Obiettività 

I regimi marxisti hanno comportato morte e distruzione per milioni di persone. Eppure, secondo Papa Francesco “I comunisti, sono i cristiani”. Questa volta, l’ennesima “sparata” non è stata proferita (come da prassi) in alta quota, ma uscita su un libro intervista pubblicato in Francia. Alla domanda dell’autore dell’opera Dominique Wolton ” Ha incontrato delle donne che, dopo l’infanzia e l’adolescenza, l’hanno segnata nel profondo?”, Bergoglio ha risposto “Sì. Ce n’è una che mi ha insegnato a pensare la realtà politica. Era una comunista del Paraguay, del partito che si chiamava Febrerista. M’ha regalato dei libri, tutti libri comunisti, ma mi ha insegnato a pensare la politica. Devo tanto a questa donna”. Assodato che papa Francesco è considerato all’unanime il leader della sinistra mondiale, sovviene spontaneo chiedersi: ma l’ammiratore di Fidel Castro e Ugo Chávez, si è mai preso la briga di leggere gli atti della chiesa che l’ha preceduto? Un decreto della Congregazione del Sant'Uffizio pubblicato il 1º luglio 1949 dichiarava illecita l'iscrizione al partito comunista, nonché ogni forma di appoggio ad esso. La Congregazione dichiarava inoltre che coloro che professavano la dottrina comunista erano da ritenere apostati, quindi incorrevano nella scomunica. Non si ha notizia che l’antico decreto sia stato revocato. Se gli atti magisteriali hanno carattere cogente, riuscirà Bergoglio ad essere obiettivo con se stesso?

Gianni Toffali

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