ITALIANI ESTERO – DI BIAGIO (AP), BUONI RISULTATI IN STABILITA’, MA TANTE LE SFIDE

Roma, 20 novembre 2015 – Anche alla luce delle informazioni e delle comunicazioni che in queste ore si sono susseguite in materia di legge di stabilità per gli italiani nel mondo ho ritenuto opportuno condividere con i connazionali e con i referenti interessati una breve e sintetica relazione che esprima in maniera chiara e senza giri di parole quanto verificatosi nella sessione di bilancio appena conclusa al Senato e quali siano le disposizioni ottenute a favore del comparto degli italiani all'estero.

Nell'ambito della sessione di bilancio, oggi conclusasi in Senato, vi è stata senza dubbio attenzione sul versante del comparto degli italiani all'estero, e l'accoglimento delle disposizioni a favore dello stesso, previste originariamente nell'emendamento presentato insieme al collega Micheloni e agli altri colleghi eletti all'estero della maggioranza, e attualmente incluso al comma 207 del maxiemendamento rappresenta la conferma più eloquente di questo. Paradossalmente, malgrado lo strenuo lavoro da noi condotto, che ci ha visti impegnati notte e giorno in Commissione bilancio e svoltosi esclusivamente in Senato, già qualcuno ha tentato di affibbiarsi la paternità di questo non trascurabile risultato, presentandolo come conquista di un unico partito, svilendo intenzionalmente la ratio dell'impegno parlamentare che invece ha sotteso il confronto in commissione bilancio. Ritengo opportuno segnalare che l'emendamento accolto ed integrato nel maxiemendamento, sebbene prevedesse originariamente un plafond di risorse più vasto, in sede di dibattimento è stato ridimensionato a 5 milioni, anche in ragione delle esigenze di bilancio che sempre condizionano disposizioni di questo tipo. Il pacchetto “italiani all'estero”, come era stato definito per sintesi in corso di confronto e che era stato attribuito a tutti i parlamentari proponenti, e non ad alcuni di questi, come qualcuno ha lasciato intuire prevedeva le misure che sono state poi accolte, tra queste le risorse per la promozione della lingua e cultura italiana, quelle a favore degli istituti italiani di cultura, del funzionamento Comites e Cgie e quelle per la stampa italiana all'estero. Ma in molti, soprattutto tra le fila del Governo, hanno finito con l'inquadrare, in maniera erronea, esclusivamente in queste misure, (intese come pacchetto) il fulcro inderogabile delle nostre priorità, ragion per cui non è stata più prestata debita attenzione alle altre proposte emendative da noi proposte e sostenute in commissione.

A tal riguardo voglio ricordare proprio quanto presente nelle altre proposte come quella afferente alla richiesta di estensione dell'esenzione dell'imposta IMU anche agli immobili di proprietà, in Italia, dei cittadini residenti all'estero ed iscritti all'Aire, quella relativa al riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia ai lavoratori residenti in un Paese extra Ue, ma che producono reddito in Italia, quella relativa all'incremento dello stanziamento in favore delle azioni svolte dalle Camere di commercio italiane all'estero, senza trascurare il mancato rifinanziamento delle leggi 72 e 73 del 2001 recante interventi rispettivamente a tutela del patrimonio storico e culturale delle comunità degli esuli italiani dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, e a favore della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia. Proposte che pur essendo oggetto di attenzione e finanziamento nelle passate leggi di stabilità, non sono state accolte in ragione della sussistenza di complessi vincoli finanziari e della rimodulazione delle priorità di bilancio che anche le istanze di implementazione delle risorse pro-sicurezza hanno determinato.

Malgrado siffatte condizioni, il Governo ha comunque inteso impegnarsi su alcuni di questi fronti ed eventualmente – qualora le condizioni lo consentano – farlo già nella seconda lettura della stabilità alla Camera. Con l'accoglimento degli ordini del giorno recanti l'impegno a ripristinare opportune risorse in favore della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia e degli esuli italiani dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, nonché verso la comunità italiana in Montenegro, rivendendo – eventualmente – i vigenti meccanismi di erogazione degli stanziamenti in favore di maggiore trasparenza e immediatezza e prevedendo meccanismi di rendicontazione e controllo in sede di destinazione delle risorse, e recanti inoltre l'impegno a riconoscere come “abitazione principale” l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli Italiani residenti all’Estero (AIRE), a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso. Su questo punto è da evidenziare che resta invariata, invece, l'agevolazione su IMU, TASI e TARI per i pensionati residenti all'estero, che si configura come un importante risultato ottenuto insieme al collega Micheloni e gli altri senatori eletti all'estero nell'ambito di precedenti provvedimenti. Tra gli impegni accolti come ordini del giorno ricordo ulteriormente quello che accolto come raccomandazione che impegna il Governo a presentare tra le altre cose entro il 1 semestre del 2016 un progetto di ristrutturazione della rete diplomatico-consolare italiana nei paesi dell'UE, nei Paesi SEE e nella Svizzera ed un piano economico completo e dettagliato dell'attuale rete diplomatico-consolare.

Non si può comunque trascurare l'ulteriore attenzione del Governo su altre delicate e significative tematiche, oggetto di proposte che sono state poi accolte: in primis il rinnovo della previsione degli sgravi fiscali per il rientro dei cosiddetti “cervelli in fuga”, oggetto di un emendamento da me sottoscritto e successivamente rimodulato dal Governo ed integrato nel maxiemendamento. Inoltre, tra le proposte poi integrate nel maxiemendamento ricordo l'incremento del finanziamento delle borse di studio e destinato agli sconti fiscali per il progetto Erasmus plus. E' da evidenziare anche il rinnovo dello stanziamento a favore dell’Istituto italo-latino americano per l’anno 2016, per lo svolgimento delle attività di istituto, per sviluppare e coordinare la ricerca e la documentazione relative ai Paesi membri nel campo culturale, scientifico, economico, tecnico e sociale e per individuare possibilità di scambio, assistenza reciproca e azione comune o concertata negli stessi settori. Dando attuazione, in questo modo, all’impegno internazionale assunto con la convenzione per la costituzione dell’Istituto, firmata a Roma il 1° giugno 1966 e ratificata con legge 4 ottobre 1966, n. 794.

Ritengo sia ulteriormente degno di nota evidenziare i chiarimenti ottenuti in merito alla norma in Stabilità che prevede l’inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica, in relazione con gli adempimenti degli italiani all’estero. Dopo opportuni accertamenti risulta che per i titolari in Italia di un contratto di fornitura di energia elettrica per immobili siti nei Comuni d’origine degli emigrati della prima generazione, il pagamento del canone Rai non verrà richiesto. È stato infatti depositato dalle relatrici del provvedimento un emendamento che anche grazie al nostro contributo chiarisce ulteriormente che la presunzione della detenzione o utilizzo di un apparecchio TV si presume solo nel caso in cui esista un’utenza di energia elettrica nel luogo in cui il soggetto ha la propria residenza anagrafica. Possiamo dunque affermare che sono esenti dal pagamento del canone Rai i titolari di un’utenza per la fornitura di energia elettrica, residenti all’estero e regolarmente iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire).

Il lavoro svolto in Senato è stato certamente complesso ed articolato ma ha condotto ad un livello di considerazione non trascurabile da parte del Governo, in riferimento a tematiche su cui, purtroppo, l'attenzione è sempre stata irrisoria. Restano ancora molte sfide da affrontare e molti scenari da ridefinire ma con gli impegni contratti sugli argomenti che invece non hanno trovato facile accoglimento, si è chiaramente aperta la strada al lavoro dei colleghi deputati, che cominceranno a lavorarci soltanto nelle prossime ore e che siamo certi sapranno cogliere le occasioni offerte rinnovando i termini dell'attenzione governativa e ritoccando misure importanti per le nostre comunità oltre confine e determinanti per le potenzialità del nostro Paese nel mondo. Consapevole di questa priorità, per quanto mi riguarda, il mio gruppo parlamentare alla Camera presenterà le proposte emendative non accolte al Senato nell'ambito della sessione di bilancio della Camera dei prossimi giorni.

Ufficio Stampa Sen. Aldo Di Biagio
Senato della Repubblica
Istituto Santa Maria in Aquiro
Piazza Capranica, 72
00186 Roma
tel: 06/6706 3094 – 4094
fax: 06/6706 6094

Lascia un commento

My Agile Privacy

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. 

Puoi accettare, rifiutare o personalizzare i cookie premendo i pulsanti desiderati. 

Chiudendo questa informativa continuerai senza accettare. 

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: