PASSARE AL VAGLIO

Operazione da sempre difficile passare al vaglio l’istintualità del pensiero, di azioni anche, e le conseguenze vanno in un imprevisto che può divenire ingestibile, provocare danni.

Nel nostro tempo, caratterizzato da una comunicazione sempre più celere e a tutti aperta, diventa ancor più difficile quel vaglio, pertanto l’agguerrito esercito delle opposte opinioni istintive in ogni settore si scontra rumorosamente, provoca ferite, non sono fisiche ma non per questo meno dolorose.

Dolore perlopiù di durata non lunga nel veloce scorrere degli eventi, anche di quelli che maggiormente incidono e possono produrre, soprattutto nei fragili, segni: si lascia subito spazio ad altro, pur esso costretto alla legge della liquidità che oggi impera.

 Nei giorni scorsi porta semichiusa al Covid 19, pandemia ancora non sconfitta, finestra aperta alla liberazione dal lungo sequestro di una giovane milanese, di cui tutto possiamo immaginare ma della quale ben poco sappiamo, del suo vissuto di mesi e mesi, quale possa essere corrispondente al vero.

Congetture sulla immagine apparsa così diversa dalle aspettative, su certe affermazioni, sui milioni di euro in dono perché potesse far ritorno alla sua terra (la considera ancora tale?) e ai suoi Cari, da cui anni fa si allontanò seguendo un progetto non sappiamo quanto voluto per altruismo.

Avventurosa la giovinezza, non vede le tante possibilità di porre in atto il proprio impegno nel campo vicino, non è quello il più valido all’immagine, da questa nostra società collocata su un piedistallo altissimo, da cui però più facilmente cade. Annullata ha pure questa società la formazione che dà struttura non vacillante, viene come frutto di un pensiero solido, proprio quello che da troppo tempo ormai la civiltà occidentale ha messo da parte poggiandosi sulla fragilità.

Ma l’individuo fragile, se in balia della bufera, tutto accoglie senza vaglio, foss’anche molto distante dalla civiltà di origine o ad essa opposto, purché sia piglio cui aggrapparsi, così viene la catena abbracciata a salvezza, ha un suo fascino la catena pur se libertà annulla, idest quel possesso cui il soggetto non dovrebbe rinunciare mai, perché è solo la libertà a dargli consistenza.

Basilare il raffronto: anche oggi dall’inconsistenza si salva chi riesce a operare un raffronto tra ciò che non è mai stato davvero oggetto di sua conoscenza, del quale pertanto non viene percepito il valore, e quanto ha nella bufera abbracciato a sistema di vita.

                           Antonietta Benagiano

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