La scenografia del “dramma della memoria” di Tennessee Williams, tutta giocata sui colori pastello e dove troneggiano una macchina da scrivere ed un grammofono, ci presenta un tranquillo salotto americano degli anni ’30. A dispetto però delle apparenze la famiglia che lo abita, composta da Amanda e dai suoi due figli Tom e Laura, è disgregata ed avvelenata dalla tensioni.
Amanda, abbandonata da anni dal marito, vive completamente ripiegata su sé stessa nel ricordo dei propri successi giovanili, che vorrebbe perpetuare attraverso il “matrimonio importante” che sogna per la figlia. Tom, impiegato insoddisfatto e poeta clandestino, non potendo condurre l’esistenza avventurosa che desidererebbe si accontenta di guardarla tutte le notti sullo schermo cinematografico; Laura, resa fragile ed insicura da una leggera zoppìa lasciatale da una malattia infantile, non vuole rapporti con il mondo che la circonda, preferendo accudire con cura maniacale il gruppo di animaletti di cristallo che dà il titolo al pezzo. L’arrivo di Jim, collega di Tom invitato per la cena e che si rivelerà essere una vecchia fiamma di Laura, darà un sano scossone all’atmosfera immobile e claustrofobica della casa, donando a Tom il coraggio di seguire finalmente i suoi sogni ed accendendo in Laura quella scintilla di autostima che forse la porterà ad un’esistenza migliore.
Assolutamente appassionata e coinvolgente l’interpretazione di Pamela Villoresi, coadiuvata al meglio dagli interpreti maschili Maurizio Palladino e Alberto Caramel, è da sottolineare la “verità” con cui Elisa Silvestrin, abbandonati i panni della presentatrice televisiva, sa rivestire la sua Laura, verso la quale non si può non provare tenerezza.
Maurizio Zucchetti
(dalla pagina Facebook “Imbucato teatrale”)