Bologna: gli ospiti del Paladozza

Pubblichiamo il testo delle interviste, rilasciate sabato 6 dicembre al Paladozza di Bologna, all'On.Silvana Mura, ad Antonio Ingroia, procuratore Antimafia Palermo, e a Giuseppe Maniaci, direttore di “Tele Jato”.

D.Martinelli: Onorevole Silvana Mura a Bologna per questa giornata con Antonio Di Pietro, c'è un teatro che si sta riempendo di persone, mi risulta che lei è l'organizzatrice di questo evento.
S.Mura: Si spetta a me l'organizzazione nel momento in cui sono segretaria regionale in questa regione, tuttavia in questa giornata di affermazione della legalità, non c'è soltanto il leader dell'Idv Antonio Di Pietro ma anche numerosi ospiti, da Pino Maniaci, Antonio Ingroia, Aldo Pecora, Marco Travaglio, Peter Gomez, Oliviero Beha, Moni Ovadia, Shel Shapiro, tutte persone che per la loro storia di vita, o per le loro lotte contro la mafia, sono qui a testimoniare il bisogno in questo Paese di legalità.

D.Martinelli: Bologna come risponde?
S.Mura: Bologna vedo che risponde bene, anche se la manifestazione di oggi è a carattere regionale, riempire il Paladozza è stato davvero confortante ed esaltante.

D.Martinelli: Dott. Ingroia qui a Bologna per questa serata in questo teatro. Qual è stato il tema che ha toccato durante il suo intervento?
A.Ingroia: Di una mafia che non è soltanto un problema meridionale criminale, ma nazionale perché è diventata da semplice criminalità di intimidazione e di omicidi a criminalità finanziaria, con forti radicamenti in Italia e anche fuori, e quindi la necessità di un im,pegno globale contro la mafia.

D.Martinelli: Come si stanno comportando i giornali e l'informazione in questi giorni, rispetto a quello che sta accadendo fra le procure di Catanzaro e Salerno, secondo lei?
A.Ingroia: Si rischia di frastornare l'opinione pubblica non dando l'informazione corretta e facendo sembrare che il problema è una magistratura come se i magistrati fossero tutti uguali, una magistratura di qua e una politica di là. Così non è, la situazione &e grave; più complessa l'intervento immediato del Csm dimostra che il sistema funziona, ciò che occorre è dare ai cittadini una giustizia rapida altrimenti rimangono in questa situazione di frastornamento mediatico.

D.Martinelli: A suo avviso la separazione delle carriere fra giudici e pm è un bene o un male?
A.Ingroia: Io credo che, per quanto ho sentito prima, ciò che occorre è la riforma della giustizia, in realtà la riforma che si andrà a fare è quella della magistratura, ma è la giustizia che va riformata la giustizia per essere più rapida e più efficiente. E' questo di cui hanno bisogno i cittadini.

D.Martinelli: Pino Maniaci a Bologna in questa giornata, sul palco per il suo intervento, lei è editore di un'emittente locale vicino a Palermo ed è stato spesso oggetto di intimidazioni e di vicende poco piacevoli, come si vive nella sua realtà pa rlando di notizie scomode?
P.Maniaci: Si vive male perché poi si subisce le conseguenze di ciò che sono le notizie. Un esempio pratico? Noi siamo abituati a fare i nomi e cognomi delle famiglie mafiose del nostro territorio, sia di quelle che sono in galera che di quelle in libertà, poi scendi al bar incontri un loro esponenti e ti senti dire: “Ti sei divertito? Ma non potresti metterti un tappo in bocca e uno in culo?” E' questo il rischio di fare un'informazione scomoda. Avere una macchina bruciata, le gomme tagliate, si deve decidere semplicemente se continuare a informare o meno. Noi abbiamo deciso di continuare.

D.Martinelli: Le persone non mafiose che la incontrano per strada cosa le dicono?
P.Maniaci: Ci dicono di andare avanti, stiamo cercando di cambiare la nostra realtà e ci stiamo riuscendo egregiamente perché sta cambiando la mentalità. Le persone cominciano a denunciare e questo ci fa piacere.

D.Martinelli: Lei organizza trasmissioni con politici? Come si comportano le istituzioni e la politica locale nei suoi confronti?
P.Maniaci: Con la politica sia di destra che di sinistra non andiamo molto d'accordo perché noi facciamo i nomi anche dei politici collusi con la mafia. Però si comportano bene , nel senso che lo hanno capito. Stiamo cercando di cambiare la mentalità anche prendendo le distanze da questi pezzi di merda.

D.Martinelli: Ci sono nomi nuovi che farà nei suoi notiziari? Ci può dare qualche anteprima?
P.Maniaci: Diciamo che stiamo assistendo all'election day, si gioca sul nostro scacchiere l'elezione del mafioso che prenderà il posto di Pino Provenzano. Noi abbiamo nel trapanese Matteo Messina Denaro, Matteo Raccuglia nel parlamitano, ma molto probabilmente vincerà queste elezioni Giuseppe Salvatore Riina, figlio del boss Totò Riina che sovrasta tutti.

D.Martinelli: Lei pensa di aver vinto la sua battaglia?
P.Maniaci: Penso che per vincere la mia battaglia sarà opportuno sconfiggere la mafia, e questo obiettivo, per ora, è ancora molto lontano.

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