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ADDIO A ETTORE TOSCANO 

Taranto. Un altro amico attore e poeta della nostra città, in questo afoso mese di Agosto 2020, dà un addio alla sua città ed a tutti gli amici. Io voglio ricordarlo riproponendo un articolo della cartella INCONTRO CON LA POESIA di un Venerdì Culturale proposto a Presenza Lucana dal titolo “Ettore Toscano: attore e poeta”. La scheda è molto seguita dai soci e dai tanti amici che, nell’arco degli anni, hanno apprezzato, la scelta delle liriche, le esibizioni degli attori, la presentazione, l’organizzazione, con la quale, l’Associazione ha curato i vari appuntamenti. In una città medio Mi auguro di r grande, come la nostra, capita che amici, compagni di scuola, di lavoro, di comitiva non s’incontrino per molto tempo. Ettore Toscano fa parte di quella schiera di miei compagni di viaggio, che la casualità ha allontanato ed avvicinato, poi.

L’attività d’attore professionista di Ettore Toscano ha inizio nel 1965, dopo il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma; in seguito, oltre ad aver preso parte a numerosi lavori teatrali, in tutta l’Italia, ha curato, molto, la poesia del Novecento europeo, non trascurando, mai, di studiare e mettere in scena autori, a noi molto familiari, quali: Raffaele Carrieri, Vittorio Bodini, il classico Leonida ed il commediografo Giulio Viola. Di tanto in tanto seguivo, con interesse, i titoli delle commedie, in cui Ettore era protagonista con le compagnie teatrali di bravissimi registi, quali Orazio Costa – Luca Ronconi – Giancarlo Sbragia – ed altri ancora. Ad onor del vero, come capita molte volte nella vita, il nostro nuovo incontro è stato casuale. In una piccola fiera, svoltasi a Nord di Taranto, ho trovato un testo di poesie di Ettore Toscano, dal titolo “Di qua dai vetri che fremono” L’ho acquistato e subito ho iniziato a leggere le liriche; poi sono passato alla fase, che io chiamo, d’esplorazione cercando nei versi qualcosa che mi potesse ricondurre ad un passato comune. Ed eccolo quel verso che compare come per incanto ed è un suono di pianoforte che plana familiarmente nella memoria. La curiosità di sapere e tornare indietro nel tempo diventa impellente e mi ritrovo, immerso nella lettura dei versi, a Metaponto dove “con il sole alto, …. grigi lucertoloni uscivano dalle crepe dei tufi…e… sacrificavano, le gloriose teste, alle mire dei fanciulli”; ed ancora lì dove “delira la cicala nell’ombra fitta di pini” e dove “sull’ulivo quieta, l’alba si leva”.

Conoscevo Ettore Toscano, come un amico la cui immagine era lontana nel tempo, ma ora con i suoi versi ritrovavo qualcosa di più. Negli ultimi tempi, ci siamo incontrati e telefonati, con frequenza, ed il compagno di viaggio, tramite la giovanile conoscenza e, ora, la comune passione per la poesia, è diventato un caro amico. A differenza di molti altri attori, il suo teatro è incentrato, molto, sulla parola. L’autore, con la sua poesia, scava nell’interiorità e descrive gli stati d’animo, i sentimenti della giovinezza, “le dissonanti voci” dei mestieranti “mani impastate degli assonnati ed esausti panettieri”, le figure ed i colori “nel celeste fervido del mattino”, che si animano nel Rione Tamburi, ove fa le prime scoperte della vita e da dove “le barchette di carta, con le infantili avventure a bordo, salpano con la pioggia”. Il verso di Toscano è molto studiato: pare che egli sia sempre alla ricerca della parola, da collocare al punto giusto, per descrivere luoghi e personaggi, in particolare nella silloge “Tamburi”, che si fondono alla sua vicenda personale, in un intreccio di grande umanità. Da questo momento mi auguro di poter riprendere il nostro percorso, anche se da luoghi diversi, per continuare a passeggiare, nel tempo, per leggere e proporre sue liriche, come SEI DIFFUSO FRUSCIO. “Sei diffuso fruscio /  di avvolgente seta;/ lambente brulichio / di liquidi istanti; / l’imberbe poeta / fluttuante nel tuo brillio, / di luce riflessa  / dal basso fondale / inoltre bagni; /  l’ovattata sonorità / tua, mare, in balia / avendolo, i suoi / inondati sensi / acquieta”.

Poesia apparsa il 26 su facebook poetico.

Il professor Alberto Altamura, noto saggista e critico letterario, che ha scritto le prefazioni di due libri pubblicati da Ettore, “ECHI D’UN IDEALE FRASTUONO” e “TAMBURI”, ha presentato l’uomo-poeta Ettore Toscano con quel giusto rapporto critico verso un suo caro amico.

“Toscano ha sempre avuto due passioni, coltivate entrambe con rigore e scrupolo: il teatro e la poesia” (Alberto Altamura).

La lettura delle liriche, curata dallo stesso autore, è stata affidata a Adriano Calzolaro, Daniela Colapinto e Roberta Fiordiponti.

Dell’amico Ettore restano, così come di altri autori, nei trent’anni di attività di Presenza Lucana, ricordi curati con amore e  restituiti in queste paginette, con quell’affetto importante per dare seguito al valore della parola cultura.

L’anima dell’amico Ettore sia sempre associata da una preghiera  di tutti gli amici e cittadini in ricordo di un volto, di una voce che guiderà sempre i nostri passi. Ciao Ettore un saluto da tutti i soci di Presenza Lucana e da me, tuo amico Michele.

Nelle foto. Lo scomparso attore Enzo Toscano; il logo Associazione “Presenza Lucana”.

Michele Santoro

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