Sicilia. Crocetta:”Impugnative, non è vicenda politica”

Palermo, 6 ott. “Dispiace che taluni trasformino la vicenda delle impugnative
del governo nazionale, in una questione politica”. Lo dice in una nota il
presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. “Qui di seguito riporto i
dati relativi ad alcune regioni rispetto alle impugnative che il governo
nazionale ha fatto dal 2013 ad oggi:
Sicilia 4 impugnative, Lombardia 6, Basilicata 8, Veneto 8 , Abruzzo 10,
Toscana 5, Puglia 5 – per il Lazio anche la legge sull'acqua.
Dai dati si deduce molto bene che non c'è alcuna vicenda politica e che le
impugnative riguardano questioni dettate dalle valutazioni sollevate da
organismi tecnici dei vari ministeri,
a volte si tratta di conflitti di attribuzione e o altro ancora.
La Costituzione – continua il presidente – prevede una camera di compensazione
che è la Corte Costituzionale per risolvere tali conflitti. Parlare di scarsa
credibilità della Sicilia, quando la stessa regione del premier ha dovuto
subire ben 5 impugnative, sinceramente mi sembra fuorviante, fuori luogo e mi
rifiuto di pensare che dietro l'atteggiamento del governo, possano esserci
ragioni politiche.
Il governo e il parlamento siciliano sono custodi dello Statuto e persino
gelosi della propria autonomia. Il quadro istituzionale di riferimento tende a
limitare l'autonomia delle regioni e le relative specificità ed è normale che
in questa fase della storia le impugnative siano numerose. Come abbiamo
dimostrato non riguardano nè prevalentemente nè esclusivamente la Sicilia.
Per quanto riguarda l'impugnativa sui liberi consorzi – aggiunge Crocetta – e
le città metropolitane, abbiamo già discusso col governo e condiviso
soluzioni. E' ovvio che la legge è il frutto del lavoro complesso di mediazioni
necessarie d'aula, come avviene in tutti parlamenti, compreso quello
nazionale. Il governo doveva impugnare per non fare decadere il termine, la
Regione è pronta a una modifica concordata di tale legge e il governo ha
garantito che ritirerà l'impugnativa nel momento in cui la legge verrà
modificata. Tutto qui. Basta dunque – conclude il governatore – con le
speculazioni politiche attorno a questioni che attengono alla normale
dialettica costituzionale tra organismi differenti”.

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