Una donna, Francesca Reggiani, è stata violentata e uccisa a Roma. L’omicida è sicuramente un uomo, forse un rumeno.
Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena è stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo.
Due vittime con pari dignità?
La stampa internazionale, a sèguito dell’emanazione del decreto SULLA SICUREZZA è uscita con titoli allarmistici:
Liberation: Rumeni cacciati dall’Italia: il decreto di espulsione adottato con urgenza, per calmare le polemiche dopo l’assassinio di Francesca Reggiani.
Su L’Independent, foto con alcuni Rom cacciati da Roma e un grande titolo: “Espulsi! Banditi!”. Stiamo entrando in una nuova era di intolleranza in Europa? Financial times: l’Italia espelle i rumeni.
Le Monde: Romfobia.
Odio e sospetto alimentano giudizi assai facili:
Da stranieri a rumeni, da rumeni a rom, da rom a ladri, assassini o molestatori, il passo è breve.
Omicidi e reati sono, oggi, ai livelli più bassi degli ultimi vent’anni, mentre sono in forte crescita i reati commessi in famiglia o per ragioni passionali.
il rapporto Eures-Ansa 2005, L'omicidio volontario in Italia e l’indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa;
sette volte su dieci la vittima è una donna;
più di un terzo delle donne dai 14 anni in su ha subito violenza nel corso della propria vita, e il responsabile, sette volte su dieci è il padre, il marito o il convivente: “la famiglia uccide più della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto”. Come scrive Ida Dominijanni sul manifesto: “l’assassino ha spesso le chiavi di casa”.
L’adesione della Romania all’UE ha suscitato molte inquietudini in Europa occidentale, buona parte dei rumeni emigrati si sono trasferiti in Spagna e in Italia, sono arrivate 537.000 persone delle minoranze Rom, Tzigana e Sinti.
Secondo i leader della comunità rom, un milione e mezzo di persone sono emigrate per fuggire alla discriminazione subita in patria. Certo in Italia si trovano a vivere di espedienti che a volte finiscono per diventare azioni criminose, ed è dunque giusto che il Governo abbia per obiettivo la sicurezza della cittadinanza e per queste è doveroso porre rimedio con il totale rispetto delle norme vigenti.
Ma non dimentichiamo che la colpevolizzazione di un’etnia è stata storicamente il primo passo per giustificare un genocidio, e che la sicurezza è garantita dalla cultura della legalità e dalla certezza del diritto e della pena, senza però negare accoglienza, solidarietà e tutela dei diritti umani.