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La vergogna nel cuore dell’Europa

La vergogna nel cuore dell’Europa

Di Fabio Sortino

Al confine tra Polonia e Bielorussia, nel cuore dell’Europa, migliaia di migranti provenienti dal Medio Oriente stanno morendo di fame e freddo. Il regime tirannico del Presidente della Bielorussia Lukashenko spinge i migranti verso il confine della Polonia da dove vengono respinti con muri, filospinati e idranti. Un bambino di un anno è morto di freddo. Tutto questo nell’indifferenza, al di là di dichiarazioni di principio, dell’Unione Europea. È una vergogna che nella civile Europa si stia consumando un dramma umanitario di enorme portata. Si sta dando pieno spazio al cinismo di Bielorussia e Polonia, si stanno costruendo muri laddove si dovrebbero fare ponti umanitari e si sta permettendo a regimi tirannici, sotto l’apparenza della, di compiere atti di gravissima disumanità. democrazia L’Unione Europea, al di là delle chiacchiere, è incapace di  intervenire così come nel Mediterraneo. La ricca e potente Unione Europea ha mandato 700000 euro per cibo e coperte per 4000 profughi fomentati dalla Bielorussia ad ammassarsi al confine con la Polonia che, nonostante sia un paese dell’UE, si sta comportando in maniera crudele. Qui si va oltre l’indifferenza. Qui siamo alla cattiveria vera e propria. Non si può lasciare morire di freddo un bambino di un anno, non si possono bastonare i poveri derelitti al confine, spruzzandoli con l’idrante, non si può punire chi aiuta i migranti. Eppure la solidarietà e l’umanità esistono ancora. Ci sono le cosiddette luci verdi che indicano ai rifugiati le case di persone disposte ad aiutare con cibo e vestiario. Ma intanto nel 2021 la bestia umana continua ad agire imperterrita sotto lo sguardo indifferente e cinico dei potenti. Facendo le debite proporzioni, sembra di assistere ad una altra Shoah. Stessa crudeltà, stessa indifferenza del mondo. Come nel Mediterraneo si muore in mare, anche se il comportamento dell’Italia e ben più umanitario anche allEst’Europa si specula sulla vita e la morte della povera gente, nell’indifferenza dell’Europa e del mondo intero. La ricca e opulenta Europa non può voltarsi dall’altra parte o discutere con dittatori feroci come Lukashenko. Deve intervenire con sanzioni, deve interessarsi l’Onu, la Nato. La situazione è veramente drammatica. Invece vige l’indifferenza generale. Si deve interessare l’opinione pubblica. Non si può tollerare una strage nel cuore dell’Europa. L’Unione Europea non può tollerare i respingimenti violenti, tra i biechi affari di dittatori tollerati. Il Papa sta viaggiando nella direzione dei poveri degli, emarginati. Tutti noi dobbiamo farlo, dobbiamo rispettare la dignità umana. Ci sono lodevoli eccezioni, come l’Italia, la Grecia, la Giordania, in contrapposizione a chi specula sulla povertà e la disperazione. Le Istituzioni restano fredde, restano indifferenti ma anche i cittadini devono costruire sentieri di pace, aprirsi al dono di Dio, questi migranti, non massacrarli. Recentemente si è svolta la giornata dei poveri che sono nel cuore del Vangelo. I migranti sono nostri fratelli che cercano una vita migliore, lontano dalla disperazione, dalla povertà, dalla fame. Ci salverà solo la fede. Ma la realtà è diversa. È fatta di muri, di bastonate, di idranti, di speculazione sulla pelle dei diseredati del mondo. È ora che i potenti ridestino le loro coscienze. Che ognuno di noi non guardi solo al proprio tornaconto, che non si lasci alle sole ONG il salvataggio dei migranti. È ora che le Istituzioni si impegnino seriamente e fattivamente ad evitare queste tragedie, tanto più nel cuore della cosiddetta civile Europa. Dobbiamo evitare che la parte ricca del mondo speculi o sia indifferente ai poveri o peggio fornisca armi e denaro ai feroci dittatori che affamano e privano delle sacrosante libertà i paesi poveri. Non bisogna da una parte compiere missioni di pace e dall’altra fornire armi e fomentare guerre. Non si può permettere, ripeto che un bimbo di un anno muoia di freddo nel cuore dell’Europa. Era già successo qualche anno fa fa con il povero Eilan, raccolto in mare morto davanti allo stupore del mondo. Non dovrebbe succedere più. Ma purtroppo assistiamo solo a dichiarazioni d’intenti e a sterili trattative.

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