Anche la toponomastica tra i problemi di Roma

Nel 1910 scompariva a Londra Florence Nightingale, la fondatrice dell’infermieristica moderna. Rampolla di una famiglia britannica benestante era nata a Firenze nel 1820. Da qui il suo nome.

Contro il volere della famiglia, soprattutto della madre che la voleva ben accasata, si dedicò alla cura dei malati. Questa passione la accompagnerà per tutta la vita.

I suoi studi e le sue intuizioni vennero messe a punto quando prestò la sua opera in Turchia dove l’esercito britannico era impegnato nella guerra di Crimea. Lì insieme ad alcune infermiere da lei dirette, si rese conto che solo il 10% dei soldati moriva per ferite riportate in battaglia; le altre cause di morte erano attribuibili alle pessime condizioni igieniche, alle carenze del sistema fognario, al sovraffollamento, alla mancanza di medicine e di ventilazione.

I miglioramenti introdotti nella cura del malato ed anche nella professione infermieristica estremamente carente all’epoca insieme ad una Commissione d’inchiesta inviata dall’Inghilterra portarono ad una riduzione della mortalità tra i soldati inglesi. La Nightingale si batté anche per un miglioramento delle cure mediche erogate nelle workhouses (case di lavoro) a favore delle persone povere.

L’attenzione dell’infermiera inglese si concentrò principalmente sull’ambiente salubre, sull’aria e sull’acqua pulite, sul sistema fognario funzionante e sui servizi igienici e di illuminazione.

Sono trascorsi 105 anni dalla morte della “signora con la lanterna”, così soprannominata perché quando tutti i medici si ritiravano per la notte lei instancabilmente girava tra i pazienti facendosi luce con una lanterna e il Comune di Roma ha deciso di dedicarle una via in zona Gianicolo. Ma purtroppo non tutte le ciambelle riescono col buco. Sulla targa di travertino all’eroina dell’assistenza infermieristica, ricordata ogni anno dalle associazioni infermieristiche nazionali ed internazionali nella Giornata Internazionale dell’Infermiere, vengono assegnati il titolo, quello di medico, e la data di nascita, nel 1823. Entrambi sbagliati. In rivolta gli infermieri capitolini ed italiani che individuano nell’infermiera inglese la loro progenitrice che puntò in tutta la sua vita a dare risalto al malato introducendo quel concetto di sanità paziente-centrica e intuendo l’importanza di costruire un database nel quale raccogliere i dati per verificare l’efficacia delle cure.

Ci auguriamo che al più presto l’errore venga corretto affinché quella targa ricordi in maniera veritiera la femminista ante litteram e la fondatrice delle scienze infermieristiche e affinché ogni volta che quel viale sarà percorso il pensiero andrà a lei e alla sua grandezza.

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