Che il sostantivo democrazia, come dico purtroppo spesso da anticomunista all’ennesima potenza, oggi sia solo un termine insito nel dizionario, ma con significato del tutto diverso rispetto al suo significato intrinseco-operativo, tanto da doverla considerare un sistema annacquato ed obsoleto rispetto a ciò che i popoli vorrebbero, è un dato di fatto: cercare giustificazioni per tenerla in piedi dicendo che, per quanto piena di difetti, è il sistema migliore all’insegna della libertà, come diceva anche il primo ministro W. Churchill, non basta più in quanto oggi l’uomo si serve di essa solo per il suo interesse, come strumento di potere e di profitto.
Preambolo questo che, a mio avviso, dovrebbe indurre ad un ripensamento da parte degli uomini della terra in quanto, non dico nel lungo termine, saremo tutti costretti ad applicare le leggi della foresta per sopravvivere ad un sistema che continua ad arricchire i già ricchi e far morire di fame tutti gli altri. Ora ci si è messa di traverso anche la pandemia che, a breve, metterà in ulteriore e forte evidenza detta situazione.
Non è facile rimodulare un sistema, ma è assolutamente certo che tutto ha una fine: la terra incomincia già a dare i primi importanti segni di sofferenza attraverso reazioni la cui imponderabilità si sta facendo giorno dopo giorno, purtroppo, certezza negli effetti: il Covid è uno di questi in chiave moderna rispetto alla “spagnola” e, per andare più in là con i tempi, alla peste di Atene…
Secondo me, come ho sentito dire anche dal filosofo Massimo Cacciari quando era sindaco di Venezia (il che è tutto dire stante la sua “religiosità”), esponente politico che, ricordo benissimo, ha messo in crisi in un contesto di natura biblica anche un prelato della Polonia, sarebbe necessario partire dall’assunto che segue:
quando Dio ci ha donato il pianeta terra, non ce lo ha regalato, come molti credono, ma ce lo ha dato solo in prestito, ma in comodato d’uso; Egli non solo non ci fa pagare l’affitto, ma ce lo ha consegnato perfino con il frigo pieno di cibo: frutta, verdura, carne e tutto ciò che serve per la sopravvivenza dell’essere umano, Egli ci ha chiesto in cambio solo di tenerlo pulito il più possibile, il più possibile anche ordinato ed eguale a come ce lo ha prestato; e ciò allo scopo di affidarlo in ottime condizioni alle generazioni che sarebbero venute dopo.
Così è stato per milioni di anni, tanto che gli indiani d’America erano e sono tuttora ben consci di avere avuto questo grandissimo “appartamento” solo in prestito: non per niente tutte le loro azioni sono sempre stata fatte con la consapevolezza di non rovinare “l’appartamento” di chi avrebbe vissuto dopo di loro, rispettando la madre terra e cercando di conservarla nel miglior modo possibile per i nipoti, pronipoti ecc., ma successivamente l’uomo bianco, auto-dichiaratosi evoluto, ha sempre forzato il pianeta, deviando i fiumi, costruendo grattacieli, case, palazzi, dighe, inondandolo di macchine, aerei, navi e quant’altro facendolo ammalare gravemente, mettendo in crisi non solo l’ecosistema ma anche la stessa sopravvivenza umana.
Di fronte ad una situazione come quella testé descritta è assolutamente necessario cambiare rotta per ridare al pianeta la possibilità di ricomporsi nell’interesse di tutti noi, ma purtroppo, quanto si sta presentando ancor oggi ai nostri occhi sembra continuare nella stessa negativa direzione per cui, fintantoché non ci cadrà una grossa tegola in testa, sembra fin da ora impensabile riflettere sul da farsi.
Per incominciare, ad evitare che si continui ad aprire sempre di più il gap fra ricchi e poveri fino a far scomparire questi ultimi, è necessario creare le condizioni a livello planetario affinché si instauri una congrua distribuzione delle ricchezze della terra onde evitare conflittualità non solo di tipo individuale di ricchezza nella sua accezione, ma semplicemente per fame che porterebbe inevitabilmente alla morte come, del resto, già sta succedendo. Perché di questo si tratta dicendolo in parole crude.
Per fare questo, anzitutto bisogna smantellare tutti quegli organismi a livello internazionale che si propongono di salvare il pianeta dalla fame in quanto sin qui hanno dimostrato di non saperlo fare, per poi indire una conferenza a livello mondiale per discutere e decidere in ordine alla necessità di perequare umanamente la ricchezza, con le stesse modalità velocissime con le quali si sono trovati immediatamente i soldi per fronteggiare la pandemia in atto.
Infatti, per quanto ovvio a dirsi, quando l’uomo è auto-sufficientemente tranquillo, non pensa alla guerra. Resta però il grave problema secondo il quale, se a reggere le sorti del pianeta sono gli uomini che testé intendono guidare il mondo, ci sarà sempre poco da stare allegri: per fare questo, io penso sia necessario raccattare qualche risorsa dal vecchio comunismo, rielaborandone la sua concezione attraverso l’apertura al libero dialogo, dando finalmente i natali ad una perequazione mondiale delle risorse che il pianeta ci offre ogni giorno gratuitamente, e che appartengono a tutti ( e non a 7-8-10 individui).
Però, e chiudo con una boutade: al giorno d’oggi, anche facendo degli annunci sui più importanti giornali del pianeta con la scritta: cercasi uomini capaci ed onesti, non salterebbero fuori personaggi capaci ed onesti per rimettere a posto le cose del mondo in quanto la democrazia, ormai da molti anni, non si identifica più con l’arte del mediare, e tanto meno come servizio. ma semplicemente come un sistema per occupare posti di lavoro ben retribuiti, facendosi largo a gomitate, anche illegali. Non penso si debbano spiegazioni a quanto ho appena detto.
Purtroppo, parlare a questo modo, significa raccontare barzellette, tra l’altro, scarsamente umoristiche e molto fastidiose.
Arnaldo De Porti
Belluno-Feltre