Dal coronavirus al voto elettronico, alla rinascita!

“Il virus è una grande catastrofe: ha distrutto tanto: moltissimi morti e danni impressionanti, con coraggio e caparbietà riprenderemo quanto perso! E’ indispensabile  ricostruire meglio!”

Da anni, scrive Abbati,Presidente dell’AITEF, all’ avv. Luciana Lamorgese Ministro  dell’Interno, “sosteniamo l’esigenza di modificare leggi e comportamenti che discriminano ancor più gli Italiani all’estero!

Partirei, velocemente, dalla Costituzione da attuare: il diritto di associarsi,  determinare le scelte e votare con oculatezza.

I Cittadini devono, con i fondi dallo Stato, associarsi e concorrere alla redazione delle leggi, partecipare e dare pareri: si deve ritornare  all’agorà, la piazza digitale (fino a qualche tempo  sembrava un sogno) oggi è  possibile sentire gli Italiani  e quelli all’estero per coinvolgerli e decidere .

Chi è  all’estero potrà partecipare all’agorà decidere e votare con l’aiuto delle nuove tecnologie.

La invitiamo, pertanto,  a predisporre una legge elettorale innovativa che consenta di votare con trasparenza, segretezza e semplicità.

Il voto elettronico è lo strumento importante e utile per coinvolgere le migliaia  di giovani che fuggono dall’Italia

Votare  per corrispondenza è inaccettabile! Chiedere di voler votare ancora peggio!”  Continua Abbati

La nuova legge elettorale, quindi, deve prevedere il voto elettronico e  la doppia preferenza, per  la parità di genere!

Una decisione oculata di chi crede nella democrazia, nell’uguaglianza, nella parità. Uno gruppetto di Parlamentari, non  è legittimato a rappresentare i milioni di Italiani all’estero né può formulare pareri!( specie dopo aver consentito che può candidarsi chi risiede in Italia).

Confidiamo nella sua esperienza e saggezza!

Quale ruolo hanno gli Italiani all’estero e le Associazioni?

E’ indispensabile riorganizzare il settore: il Ministero degli Esteri, il CGIE, i Comites, le Associazioni,  le Regioni, ( salvo qualcuna, hanno abbandonato gli Italiani all’estero e le Associazioni).

E’ solo un primo passo .

Bisogna cambiare il Paese: Ripensare il Senato e le Regioni  e  non solo.

Questo Senato è utile?

Regioni: dopo 50 anni si dovrà meditare, studiare  il ruolo e le funzioni; i territori sono troppo piccoli per competere (mancheranno le risorse per gestirle bene, macroregioni?),finora, salvo piccole eccezioni, non hanno brillato!

Possono seguire e aiutare  gli Italiani nel mondo?

Possiamo affermare: non sono state capaci!

Macroregioni Europee: Dopo un inizio brillante…tutto è fermo si era parlato fin dal 2008 di quelle del Mediterraneo …. Poi silenzio assoluto. Perché? Sono, certamente, indispensabili per :

–       la pace

–       utilizzare le grandi risorse dell’Africa,

–       ridurre i flussi migratori, il traffico dei clandestini  e la fuga dei giovani…

–       uscire dalla crisi e far crescere l’Italia.

–       realizzare collegamenti stabili tra l’Europa la Sicilia e l’Africa e tra la Puglia e Albania,

–       spostare il baricentro dell’Europa,

–       attrarre i traffici che giungono nel Mediterraneo.

Dobbiamo  correre e operare.

 Ancora: il “Piano 2030 per il Sud sviluppo e la coesione per l’Italia”, presentato dal Ministro on. Provenzano.  è importantissimo va gestito con le Macroregioni Europee, i Gect e i Comuni ….

I recenti episodi meritano un attento esame: l’Europa va rifondata!  La “Conferenza sul futuro dell’Europa” è una grande opportunità che deve vedere l’Italia e  i Cittadini protagonisti! Continua Abbati

Signora Ministro sono certo che  esaminerà  quanto brevemente esposto, siamo pronti, se lo ritesse, ad approfondire. Confidiamo molto nel Sue decisioni sicuri che indicherà la strada migliore per uscire dalla crisi e imboccare quella del rilancio e con le riforme riconquistare il terreno perso. A casa aspettiamo con fiducia e cerchiamo, anche senza risorse, da tempo, di tutelare gli Italiani all’estero che da anni attendono una Italia più attenta, giusta, moderna  e scrupolosa!”

Con invito alla diffusione Grazie cordiali saluti

                                                      Giuseppe Abbati

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