SMI-LAZIO, DENUNCIA: GIOVANI MEDICI ESCLUSI DAL PROGETTO PER LA RIORGANIZZAZIONE DELL’ASSISTENZA TERRITORIALE

E LA DISOCCUPAZIONE DEI NEO-CAMICI BIANCHI SALE AL 50%

(Roma, 17 novembre) – «Garantire ai giovani medici la possibilità di lavorare negli studi di Medicina Generale (Mg), durante i giorni festivi ed i fine settimana».

Lo ha chiesto con forza Paolo Marotta, segretario Smi-Lazio, in occasione della prima riunione all’indomani della firma del nuovo Accordo sulla Mg, che si è svolta presso la regione Lazio.

Per il Sindacalista sarebbe, infatti, «un sistema per integrare in maniera appropriata non solo i neo-camici bianchi all’interno del comparto della Medicina Generale, ma anche una soluzione per evitare ulteriori carichi di lavoro ai professionisti che servono già, dal lunedì al venerdì, un bacino d’utenza di circa 1.500 assistiti».

Una proposta, però, a cui il «Sindacato maggiormente rappresentativo si è opposto; proprio in un momento storico in cui la disoccupazione giovanile medica registra un’impennata di circa il 50%. E questa è un’amara sconfitta per gli oltre 5mila medici di famiglia dislocati sul territorio».

«Pertanto, la delegazione sindacale dello SMI-Lazio», conclude Paolo Marotta, «si impegna a vigilare la corretta applicazione del nuovo Accordo della Medicina Generale, affinchè venga data nuova linfa al comparto, decongestionando il lavoro dei medici titolari».

Smi-Lazio Ufficio Stampa

Elisabetta Menga

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