Critiche e proposte dei Radicali di Sinistra sul problema dei rifiuti nel Lazio.

di Pietro Affaitati

Il problema rifiuti non è presente solo in Campania ma causa tantissimi problemi anche in una regione come il Lazio che ingiustificatamente sta riuscendo nell’incredibile impresa di creare un problema prima inesistente e darsi da sola la zappa sui piedi.
L’ Agenzia per la protezione dell’ambiente, (Apat), ha confermato nel rapporto 2007 che la regione Lazio è quella che smaltisce in discarica la maggior quota di rifiuti: oltre 2,8 milioni di tonnellate, pari all'85% dei rifiuti prodotti. La sola provincia di Roma smaltisce in discarica oltre 2 milioni di tonnellate di rifiuti, 1,5 dei quali nel comune di Roma. La quota è indirettamente confermata dalla bassa percentuale di raccolta differenziata effettuata nella regione: 25% contro il 49,1% del Trentino Alto Adige, che detiene il primato, e l'11,3% della Campania, che è ancora in piena emergenza. Solo Roma e Latina si attestano al di sopra del 10% (rispettivamente 16% e 10,5%), mentre decisamente più bassa è la raccolta differenziata nelle province di Viterbo (7,7%), Rieti (4,5%) e Frosinone (4,3%). E quali sono le proposte della regione?
Il centro sinistra ha deciso di dare la colpa al servizio pubblico che non funziona (e che loro gestiscono) ed auspicano l’entrata in campo di aziende private, sostenendo che troppo spesso l’amministrazione comunale ha le mani legate dall’azienda municipalizzate ma deve poter rivolgersi al privato attraverso gare pubbliche. Il centro destra attraverso il consigliere regionale di Forza Italia, Alfredo Pallone, ha proposto l’improponibile: sostenendo che la politica pseudo ambientalista di alcuni partiti della coalizione Marrazzo è ridicola ed obsoleta proponendo la realizzazione di almeno due impianti, uno in provincia di Roma (Albano Laziale) e l’altro in un territorio extraromano.
In questo quadro di desolanti proposte Marrazzo fa deliberare dalla Giunta una dichiarazione d’intenti che non precisa ne individua soluzioni, auspicando il raggiungimento del 45% di raccolta differenziata nei comuni della provincia romana entro il 31 dicembre 2008 e del 65% entro il 2012.

I Radicali di Sinistra si chiedono se i cittadini laziali possono accontentarsi di queste proposte da parte di una giunta che non sa più come arginare il problema rifiuti e da parte di un’opposizione che come al solito pensa agli interessi di pochi proponendo nuove inutili discariche.
Proponiamo delle semplice proposte che però tengono in considerazione sia l’aspetto ambientale sia il fatto che il problema rifiuti del Lazio deve essere risolto velocemente prima che la situazione degeneri: considerando che oltre il 50% del volume di nettezza è occupato dagli imballaggi si dovrebbe:

1) intervenire sulla riduzione degli imballaggi, ovvero intervenire a monte con una tassazione che valorizzi buone pratiche da parte delle industrie;

2) raccolta differenziata spinta, con un sistema di tassazione che penalizzi fortemente chi non ricicla;

3) creare un fondo nazione per costruire aziende (pubbliche e private) che si occupino del riciclaggio e della rigenerazione;

4) adottare una plastic act, favorendo l'uso del vetro;

5) costruire dei centri di trattamento dell'umido per trarne fertilizzanti non azotati;

6) termovalorizzatori (in luogo dei semplici inceneritori) per bruciare proprio quel che non puo essere riciclato e rigenerato producendo energia termica.

Le discariche in sostanza devono essere l'ultima istanza e comunque occorre prevedere un piano di bonifica per esse. Il Lazio non necessita di nuove discariche, ne di politici incompetenti, ma di una politica veramente ambientalista che risolvi il problema, per il bene della natura e della salute dei cittadini.

Comitato Politico dei Radicali di Sinistra
Coordinatore regionale del Lazio

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