di John Curtice
La sorpresa della campagna elettorale è il liberaldemocratico Nick Clegg. Lo scrive John Curtice su “The Indipendent”, secondo il quale Clegg è in rimonta nei sondaggi ed è popolare tra gli elettori, ed ha ridisegnato il panorama politico britannico.
Almeno per il momento, dal punto di vista politico, la Gran Bretagna si trova in un territorio sconosciuto. Mai prima d’ora i tre principali partiti del paese- liberaldemocratici, laburisti e conservatori – si erano trovati così vicini nei sondaggi durante una campagna elettorale. L’esito del voto del 6 maggio, che fino alla scorsa settimana sembrava saldamente in mano ai tory,è di nuovo incerto. Le cose hanno cominciato a prendere una piega insolita già prima del dibattito televisivo del 15 aprile tra i tre candidati premier (il conservatore David Cameron, il liberaldemocratico Nick Ckegg e il laburista Gordon Brown), con la crescita dei libdem e l’assottigliarsi del vantaggio conservatore sui laburisti. Dopo l’ottima performance televisiva di Clegg, il suo partito ha raggiunto nei sondaggi i tory e i laburisti: un dato rivoluzionario per il panorama politico britannico. A questo punto l’ipotesi di un hung parliament, un parlamento senza maggioranza, è più che probabile.
Queste novità sono di buon auspicio anche per i laburisti: se pure arrivassero terzi nel computo generale dei voti, potrebbero comunque guadagnare più seggi dei partiti rivali. Il sistema elettorale in vigore, infatti, favorirà il partito di Brown, che ha elettori concentrati in alcune circoscrizioni, e danneggerà il liberaldemocrtici, sparsi in tutto il territorio nazionale. I conservatori invece, per vincere dovranno ottenere un risultato straordinario nei collegi incerti, i cosiddetti key marginals: il sottile vantaggio di cui dispongono non è infatti sufficiente a garantirgli la maggioranza al parlamento.
Dietro al successo dei liberaldemocratici ci sono due ragioni. Prima di tutto il partito è riuscito a non perdere l’appoggio di quelli che lo avevano votato alle ultime elezioni. In secondo luogo, Clegg ha conquistato gli indecisi. Gran parte di loro sembrava intenzionata a votare tory, ma dopo il dibattito TV le preferenze si sono indirizzate verso Clegg. Tra questi elettori ci sono molti ex laburisti delusi, che avrebbero potuto votare per Cameron e che invece, scoperta un’alternativa più vicina alle loro posizioni, sceglieranno Clegg.
Per riconquistare il loro appoggio, più che agitare lo spettro dell’hung parliament, i conservatori farebbero bene a criticare alcuni punti del programma liberaldemocratico poco popolari tra i britannici: per esempio la proposta di regolarizzare tutti gli immigrati.
Anche il Labour ha i suoi grattacapi. Il partito di Clegg va trattato come un potenziale alleato nella battaglia contro i conservatori? O va attaccato perché rischia di sottrarre ai laburisti decine di seggi? Rispondere è difficile: in uno scenario politico sconosciuto, come quello attuale, non ci sono precedenti a cui rifarsi.http://www.radicali.it/newsletter/view.php?id=156458&numero=13592&title=DOWNLOAD