Presidenziali 2008: l’uragano Hillary

UNA FINESTRA SUL PIANETA AMERICA

La senatrice Clinton più lanciata che mai anche in campo repubblicano

HOUSTON, TEXAS – Gli analisti repubblicani cominciano ad ammettere che, se non dovesse saltare fuori un loro candidato dal carisma eccezionale, Hillary Clinton dovrebbe vincere e perfino lo stesso presidente Bush è ormai certo che la signora di ferro dei Democratici non dovrebbe avere problemi nell’aggiudicarsi la nomination del suo partito.
Questo è quanto si sta verificando in questo periodo in campo politico in America dove, per una sorta d’effetto domino, ad una ad una stanno cadendo tutte le resistenze e tutte le remore psicologiche nei confronti della prima probabile presidentessa della storia degli Stati Uniti.
Ma c’e’ ancora dell’altro e di più.
I repubblicani ora sono giunti al punto di tributare ammirazione e d’elargire anche consigli al candidato in gonnella avversario che per grinta, risolutezza e “know how” sembra non avere concorrenti in grado d’impensierirla tra i suoi colleghi di partito. E’ evidente che, cosi’ come accadde per il marito, Hillary è riuscita a mettere assieme un team promozionale efficace e vincente e tale da fare passare il concetto che, in effetti come asseriva Bill, è lei la più preparata e la più esperiente e che merita quindi di vincere.
Gli Americani, com’e’ noto, sono un popolo che ama lo sport e che credono nel concetto alla base dei tornei che e' giusto che vinca il migliore e, bisogna proprio ammettere, che la senatrice dello Stato di New York da’ proprio l’impressione d’esserlo.
Per comprendere fino a qual punto giunga quest’atteggiamento del “fair play” o della lealtà basta considerare che, ultimamente, alcuni dei suoi avversari repubblicani hanno concesso che Hillary Clinton e’ il politico più capace, più intelligente e più cattivo. Come si ricorda sin dai tempi della guerra fredda, quando alcuni criticavano le cattiverie della CIA, i difensori dell’agenzia erano soliti dire che, se si vuol vincere, si deve essere più cattivi degli avversari.
Adesso, quando si considera la valanga di consensi innescata dalla signora Clinton nel paese, si giunge pure a ritenere che persino i conservatori ed i protestanti più rigorosi potrebbero votare per lei, dopo la delusione causata loro dall’amministrazione repubblicana del presidente Bush, e che la fede metodista dell’ex first lady potrebbe attrarre elementi conservatori che una volta non si sarebbero mai sognati di votare per un democratico.
Hillary continua a rastrellare fondi per la campagna in modo impressionante e ciò è sintomatico del consenso che lentamente, ma stabilmente, va crescendo intorno a lei.
Dopo le cose positive, quelle negative. L’ultimo confronto con gli altri concorrenti del suo stesso partito ha visto la superstar della formazione democratica in difficoltà per la prima volta, anche per l’aggressività di concorrenti come Barack Obama, che sono molto più decisi a porre fine subito alla guerra, ed ad affrontare senza compromessi i problemi sociali più gravi come quelli assistenziali ma, tutti sono convinti ugualmente che, se non dovessero intervenire più altri scivoloni pericolosi, la strada per l’ottenimento della nomination prima e quella del ritorno da presidente alla Casa Bianca dopo, non dovrebbe presentare proprio alcun problema.

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