Risulta assolutamente ingiustificata e fuorviante la motivazione rappresentata dal Presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura De Tilla, nel Comunicato Stampa dell’OUA dell’8.5.2012 circa lo sciopero bianco

Risulta assolutamente ingiustificata e fuorviante la motivazione rappresentata dal Presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura De Tilla, nel Comunicato Stampa dell’OUA dell’8.5.2012 circa lo sciopero bianco: essa è estranea al deliberato dell’OUA del 20 e 21 aprile (concernente la riforma della professione, la geografia giudiziaria e l’abolizione della mediaconciliazione) nella parte in cui il Presidente fonda la protesta sulla crisi economica e contro il grave aumento della pressione fiscale sugli avvocati. Si tratta di una iniziativa che non ha alcuna corrispondenza con i presupposti dell’azione di protesta deliberata dall’organo politico dell’avvocatura.

“In questo momento storico, proclamare uno sciopero bianco motivandolo principalmente contro l’aumento della pressione fiscale per gli avvocati è un grave errore” dichiara l’avv. Massimiliano Cesali, Presidente del Movimento Forense, “E’ inutile, impopolare e contribuisce alla fuorviante costruzione dell’immagine di casta che tanti detrattori stanno ingiustamente attribuendo alla nostra categoria. Quello della pressione fiscale è un problema di tutti, non solo degli avvocati ed è ben diverso dalla situazione di tracollo in cui si trova la Giustizia. Assumere come presupposto della protesta l’aumento della pressione fiscale sugli avvocati oltre a non trovare corrispondenza a quanto deliberato dall’OUA, svilisce i reali e condivisi motivi della protesta dell’avvocatura.”

Inoltre, pur concordando con i motivi della protesta deliberata dall'OUA (riforma della professione, geografia giudiziaria e abolizione della mediaconciliazione obbligatoria), tra i quali, si ribadisce, non compare l’aumento della pressione fiscale, il Movimento Forense ritiene indispensabile, prima di attuare una qualsiasi forma di protesta, comunicare in modo capillare ai cittadini ed agli avvocati (che ne subiscono le conseguenze) i veri motivi del mal funzionamento della Giustizia.

Non vi è stata adeguata comunicazione, non tutti i Consigli dell’Ordine hanno preso una posizione unitaria e tempestiva, taluni anche in modo opportunista; alcuni Ordini non hanno avuto neppure il coraggio di dare il doveroso indirizzo politico coinvolgendo solo tardivamente gli iscritti.

L’atteggiamento delle Istituzioni dell’avvocatura determina, purtroppo, una ulteriore spaccatura in seno ad una categoria affetta da personalismi ed in cronica carenza di rappresentanza e rappresentatività.

Per i suesposti motivi, il Direttivo del Movimento Forense ha deciso di non aderire allo “sciopero bianco” proclamato dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA).

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