di Michele Bortone
Una data che nessuno mai dimentica la terrà alle 19.36 tremò
per interminabili 90 secondi, nono grado della scala mercalli.
Aiuto fratello qui ci manca di tutto la terra ha tremato la casa ha
distrutto. L’Irpinia e la Basilicata fu devastata, il dolore e la
paura mi è rimasta dentro, ricordo quella pagina del Mattino con la
scritta “fate presto”!
Il terremoto del 23 novembre 1980 ha sconvolto e cambiato il volto
della Campania, in Irpinia le cifre si commentano da sole: morti
2998, feriti 8245, i senzatetto 234,960. Sul terremoto dell’Irpinia si
è parlato, argomenti poveri e di poca credibilità e tanti altri
montati ad arte.
Se attraversiamo oggi l’Irpinia del Cratere, troviamo ancora le tracce
e ferite di quella terribile Domenica. Mi guardo dentro, la paura,
l’ansia mi assale nel ricordare quelle notizie non stop alla Tv. Cerco
di gestire il dolore, l’emozione e lo sfogo dell’anima è il pianto. Si
dice che tutto passa, il tempo e fa dimenticare, sono trascorsi
trenta due anni, ma sembrano soltanto trentadue giorni.
Tutto si commenta da solo, il verde è sempre più verde di una Irpinia
sempre più bella.
Ventitre novembre 1980
Quel tragico venti tre novembre
correndo e scherzando per le strade,
una bella giornata di festa
avvolta dentro un tiepido sole.
Pensavo fra un mese è Natale
e quanti ricordi di amici e miei cari lontani,
vola il mio pensiero tra loro
rincorrendosi con la luce, il mio cuore palpita e mi dice,
questo giorno non finisce mai.
Vai speranza corri anche tu tra loro
non chiudere mai il tramonto,
e non fermarti a guardare,
fai che la notte non insegua più il giorno
e fermi il vento che mi porta il pianto,
e le grida di aiuto di quella povera gente
N.E. nella foto il campanile della Chiesa di Calabritto nella Alta Valle del Sele (foto Gonnella)