Il V day ha fatto veramente paura

Ro Pucci, Direttore di Info USA magazine

Houston – A Napoli, sostenuto dalla fede popolare, s'è ripetuto ancora una volta il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro. Quasi contemporaneamente, però, c'era chi ha tanta fede nel sistema politico attuale da precipitarsi a capofitto nel più profondo abisso del ridicolo. Era Mauro Mazza, il direttore del Tg2 che, a proposito della manifestazione più che riuscita del comico Genovese, usciva fuori con l'espressione: “E se qualcuno sparasse fomentato dagli insulti?”

Si è trattato evidentemente di una propaggine manieristica e propagandista alla dichiarazione di D'Alema che per primo aveva paventato un serio attacco destabilizzante di Grillo col suo V-Day alle istituzione democratiche del Paese.

Non si era mai vista tanta apprensione e tanta costernazione fin dai giorni di piombo del terrorismo brigatista e, se ora ci si ferma un istante e si fa il paragone fra i due periodi riflettendo bene, si capisce come gente che esce fuori con baggianate del genere abbia meritato veramente tutto il Vaffa lanciato dal comico sornione, partito dal palcoscenico e dal mondo virtuale di internet.

Purtroppo però, chi a vario livello edin vari settori aveva goduto immeritatamente di tutti i vantaggi di un sistema fatto di molte vittime e di pochi furbi ha cominciato a preoccuparsi perché le vittime avevano aperto con Grillo i loro occhi ed ora dal mondo virtuale erano scesi in piazza per poi, come sembra, passare alla politica attiva.

Cercare di demonizzare l'avversario per isolarlo è una tattica cosi vecchia e scontata che non solo non meraviglia ma che fa persino ridere di più delle stesse battute di Grillo. I primi a doversi contenere per non sghignazzare in diretta televisiva sono stati i direttori di Libero e di Liberazione quando questa sera dalla solita Bianca Berlinguer, la quale sembrava anch'essa piuttosto perplessa, sono stati richiesti della loro opinione in merito alle dichiarazioni di Mazza. Ma cerchiamo d'esaminare attentamente qual'è il manifesto rivoluzionario e destabilizzante del Grillo parlante per vedere se ora il Belpaese si trovi veramente davanti ad una delle crisi più gravi della sua democrazia dopo il dopoguerra. Cosa chiede poi per sintetizzare il pericoloso agitatore Grillo? Auspica che non ci siano più criminali al Parlamento, che i politici si ritirino almeno dopo dieci anni dall'inizio del loro mandato e che gli italiani invece d'essere menati per il naso dai partiti siano in grado d'eleggere direttamente chi li rappresenta.

Sembra dunque veramente parossistico ed incredibile che ci sia ancora chi si meravigli di queste richieste e del sostegno che incontrano nella folla e che ora si voglia iniziare a demolire un leader nei fatti che è scomodo e che potrebbe cambiare solo in meglio il volto stanco della vecchia cosa pubblica.

I due direttori intervistati non hanno creduto un solo istante all'incredibile uscita di Mazza e si sono soltanto dimostrati possibilisti circa il tipo d'assetto finale che Grillo riuscirà a dare al suo movimento in campo politico. Al contrario, hanno mostrato di condividere quasi tutte le affermazioni del comico e s'è pure capito chiaramente che ora, non potendo isolarlo ed eliminarlo, bisognerà fargli la corte per averlo dalla propria parte ed al proprio fianco. Sarà questo il modo in cui la sinistra, che s'appresta a varare il suo partito unitario, riuscirà forse a far rientrare molti voti in fuga che, per protesta, stanno uscendo fuori dalla porta e, provvidenzialmente, potrebbero fare ritorno con Beppe Grillo dalla finestra.

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