Sicurezza: gioco cinico di governo

di Leoluca Orlando

La sicurezza è diritto fondamentale di ogni essere umano, e tocca allo stato, come suo compito fondamentale, garantirla. Non può dunque essere dato in “appalto”, tramite norme maldestre e ambigue.

Privare le forze dell’ordine di mezzi uomini e strutture e istituire ronde dei cittadini significa affidare ad altri questa funzione essenziale dello stato, col rischio di trovarci di fronte ad un inaccettabile controllo del territorio da parte di cittadini appartenenti ad un colore politico e magari “graditi” in alcune regioni del nostro paese alla criminalità organizzata.

Temo infatti che mafiosi, camorristi ed esponenti della ‘ndrangheta tenteranno sicuramente di influenzare le formazione di ronde amiche, facendo magari ricorso ad amici e parenti con la fedina penale in ordine.

In secondo luogo, il pacchetto sicurezza non può essere utilizzato dal governo per alimentare nei fatti un clima di intolleranza e di lesione di diritti fondamentali. Il reato di immigrazione clandestina rischia infatti di affidare il diritto alla salute degli immigrati (e indirettamente anche la salute dei cittadini italiani) a medici stregoni, piuttosto invece che a medici-medici del servizio sanitario nazionale.

Infine, la deportazione con la forza di immigrati, senza alcun rispetto di regole poste a presidio della prevista espulsione in conformità alle leggi del nostro stato e alla normativa internazionale, di fatto affida in appalto alle autorità libiche un compito che dovrebbe essere proprio dello stato italiano e ciò anche con riferimento a carrette del mare (non necessariamente provenienti dalla Libia), che trasportano disperati (non solo di nazionalità libica).

Il diritto alla sicurezza non può essere trasformato in un gioco cinico che mortifica i diritti di essere umani colpevoli solo di vivere in paesi dove esiste fame, miseria e persecuzione politica.

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