FREE GREEN SICILIA
LA REGIONE, DOPO L’INSENSATO SPERPERO DI DENARO PUBBLICO DEL 2019 CON PER LA FIERA DEL CAVALLO, PENSA BENE DI ORGANIZZARNE UN’ALTRA SEMPRE NELL’OBSOLETO ISTITUTO DI INCREMENTO IPPICO REGIONALE DI MILITELLO VAL DI CATANIA PAESE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE IL TUTTO IRRESPONSABILMENTE IN PIENA EMERGENZA SANITARIA ED ECONOMICA DELLA SICILIA!
A TUTTO CIO’ SI AGGIUNGE L’ALTRO SPRECO DI DENARO PUBBLICO PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN QUANTO LA REGIONE HA PREFERITO NON REALIZZARLE IN CONTEMPORANEA CON IL REFERENDUM. PERCHE’?
Qual è stato il diretto beneficio per la Sicilia e per i siciliani per la ‘Fiera mediterranea del cavallo e la Corsa degli Assi’ dell’anno scorso all’obsoleto Istituto Regionale di Incremento Ippico di Militello Val di Catania, risalente al ‘Regno di Sicilia’, paese nativo del Presidente della Regione Musumeci? Nulla! E se qualcuno vuole sostenere il contrario lo dica ai cittadini siciliani pubblicamente tramite organi d’informazione! non contenta la Regione dell’insuccesso di tali insensate iniziative realizzate l’anno scorso ha pensato bene di riproporre anche quest’anno e proprio in un periodo di grave emergenza sanitaria da coronavirus (quando gli stadi così come gli altri impianti sportivi restano chiusi al pubblico), un susseguirsi di sperpero di denaro pubblico in una Regione che ha debiti miliardari e una larga fascia di popolazione ai limiti della sopravvivenza ma che importa l’importante è mettersi in vista e fare le opportune passerelle! La cosa che scandalizza ancora di più è l’irresponsabile silenzio assenso di tutti i deputati presenti all’ARS: alzi la mano chi ha contestato tal ennesimo spreco di denaro pubblico peraltro in una struttura regionale fuori dal tempo.
Se a tale insensato spreco – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – aggiunge quello ingiustificato di spostare le Amministrative regionali ignorando l’election day come hanno invece responsabilmente fatto tutte le altre Regioni italiane poiché sia la Regione sia i diversi Comuni siciliani dove si sono tenute le amministrative hanno dovuto caricarsi delle altre spese elettorali quando peraltro molti Comuni siciliani sono in uno stato economico finanziario ai limiti della sopravvivenza. Ma come sappiamo paga sempre Pantalone ovvero i siciliani con le loro tasse invece di essere spese per fini sociali urgenti e inderogabili. Ci chiediamo: perché tale scempio economico e cosa ne pensa la Corte dei Conti regionale?
Ci chiediamo inoltre perché il Presidente della Regione si è opposto alla proposta del Presidente precedente di sopprimere, di fatto, l’Istituto Regionale d’Incremento Ippico (anche se noi ne chiediamo da qualche tempo la trasformazione in un pensionato per gli stessi animali presenti e per quelli che come accade sono dismessi dalle forze dell’ordine e per quelli sequestrati alle organizzazioni criminali che spesso sono lasciato nelle mani delle stesse per mancanza di luoghi idonei) che, anche a nostro avviso, avrebbe dovuto chiudere dopo la prima guerra mondiale poiché la sua finalità era solo quella di rifornire asini e muli all’esercito italiano sperperando per una finalità fuori tempo milioni di euro l’anno mentre forse avrebbe involontariamente fornito nelle sue diverse aste di equini contestate a macelli clandestini e corse illegali di cui la Sicilia detiene il primato negativo in Italia?
Non solo ma da qualche tempo chiediamo a tutte Istituzioni pubbliche che hanno responsabilità di legge sulla tenuta e la cura degli animali (dal Presidente della Regione e dai Servizi Veterinari dell’ASP fino al Prefetto e al Sindaco di Militello Val di Catania quest’ultimo primo responsabile del benessere degli animali che vivono sul suo territorio) di cui sconoscere le condizioni in cui versano tutti gli equini presente nell’Istituto e se tutto sia in regola con il rispetto del regolamento dello stesso ente e della normativa vigente in materia di animali ma mai abbiamo avuto una sola risposta che sia una come se la normativa vigente in materia di animali e trasparenza fosse solo carta straccia.
Eppure come dicono da sempre fino alla nausea dei siciliani gli stessi politici siciliani che hanno amministrato la Regione, dimenticando anche che questa per molti aspetti resta tra le ultime in Italia, la Sicilia potrebbe vivere solo di beni culturali e invece le strategie della Regione restano diametralmente distanti dal realizzare tale grande opportunità che andrebbe a beneficio dell’intera comunità, ma poi non ci sono i soldi per aprire e gestire come si deve i musei, le Chiese e i Palazzi monumentali e le aree archeologiche peraltro molti di questi versano in pessime condizioni oppure ridotti a veri e propri ruderi di cui si potrebbe stilare un elenco infinito.
Alfio Lisi
Portavoce
Free Green Sicilia