molte persone
disponibili ad un’ultima partita di credito nei confronti del nostro
Paese. Per farlo, vorrebbero, come in qualsiasi società per
azioni, che almeno il Presidente responsabile della bancarotta
venga messo alla porta.
Se questo non accade la responsabilità non è solo di
Antonio Bassolino ma del Partito cui è iscritto e di tutto il
Centro-Sinistra.

Deputato al Parlamento con Forza Italia

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