Roma è una città ad avanzato stato di degrado.
Un degrado prima di tutto morale poi, come ovvia conseguenza, urbano e sociale.
Questo al netto della fisiologica difficoltà in cui si dibattono tutte le grandi metropoli.
Il degrado della Capitale è solo uno degli aspetti del più generale degrado in cui hanno cacciato l’Italia.
Siamo reduci da anni in cui la contrapposizione politica è stata solo odio nei confronti dell’avversario, piazze di protestatori non per qualcosa, ma contro qualcuno, artificiose e bugiarde analisi sul declino italiano, imbecilli che inneggiano a Nassyria, delinquenti di tutte le risme che girano per strada, Ministri che vanno allo stadio con l’auto blu (c’è anche l’aereo blu; altri, invece, non girano, ma si regalano la casa).
E ancora: terroristi che siedono in Parlamento, in televisione o all’università, parlamentari che insultano le vittime del terrorismo, ubriachi e drogati al volante, arrestati per essere rilasciati immediatamente.
Insomma un campionario di nefandezze che induce a credere che tutto è consentito, tutto è lecito.
La sciatteria, il menefreghismo, l’ignoranza diventano valori, inevitabilmente la stagione dominante diventa quella dei soli diritti senza doveri.
E’ ovvio, a questo punto, che il confine tra malessere personale e collettivo scompare, così la città diventa la discarica delle angosce.
A maggior ragione quando non è governata.
Notti bianche, festival del cinema, dedica di via e piazze, istallazione (d’obbligo la perplessità) di telecamere anti-prostituzione: questa è la maggior attività dell’attuale sindaco di Roma, per non parlare del governatore del Lazio e dello stato della sanità regionale.
Giorni fa ho assistito, cercando di dare un contributo fattivo ad un incidente che si è verificato in un cinema romano, una donna, incinta di parecchi mesi, per un malore sviene. Così comincia l’affannosa ricerca di un’ambulanza: i numeri regionali delle emergenze non rispondono, l’ambulanza non arriva, a quel punto, il compagno della donna, con l’aiuto di altri spettatori la porta fuori, mi offro di accompagnarli al pronto soccorso avendo una macchina capiente e parcheggiata a breve distanza dal cinema, ma non riesco a raggiungerlo poiché le vie adiacenti sono ostruite da macchine parcheggiate in seconda e terza fila. Alla fine, non ci sono state complicazioni gravi, per pura fortuna, ma rimane la sensazione di grande sconforto per l’esserci ormai del tutto assuefatti al pressappochismo ed alla inefficienza anche dei servizi più basilari, quali i servizi di emergenza, del traffico, dei controlli e delle regole di sicurezza per gli esercizi pubblici.
Mia madre è impegnata da giorni in una serrata contesa con il comune che non ritira l’immondizia, il risultato è che la strada dove abita, la Cassia, si è trasformata in un vicolo fetente e insalubre.
Vogliamo parlare di finti disabili agli angoli delle strade? O, meglio ancora, di finti disabili con auto (naturalmente di gran lusso) con permesso d’accesso al centro storico?
Ai Parioli, quartiere chic per antonomasia (in recenti elezioni ha vinto la Melandri), è in corso una guerra contro i topi. Sul tavolo del Sindaco e della magistratura sono piovuti esposti vari, ma, al momento, non c’è traccia d’intervento (non dispero: in zona abitano un sacco d'amicucci della parrocchietta del primo cittadino). Potete, di conseguenza, immaginare come siano ridotte le periferie.Il Sindaco, Walter il buono, sembra, però, più attratto dagli angosciosi problemi africani (naturalmente dopo il CdA della Rai), che non dalla soluzione dei problemi.
Il biondo Tevere non se la cava meglio, i suoi argini sono diventate slum e favelas abitate da un’umanità disperata e da un buon numero di delinquenti.
Anche in questo caso, non si vede nessun impegno concreto per un intervento di bonifica.
Adesso basta!Roma non può accettare il degrado cui l’hanno condannata.
Veltroni vuole fare il leader di un partito democratico: auguri!
Alla mia città chi ci pensa?