17.2.2014 – PREVIDENZA. RENZI: “Sulle pensioni è stato già approvato dal Parlamento un contributo di solidarietà. La Corte Costituzionale poi è stata molto chiara: non si può intervenire in modo discriminante. Comunque le pensioni staranno al di fuori di questo taglio generale. Si punta all'allargamento e all'universalizzazione degli ammortizzatori sociali e in particolare dell'assegno di disoccupazione. Questa è l'ipotesi su cui stiamo lavorando al momento. Sul resto vedremo”. – IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=14003
.Tutte le più recenti vicende in tema di pensioni sono in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12436
ASSOCIAZIONE ITALIANA DEI COSTITUZIONALISTI (OSSERVATORIO 1/2014).
Il rinnovo del contributo di solidarietà sulle pensioni: una più che probabile violazione del giudicato costituzionale – di Stefano Maria Cicconetti (Professore Emerito di Diritto costituzionale – Università degli Studi Roma Tre). – IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=13943
.No al ricalcolo delle pensioni. Commento ad un articolo di Tito Boeri, Fabrizio Patriarca e Stefano Patriarca. -/di Giampaolo Galli – deputato Pd (già direttore generale Confindustria) / IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=13776
. PREVIDENZA – Sette argomentazioni per dire no al progetto Meloni sulle pensioni d’oro. – /di Giampaolo Galli, deputato Pd (già direttore generale Confindustria) / IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=13763
.PROPOSTA. Riconoscere un ristoro ai pensionati colpiti dall’obbligo di versare il “contributo di solidarietà”. In particolare – fermo restando il prelievo, nelle forme e nelle percentuali previste – sarebbe interessante considerare il contributo medesimo una forma di “prestito forzato”. Per questo motivo lo Stato, si impegnerebbe – con l’emissione di particolari titoli di stato – a restituire al titolare dei titoli le somme trattenute alla scadenza dei titoli stessi. /di Rino Impronta/ IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=13984
.Conferenza stampa al Circolo della Stampa di Milano – Una legge modello Usa denominata “Manette agli evasori’” è la richiesta dell’Unione nazionale pensionati per l’Italia (Unp@it). Franco Abruzzo: “Governo e Parlamento devono dare la caccia, non ai pensionati, ma agli evasori, ai big del sommerso e ai patrimoni delle 4 mafie: un mondo che vale 1000 (mille) miliardi di euro. Chiediamo, con il rispetto dei giudicati costituzionali, la perequazione piena per tutte le pensioni, la cancellazione degli assegni elargiti senza base contributiva ai boiardi di stato (da 21 a 91mila euro al mese), la tutela gratuita della salute degli anziani e un piano serio per il lavoro giovanile. I pensionati oggi formano un grande ammortizzatore sociale (del valore di 6 miliardi all’anno) per figli e nipoti disoccupati”. IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=13843
.9.1.2014 – PENSIONI. La mozione approvata l’8 gennaio della maggioranza politica (Pd, Scelta civica, Nuovo centro destra) impegna il Governo sostanzialmente a prelevare i fondi per gli esodati dai cosiddetti “assegni d’oro”, ma “nel rispetto dei principi indicati dalla Corte costituzionale, sempre in un'ottica di solidarietà interna al sistema pensionistico”. La mozione è contraddittoria. La sentenza 116/2013 della Consulta dice che “la solidarietà – come ha ricordato l’onorevole Giampaolo Galli (Pd) intervenuto nel dibattito – dev’essere a carico di tutti i redditi, quale che ne sia l’origine, pensione, rendite immobiliari, lavoro e così via. Quella sentenza indica la via maestra da seguire per sviluppare davvero la solidarietà a favore delle persone e dei gruppi sociali più deboli”. Vittoriosa la battaglia per il rispetto dei giudicati costituzionali condotta con forte determinazione dall’”Unione nazionale pensionati per l’Italia” (Unp@it). “Adesso si apre un nuovo fronte di impegno: la perequazione per tutti i pensionati”. /di Franco Abruzzo-presidente Unp@it /IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=13648
.8. 1. 2014. .PENSIONI COSIDDETTE D’ORO. Dibattito a Montecitorio: “La Camera impegna il Governo a monitorare gli effetti e l'efficacia delle misure introdotte con la legge di stabilità; a valutare, agli esiti di questo monitoraggio, l'adozione di interventi normativi che, nel rispetto dei principi indicati dalla Corte costituzionale, sempre in un'ottica di solidarietà interna al sistema pensionistico, siano tesi a realizzare una maggiore equità per ciò che concerne le cosiddette «pensioni d'oro» e correggano per queste ultime eventuali distorsioni e privilegi derivanti dall'applicazione dei sistemi di computo retributivo e contributivo nella determinazione del trattamento pensionistico”. Questo è il cuore dalla mozione approvata, con 310 voti, dalla maggioranza (Pd, Nuovo centro destra e Scelta civica) al termine del dibattito sulle cosiddette pensioni d'oro. La mozione appare prudente quando afferma: “Appare utile che il Governo proceda nell'esame della delicata materia, prestando comunque la massima attenzione alla giurisprudenza della Corte costituzionale”. FRANCO ABRUZZO: “La mozione approvata recupera il rispetto per le sentenze della Corte costituzionale come ho auspicato a nome dell’Unp@it. Gli enti previdenziali non hanno le ‘carte’ e non è possibile ricalcolare le vecchie pensioni retributive con il metodo contributivo afferma Stefano Fassina, ex viceministro all’Economia, mentre secondo Sel “non è vero che un sistema retributivo, come quello adottato fino al 1995, sia necessariamente più generoso del sistema contributivo”; anzi il contributivo “penalizza i poveri”. “In favore degli esodati è certamente opportuno ed equo destinare una parte delle risorse derivanti dall'applicazione di misure di solida rietà a carico dei percettori di importi pensionistici ingiustificatamente elevati”. Bocciate le mozioni di M5S, Sel, Fdi e Lega. Forza Italia si è astenuta. – IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=13643
.DALL’1 gennaio 2014 IN VIGORE IL NUOVO BLOCCO DELLA PEREQUAZIONE SULLE PENSIONI DI OLTRE 38.646 euro lordi l’anno e I NUOVI PESANTI TAGLI SULLE PENSIONI OLTRE 90.168 euro lordi l’anno. Magistrati in pensione e altre categoria stanno già predisponendo gli atti per presentare nuovi ricorsi sostenendo l’incostituzionalità dei commi 483 e 486 della legge 147/2013 perché non rispettano affatto i principi fissati dalla Consulta nelle sentenze n. 316 del 2010 e 116 del 2013. Michele Carugi: “Secondo i sistemi di calcolo del (defunto) sistema retributivo, la regola “dell’80 %”, derivante dal coefficiente 2 per ogni anno di anzianità valeva fino a redditi di 43.000 euro lordi annui. Oltre tale limite il coefficiente decresceva e da 80.000 euro in poi diventava 0,9. Il risultato era che le pensioni più alte, guarda caso proprio quelle c he ora si definiscono d’oro erano penalizzate e in molti casi (circa il 3%) davano rendimenti inferiori ai contributi per questo andrebbe fatta per tutte una verifica contributiva prima di toccarle, ma questo è proprio ciò che sindacati e populisti dei vari schieramenti non vogliono fare perché le pensioni da ritoccare dal punto di vista dei contributi sarebbero quelle medie e basse”. /di Pierluigi Roesler Franz/ IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=13594
.Corte costituzionale, sentenza 116/2013 (Presidente GALLO – Redattore TESAURO): illegittimi i prelievi del 5, 10 e 15% sulle pensioni (pubbliche e private) superiori a 90mila, 150mila e 200mila euro. Le norme dei Governi Berlusconi e Monti violano il principio dell’uguaglianza e della progressività del sistema tributario. La sentenza (pubblicata qui sotto) è un monito al Governo Letta. Le norme censurate giudicate “un intervento impositivo irragionevole e discriminatorio ai danni di una sola categoria di cittadini. L’intervento riguarda, infatti, i soli pensionati, senza garantire il rispetto dei principi fondamentali di uguaglianza a parità di reddito, attraverso una irragionevole limitazione della platea dei soggetti passivi, divenuta peraltro ancora più evidente, in conseguenza della dichiarazione di illegitt imità costituzionale dell’analogo prelievo ai danni dei dipendenti pubblici (sentenza n. 223 del 2012). Interessati 930 giornalisti professionisti pensionati INPGI. – In http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12224
. Nuova sentenza (304/2013). La Corte costituzionale ribadisce indirettamente i principi di incostituzionalità dei tagli delle pensioni attraverso la definizione del concetto di tributo (che, come tale, è universale). “La giurisprudenza di questa Corte ha costantemente precisato che gli elementi indefettibili della fattispecie tributaria sono tre: la disciplina legale deve essere diretta, in via prevalente, a procurare una (definitiva) decurtazione patrimoniale a carico del soggetto passivo; la decurtazione non deve integrare una modifica di un rapporto sinallagmatico (che produce obblighi, ndr); le risorse, connesse ad un presupposto economicamente rilevante e derivanti dalla suddetta decurtazione, debbono essere destinate a sovvenire pubbliche spese. Un tributo consiste in un «prelievo coattivo che è finalizzato al concorso alle pubbliche spese ed è posto a carico di un soggetto passivo in base ad uno specifico indice di capacità contributiva»; indice che deve esprimere l’idoneità di tale soggetto all’obbligazione tributaria”. TRADUZIONE: il prelievo previsto dalla legge di stabilità 2014 sulle pensioni superiori a 90mila euro ha natura tributaria per la sua destinazione a “pubbliche spese” e non può ricadere su una parte dei cittadini (i pensionati), mentre i cittadini lavoratori a parità di reddito ne sono esenti. Pubblichiamo la sentenza. – IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=13494
. Pubblichiamo il testo completo della sentenza con la quale la sezione Lavoro del Tribunale di Palermo ha rimesso alla Corte Costituzionale l'esame della questione di legittimità costituzionale delle norme volute dal Governo Monti nella parte in cui hanno decretato il blocco della perequazione automatica delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo Inps per il biennio 2012/2013. Le norme (fissate nel dl 201/2011) violano sei articoli (2,3,23,36,38 e 53) della Carta fondamentale. Franco Abruzzo: “Questa sentenza è un monito al Governo Letta/Alfano che sta per imboccare la via perdente del prelievo sulle pensioni già bocciato dalla Consulta con la sentenza 116/2013 e del diniego per tre anni della perequazione delle pensioni superiori ai 3mila euro lordi (1800 netti) al mese”. – IN zo.it/document.asp?DID=13203
.Milano – Nasce il Movimento “UNIONE NAZIONALE PENSIONATI PER L'ITALIA – UNP@it”. Presidente Franco ABRUZZO. – IN
.Cari amici, ho appena creato una nuova petizione e spero vorrete firmarla. La petizione si chiama: Appello al Parlamento e al Governo: lasciate stare i pensionati, hanno già dato in tasse e contributi. Clicca qui per saperne di più e per firmare:
http://www.avaaz.org/it/petition/Appello_al_Parlamento_e_al_Governo_lasciare_stare_i_pensionati_hanno_gia_dato_in_tasse_e_contributi/?launch Campagne come questa partono sempre in piccolo, ma crescono se persone come noi si attivano: ti prego di prenderti un momento per dare una mano firmando e spargendo subito la voce.Grazie mille, Franco Abruzzo – fabruzzo39@yahoo.it
Franco Abruzzo, presidente dell’Unione nazionale pensionati per l’Italia (UNP@it), è portavoce del MIL (Movimento Informazione e Libertà) nonché consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia (di cui è stato presidente dal 1989 al 2007) e dell’Associazione lombarda dei Giornalisti – (il “CHI E’” è in www.francoabruzzo.it all’indirizzo http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5).
(Franco Abruzzo, cell 3461454018, casa telef/fax 022484456, skype: fabruzzo39, mail: fra.abruzzo@live.com, fabruzzo39@hotmail.com)
Questo messaggio, che è una chiamata alle armi contro le minacce della politica alle pensioni dei cittadini italiani, è stato spedito a 73mila persone (deputati, senatori, giornalisti, avvocati, magistrati, ministri, sottosegretari, dirigenti dell’industria privata e pubblica, alti quadri della PA, Ufficiali delle FFAA). Serve il PASSAPAROLA!!!.