FINITA L’ERA BERLUSCONIANA?

In politica, almeno da noi, ogni previsione, anche la più sensata e motivata, può essere stravolta senza eccessivi problemi. Tant’è che la ventilata crisi dell’Esecutivo non ci aveva impressionato più di tanto. Ora la situazione si complica e ci sembra opportuno esprimere alcune nostre riflessioni a riguardo. Intanto, ipotizzare un Berlusconi 2 non avrebbe, poi, un gran senso pratico. La coalizione di Centro/Destra non esiste più ed anche i liberisti sono stati costretti, gioco forza, a segnare il passo. La situazione economica langue ed i politici non intendono modificare alcune posizioni di netta rottura. La riforma del nostro sistema elettorale è stata ulteriormente rimandata. Le grosse innovazioni promesse dal Cavaliere al Popolo italiano non andranno, per il momento, in porto. Le colpe all’interno del PdL ci sono; ma n’esistono anche al di fuori. Insomma, i tempi del bipolarismo, che non abbiamo mai visto di buon occhio, sembrano destinati a finire. La Seconda Repubblica ha ancora bisogno, salvo improbabili ripensamenti, dei meccanismi politici della Prima. I fatti personali interferiscono con quelli pubblici e l’opposizione gongola per gli errori di chi è convinto di non averne fatti. Da noi, purtroppo, l’andazzo è questo. La stabilità di governo, vera pecca del sistema politico nazionale, non consente ottimistiche previsioni né alternative di largo respiro. O il Pdl+Lega ottiene la fiducia del Parlamento, o la crisi politica appare inevitabile. Solo poi, se del caso, si andranno a valutare le responsabilità personali. Del resto anche se il Presidente del Consiglio dei Ministri avesse più ampi poteri, la situazione continuerebbe a restare di stallo. Così, alle porte dell’autunno, con una Legge Finanziaria ancora tutta da focalizzare, fare delle previsioni, proprio per la nostra lunga esperienza maturata sul campo, appaiono inutili. Al punto in cui siamo, nessuno, se non i diretti interessati, potrebbe modificare le decisioni che non sono più solo “in pectore”. Di là dalle apparenze, oltre alla presumibile crisi di Governo, resta un Paese frastornato che non riesce ad uscire da una crisi economica che si è fatta perniciosa. Ora anche il Liberismo ha rivelato “nemici” all’interno della coalizione che lo ha fatto vincere con gran maggioranza di preferenze elettorali. Adesso Destra e Sinistra intendono ridare forza alla compagine di Centro. L’ago della bilancia potrebbe tornare alla ribalta; forse con le stesse prerogative di fine secolo scorso. Nell’attesa degli eventi, la macchina dello Stato ha rallentato il suo corso ed è in preoccupante fibrillazione. Negarlo sarebbe impossibile. Così, nell’incertezza della realtà nazionale, mantenendo la nostra coerenza d’osservatori, continueremo a non alimentare le speranze per una realtà migliore che ci sembra troppo lontana dai problemi che hanno investito la Penisola.

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