Catania è attraversata dalla famosa Via Etnea citata anche da Sciascia nel libro “Il giorno della civetta”. La strada scorre con il suo andamento rettilineo nella città, la seconda per abitanti della Sicilia. E’ la via dello shopping, sulla quale affacciano le chiese, come la Collegiata e la Chiesa dei Minoriti ed i palazzi nobiliari. E’ la strada del passeggio, degli appuntamenti, degli incontri, amata dai catanesi e dai turisti. A tutte le ore del giorno e della notte, soprattutto nel fine settimana, pullula di gente. Questa via, resa pedonale, lunga circa tre km, pulsa di vita. Nel suo lungo percorso tocca e incrocia diversi punti e luoghi di interesse della città come Piazza Stesicoro, e l’Anfiteatro romano oppure il Villa Bellini tra i giardini pubblici più belli d’Europa. Se la si percorre verso l’alto la strada conduce all’uscita dalla città e verso il Monte Etna e il suo parco, inserito nel 2013 nella lista del patrimonio dell’umanità dall’Unesco, dal quale ha preso il nome. Sull’Etna è possibile recarsi prenotando gite individuali o collettive che vi porteranno fino a 2000 metri. Per arrivare fino ai 2500, massimo consentito, occorre prendere la funivia. In direzione opposta, a valle, la Via Etnea sfocia a Piazza dell’Università, scenografica piazza con i suoi bei palazzi e poi nella Piazza Duomo, chiusa da un lato dalla Porta Uzeda. Lì si trova anche la Fontana dell’Elefante che è posta al centro della Piazza del Municipio con il Palazzo degli Elefanti, sede del comune di Catania e la Cattedrale dedicata a Sant’Agata. Dal’altro lato della piazza sorge la Fontana dell’Amerano, fiume rappresentato da un giovane. “L’acqua a linzolu”, è anche chiamata la fontana, la cui acqua, che si riversa nel fiume sottostante, tracimando dalla vasca, produce un effetto tipo cascata che sembra un lenzuolo. Poco oltre la fontana si tiene, tutte le mattine, incluso il sabato, un caratteristico mercato del pesce “A Piscaria”. L’altro famoso mercato si trova dietro Piazza Stesicoro e vende frutta, verdura, carne, pesce e vestiario. Un tempo era chiamato “a fiera o luni” perché si teneva solo di lunedì.
Sempre in Piazza Duomo è possibile prendere il trenino per fare il giro della città che mostrerà al visitatore anche il Teatro Massimo “Vincenzo Bellini”, il Palazzo Biscari, testimonianza di barocco siciliano, la via dei Crociferi, il Teatro greco romano ma non il Castello Ursino che vale assolutamente la pena vedere!
La città conserva resti archeologici greci e romani, testimonianze medievali e numerosi edifici della rifondazione settecentesca.
Sempre da Piazza Duomo partono i bus scoperti per Aci Castello e Aci Trezza, con i faraglioni dei Ciclopi.
Verso ottobre è possibile trovare agli angoli delle strade i venditori di caldarroste mentre tutto l’anno sarà lì ad aspettarvi la famosa pasta alla Norma, tipico piatto della città etnea creato in omaggio della più celebre opera del compositore catanese Vincenzo Bellini.