CORONAVIRUS: TORNIAMO AGLI INTELLETTUALI

“Un punto chiarire è se la malattia determini il delitto, o il delitto stesso, per virtù propria, non sia sempre accompagnato da qualche fenomeno morboso” (Fyodor Dostoevsky)

 

“Se proprio devo credere in qualcosa che non si vede, allora preferisco comunque credere ai miracoli che ai bacilli.” (Karl Kraus)

 

“La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza.” (George Orwell)

 

“La paura della sessualità è il nuovo registro dell’universo di paura, sponsorizzato dalla malattia, in cui ognuno vive.” (Susan Sontag)

 

“Il terrore di venir contagiati, ma non quello di trasmettere il proprio contagio, cancella ogni nostra umanità: ci stiamo difendendo da che o da chi? Da abbracci, baci, strette di mano, amori, amici? Da noi stessi e dagli atri-da-noi? Assordanti distanze, solitudini e silenzi: riserva “indiana” per tutti /e coloro che non ragionano con la pancia.” (Nicla Vassallo)

 

“La carestia, la peste e la guerra sono i tre ingredienti più famosi di questo mondo.” (Voltaire)

 

“L’incomprensibilità esercita un grosso potere su di noi quando siamo malati, più legittimamente forse di quanto gli eretti vogliano consentire.” (Virginia Woolf)

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