Anche il direttore di Mondogreco, Francesco De Palo, delegato del CTIM Grecia, ha preso parte al meeting “Cipro occupata – Le sfide della Turchia nel Mediterraneo meridionale” promosso da Ahepa Hellas, l’American Hellenic Educational Progressive Association, organizzazione fondata nel 1922 ad Atlanta.
Al workshop hanno partecipato l’ambasciatore di Cipro ad Atene Kyriakos Kenevezos, la deputata cipriota Eleni Stavros, il presidente del Consiglio Nazionale greco-americano (HANC) Bill Mataragas, l’Alto Governatore dell’Ahepa Europa Fanos Pityris, il presidente della Federazione delle Organizzazioni Cipriota-Americane Kyriakos Papastylianou, il sindaco di Famagosta, l’ ambasciatore greco a Washington Alexandros Mallias, Nikolaos Frangos presidente dell’Istituto greco di Cultura con sede a Milano e il giornalista Paolo Scagliarini.
Secondo De Palo in questo momento il gas è il catalizzatore che riporta in auge tensioni di lunga data nella regione, dopo che dal 1974 la parte nord di Cipro è stata occupata abusivamente da 50mila militari turchi che lì stazionano. “Le ambizioni energetiche sul Mediterraneo orientale – ha osservato il direttore di Mondogreco nel suo intervento – attirano l’attenzione degli attori internazionali. L’offerta russa di mediazione si intreccia col destino di EastMed, gasdotto che andrà da Israele al Salento e sarà in concorrenza con la Russia. E visto che Ankara e Mosca sono legate a doppio filo, per la Turchia è difficile rifiutare. Uno scenario in cui il dossier energetico è di primaria importanza negli equilibri geopolitici del Mediterraneo, con l’accelerazione turca che sconfina nella violazione di leggi e trattati in Grecia e a Cipro. Nella vicinanza con l’Ellade e Cipro, purtroppo Roma è stata superata da Parigi Tel Aviv e Il Cairo, con i paesi arabi che fanno mostra di una migliore comprensione del ruolo della Turchia nella regione e agiscono di conseguenza (lo stesso non può dirsi dei partner europei).”
E ha aggiunto: “Nel dossier energetico Berlino sta provando ad essere punto di equilibrio tra Grecia e Turchia, in un frangente in cui tutti i big in campo vorrebbero approfittare dell’impasse americano per le elezioni. Su queste basi appare chiaro come l’Italia abbia dinanzi a sé una nuova grande sfida: nel tentativo di non perdere l’ultima occasione di giocare la partita mediterranea, dopo le contraddizioni del recente passato sfociate in una marcata e pericolosa vicinanza a Turchia e Cina, dovrebbe invece riequilibrare la propria strategia in chiave euroatlantica ed euromediterranea, appoggiando convintamente la causa cipriota.”
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